domenica 7 dicembre 2014

PARATICO, storia della devozione alla Madona dei Pomm




credits Imitatori Poli Bruno, storico






In documento importantissimo recuperato presso l'Archivio Diocesano di Bergamo - per la prima volta in assoluto viene spiegato in modo chiaro il motivo della devozione che gli abitanti di Paratico hanno per la Chiesetta e la Santa Immagine venerata. La presente ricerca è stata da me (n.d.r. Imitatori Poli Bruno) consegnata tre anni fa a chi di competenza, ma non conosco il motivo della mancata diffusione. " RELAZIONE COMPILATA IN PARATICO IL 10 GIUGNO 1781 da DON BARTOLOMEO LENZI - Parroco di Paratico - ( territorio bresciano - diocesi bergamasca ) 





A SUA ECCELLENZA MONS. GIAN PAOLO DOLFIN -- VESCOVO -- di Bergamo --------- 


In questa Parochia vi sono tre Oratori.---- Il primo è dedicato a S. Pietro principe delli Apostoli; della fondazione del medemo, non si trova documento veruno. Vogliono alcuni che anticamente fosse la parochia; ma essendo incomoda alli abitanti, si sia trasportata al luogo dove si trova al presente; è ben vero che vi era un piccolo santello, dove vi era un'immagine della Beata Vergine, la quale essendo MIRACOLOSA TRAHEVA MOLTI DEVOTI, e da pochi anni la capellina fu distrutta e FABRICATA LA CHIESA dove fu COLLOCATA L' EFFIGE della BEATA VERGINE DIPINTA A FRESCO SUL MURO, et ora si chiama LA BEATA VERGINE DELLL'OLIO, o sia più communemente la MADONNA di S: PIETRO: Ha tre altari; il primo maggiore dedicato a S. Pietro, il secondo a cornu evangeli dedicato a Nostro Signore Crocefisso, il terzo dedicato a S. Lucia vergine e martire, ha la sagrestia fornita delle supellettili bastatamente. Detto oratorio possiede alcuni capitali che servono per mantenimento di detto oratorio, del quale di darà da reggenti di esso oratorio l'inventario. Mi vien asserito da qualche persona, che dei suddetti capitali ne siano consumati alcuni nell'occasione della moderna fabrica di detta chiesa da deputati di detta chiesa, eletti con condizione di non rendere conto a niuno. Se ciò si vero io nol so perchè in questo paese , non posso credere, che il Simbolo delli Apostoli, vien governato dalla communità, dove creano li reggenti di quello, mentre dovrebbero crarli in sagristia. Vi sono attorno alcune stanze, dove abita un eremita alla custodia del suddetto oratorio. Anticamente si celebrava ne' giorni festivi da un sacerdote BONI, di cui non so il nome, e poscia morto quel sacerdote, non si è celebrata messa, se non se pochi giorni in occasione d'infermi ecc. non essendovi titolo veruno, che di una messa sola all'anno. Al presente si è ripigliata la celebrazione della Messa e da Reggenti si accordano li Capellani della sudetta Messa festiva, senza saputa del paroco, con condizione, che si celebri detta messa subito dopo la prima messa della parochia et in quella fanno la cerca della limosina, senza licenza del paroco, e la celebrano quasi a mezza mattina molte volte e vogliono fare a modo loro. L'oratorio sudetto è lontano un quarto di miglio dalla parochia, sicchè nel incontro di questo viaggio , mi vien riferito, che SI FANNO DELLI AMOREGGIAMENTI ma quel che è di fatto la sudetta messa distrugge l'unità del popolo, il quale udita tal messa, non più si porta alla parochia ad udire la Parola di Dio; come segue anco l'oratorio di S. Carlo che descriverò qui sotto. S. Pietro inoltre fa le sue consuete cerche per la terra, e questa è una voragine, quale, ( come ho detto delle Qurant'ore ) assorbe le limosine di questo povero popolo, sicchè frattanto la chiesa parochiale resta lacera e nuda ".






---- QUESTA E' LA RELAZIUONE INTEGRALE DEL PARROCO LENZI ---------- QUALCHE BREVE NOTA -- 


ORATORIO era una chiesetta dove le confraternite sia maschili o femminili si radunavano per pregare, e non ha giocare a tombola o al pallone.-- MADONNA DELL'OLLIO- in seguito Madonna de Sampeder, una venerazione secolare. -- La Madonna de Sampeder da tempi antichi viene invocata dai paraticesi in caso di malattie, disgrazie, dagli emigranti lontani dalle loro case, durante le varie guerre dei secoli scorsi ed a protezione delle famiglie ---- Nelle persone attempate è in uso la richiesta di aiuto o protezione ricorrendo alla " Madonna de Sampeder " anche durante la giornata-- Con la proclamazione di fede del dogma della " Beatissima Vergine Immacolata " da papa Pio IX l'8 dicembre 1854, ed a seguito dell'enciclica diocesana emessa il 13 aprile 1855 da Mons. Speranza, vescovo di Bergamo, la comunità di Paratico iniziò a festeggiare l'8 dicemvre " La Madonna dei Pòm " che NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON LA " MADONNA de SAMPEDER "--- Le due festività vanno bene separate in quanto la " Madonna dei Pòm " è rappresentata dalla statua" dell'Immacolata " posta nella nicchia a sinistra dell'ingresso della chiesa, mentre la " Madonna de Sampeder " o " Madonna dell'Ollio " è l'effige della BEATA VERGINE 8 MIRACOLOSA ) dipinta a fresco sul muro sopra l'altare maggiore che veniva onorata il 29 giugno nella ricorrenza della festività di S. PIETRO. --- Don Bartolomeo Lenzi fu parroco di Paratico dal 1764 al 1789.--- Relazione: era consuetudine che i parroci comunicassero al vescovo la situazione morale ed patrimoniale delle parrocchie dove esercitavano il loro ministero. -- L'appartenenza di Paratico alla diocesi di Brescia è documentata da una pergamena del 946 dove risulta che " IN VICOLO ET FUNDO PARIADICA IN COMITATU BRIXIENSE ":--- L'Aggregazione di Paratico alla diocesi di Bergamo, dalla consultazione di vari documenti e tesi argomentate da vari studiosi, dovrebbe essere avvenuta nel 1273 per decisione di Papa Gregorio X.--- Dell'oratorio di S.Pietro dicono anticamente fosse la parrocchia di Paratico: Nella visita apostolica effettuata a Paratico da S. Carlo Borromeo il 18 settembre 1575 interrogato il parroco di Paratico Don Cristoforo Bruni sull'oratorio di S. Petro riferisce che anticamente era la parrocchiale del paese, ma per la comodità del popolo ( nonha saputo specificare l'anno ) fu trasferita nella chiesa di S. Maria, attuale chiesa Parrocchiale.-- Un picccolo santello: Vedi la descrizione del parroco che è importantissima.---- Beata Vergine dell'Ollio: Presumo che il toponimo dell'Ollio sia stato dato per la vicinanza al fiume " Ogliuo ".-- Cornu Evangeli: Lato sinistro dell'altare .--- Viene governata dalla Communità: Durante la dominazione veneta sui nostri territori ( dal 1428 al 1797 ) i beni della chiesa venivano amministrati da un laico chiamato " MASSARO ",---- L'oratorio è lontano un quarto di migllio dalla parrocchia: distava precisamente mt. 446, 25 ( 1 miglio equivale a mt. 1785 ). La strada era quella che attualmente è denominata via Fontane. In quel periodoi la via S. Pietro attuale non era ancora costruita.--- S: Pietro fa le sue consuete cerche: Questue.---- La DATA INCISA SUL MURO DELL?EFFIGE MIRACOLOSA NELLA PARTE POSTERIORE è : MDCCLXIII = all'anno 1763. -- Questo è una parte della visita pastorale.----

mercoledì 26 novembre 2014

SARNICO Villa Luigi Faccanoni detta Surre

(Tesi magistrale di Valentina Cristini)  
Epoca: 1912
Luogo: Sarnico
Committente: ing. Luigi Faccanoni (1867-1939)
Progettista: arch. Giuseppe Sommaruga (1867-1917)
Decoratore: Ambrogio Pirovano (1864-1920)
Questa grande villa è collocata sulla strada che da Sarnico conduce a Predore, nella località denominata “Surre”. È costruita in posizione leggermente rialzata, sullo sfondo di una montagna a tratti verde e a tratti rocciosa, e si affaccia maestosa sul lago (fig. 1). Si tratta di una zona di antico insediamento romano come attestano diversi ritrovamenti, tra cui quello in occasione dello scavo delle fondamenta della villa, di tombe, vasi lacrimatori e altri reperti risalenti a tale periodo1.
Fu l’ing. Luigi Faccanoni a commissionarne la costruzione all’arch. Giuseppe Sommaruga2 nell’anno 1912, cosi come è ricordato da una targa decorata in cotto applicata sul fronte della villa3 (fig. 2).
Luigi Faccanoni (Savona, 1867 - Sarnico, 1939) trascorse gli anni dell’infanzia nella città ligure dove il padre Francesco si era trasferito per lavoro portando con sé tutta la famiglia. Qui compì i primi studi che completò nel 1892, quando si laureò in ingegneria al Politecnico di Milano. Iniziò quindi a lavorare con la famiglia, ed in particolare con i fratelli maggiori Pietro e Giuseppe, nell’ambito della costruzione di opere pubbliche, anche di grande portata, in Italia e nell’Impero Austro Ungarico.
Lavorò per molti anni a Vienna dove conobbe la futura moglie, Erminia Lorek, dalla quale ebbe tre figli: Angela, Erminia e Giuseppe.
Oltre ad essere imprenditore si dedicò anche alla politica e ricoprì la carica di sindaco del Comune di Predore dal 1917 al 1920. Seguendo l’esempio di quanto aveva fatto lo zio Antonio a Sarnico,
1 Sarnico, testimonianze e aspetti di ieri e di oggi, a cura di Adriano Vaini, Sarnico (Bg) 1986, p. 75.
2 Per una biografia su Giuseppe Sommaruga si veda la schedatura di Villa Pietro Faccanoni, poi Passeri p. 154.
3 C. PEROGALLI, M.G. SANDRI, V. ZANELLA, Ville della provincia di Bergamo, Milano 1983, p. 330.
commissionò a sue spese la costruzione di un asilo infantile per il paese di Predore che intitolò ai genitori Francesco e Angela Paris4.
La costruzione di questa villa avvenne dopo molti altri lavori, tra cui abitazioni private, edifici pubblici e un mausoleo che lo stesso architetto aveva progettato per diversi membri della famiglia Faccanoni. Questi ultimi, originari di Sarnico, non erano tanto interessati a valorizzare il paese dal punto di vista turistico, piuttosto, aspiravano a dimostrare l’alto status sociale raggiunto e ad ottenere prestigio a livello della comunità d’origine5.
Sebbene nell’importante saggio di Eleonora Bairati e Daniela Riva si dica che non vi è alcun documento grafico riguardante Villa Luigi Faccanoni, né se ne trova traccia nella pubblicistica dell’epoca6, a seguito di una ricerca condotta nell’Archivio Comunale di Sarnico è emerso un documento recante la data 24 giugno 2013 scritto dal Comune di Sarnico alla Prefettura di Bergamo riguardante la decisione di spostare più a lago un tratto di strada che da Sarnico conduce a Predore in seguito alla richiesta avanzata dall’ing. cav. Luigi Faccanoni che, in tale località, stava costruendo la sua villa privata e che quindi voleva fare spazio per posizionare l’entrata di tale villa in un punto più pianeggiante. In allegato a tale documento vi è una piccola planimetria realizzata a inchiostro e acquerello su velina nel quale si mostra la proprietà Luigi Faccanoni, corrispondente al mappale 313, nel quale si scorge la pianta della villa, i viali di accesso e la zona dove andrà collocato il cancello una volta effettuato lo spostamento della strada7.
Oggi è possibile vedere l’ingresso costituito da una grande cancellata in ferro battuto disposta ad esedra che si apre dalla strada e affiancato a sinistra da un piccolo edificio adibito a portineria (fig. 3). Due grandi cancelli carrabili sono alternati con tratti di ringhiere poste su muretti rivestiti a bugnato (fig. 4). La struttura di base, piuttosto lineare, è intrecciata da innumerevoli elementi vegetali come viticci d’uva e dall’usuale motivo a nastro, prediletto dal Sommaruga (fig. 5). Anche in questo caso, come si è visto per le due precedenti ville Faccanoni, l’Architetto realizzò un progetto “globale” occupandosi anche degli elementi decorativi che dovevano andare a completare e arricchire l’edificio.
Attraversato l’ingresso ci si trova di fronte ad un complesso di vaste dimensioni ma dalla volumetria compatta (fig. 6) che si sviluppa su tre piani con l’aggiunta, in posizione angolare, di
4 A. GIORGI, Faccanoni. Note storiche e biografiche sul ceppo di Sarnico sino al 31 dicembre 1994, Predore (Bg) 1994, pp. 106-110.
5 Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, pp. 123-124.
6Ivi, p. 127.
7 Per il riferimento si veda il documento in appendice, doc. 17, pp. 266-267.
una torretta a base quadrata con loggia panoramica dalla quale si può godere pienamente del ambiente circostante (fig. 7).
Sommaruga si trovò, in questo caso, ad affrontare un progetto ex novo, e decise, non si sa se su esplicita richiesta del committente, ma certamente forte della sua autonoma personalità, di proporre qualcosa di diverso rispetto alla sua produzione precedente, rendendo esplicito ciò che era stato scritto su di lui dai critici coevi, ovvero il suo essere un architetto modernista ma ancora legato in maniera costruttiva alla tradizione8.
Villa Luigi Faccanoni richiama certamente ad un vago clima rinascimentale ma è al manierismo che Sommaruga guarda quando progetta la facciata, costituita da una grande varietà di materiali, composti per successive addizioni di parti; così, dal basamento a bugnato rustico interrotto da archi ribassati, davanti al quale è stato aggiunto nel 1926, e quindi non facente parte del disegno originale, il grande porticato-pronao sul quale è posizionata una balconata9 (fig. 8), si stacca con una parte decorata con cementi plastici in altorilievo, e, passando per una fascia in ceramica lavorata a bassorilievo e interrotta da una serie di aperture regolari quadrate (fig. 10), si termina nella gronda a guscio dove sono applicati inserti iridescenti che, su di uno sfondo a mattoncini in cotto, formano disegni geometrici10.
Simili effetti luministici e cromatici sono ravvisabili anche nel seminterrato della villa, al quale è possibile accedere attraverso l’originale grotta artificiale (fig. 9), anch’essa di clima manierista, posizionata nel parco e antistante l’edificio. In questo ambiente, che un tempo ospitava degli acquari, sono presenti delle rocce entro cui sono inseriti degli elementi in ceramica colorata che ricordano vagamente, ma forse casualmente, certe opere del architetto modernista catalano Antonì Gaudì11;12. In tempi successivi, quando già era proprietario Giusi Faccanoni, tale spazio fu adibito a cantina vitivinicola; purtroppo tale progetto imprenditoriale non ebbe seguito ma all’epoca a Villa
8 U. MONNERET DE VILLARD, L’architettura di Giuseppe Sommaruga, prefazione di Ugo Monneret de Villard, Milano 1908.
9 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 82.
10 D. RIVA, Giuseppe Sommaruga tra tradizione e modernità, in Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, p. 18.
11 Ivi, p. 18.
12 Antoni Gaudi y Cornet (Reus, 1852-Barcellona, 1926). Studiò alla Scuola di Architettura di Barcellona fino al 1878. Elaborò uno stile originale e personalissimo che, sebbene prendeva spunto dal gotico catalano, addirittura anticipò i modi e le linee dell’Art Nouveau. Le sue maggiori opere si trovano a Barcellona come il parco Güell, la casa Battllo, la casa Milà e la Sagrada Familia. Frequentemente decora le sue architetture con numerosi mosaici multicolore che creano giochi di luce e spaziali tanto da far apparire gli edifici come grandi sculture (G. FAHR-BECKER, Art nouveau, Königswinter 2004, p. 398).
Surre venivano prodotte poche ma scelte bottiglie con le uve provenienti dai vitigni autoctoni dalla vicina Val Calepio13.
Notevoli sono gli altorilievi in cemento plastico, a cui si è accennato, che si stagliano sulla facciata della villa: essi rappresentano dei putti che, suddivisi in più gruppi, giocano tra loro sorreggendo festoni di foglie e fiori (fig. 11). Basandosi su un confronto iconografico con opere per le quali esiste una documentazione certa è ipotizzabile che anche questi altorilievi furono realizzati, su disegno di Sommaruga, dallo scultore-artigiano Ambrogio Pirovano che durante la sua carriera collaborò costantemente con l’architetto14.
Ambrogio Pirovano (1864-1920) nacque a Milano da Cesare, abile scultore del legno attivo nell’ambito lombardo della seconda metà del XIX secolo. Nel 1879 si iscrisse alla Scuola di architettura dell’Accademia di Brera che però lasciò nel 1881 decidendo di seguire le orme paterne e dedicandosi quindi allo studio del disegno di figura che aveva intrapreso già dal 1880 sotto la guida di Raffaele Casnedi. Dal 1884 seguì le lezioni alla Scuola di nudo e, dopo aver seguito anche l’insegnamento di storia dell’arte, concluse gli studi nel 1887. Al periodo in accademia si deve probabilmente affiancare la pratica alla disciplina della scultura che il giovane Ambrogio ricevette direttamente dal padre, con il quale, tra l’altro, collaborò per diversi lavori. La sua carriera autonoma, ricca di commissioni che lo videro impegnato nella decorazione di ville, hotel e monumenti funerari, iniziò dalla metà dell’ultimo decennio del XIX secolo. A partire dal 1891 partecipò a tre edizioni dell’Esposizione triennale organizzata dall’Accademia di Brera e nel 1895 venne nominato Socio Onorario della stessa Accademia grazie al suo riconosciuto successo nel campo delle Belle Arti. Sempre nello stesso anno sposò Maria Rigotti dalla quale ebbe tre figli: Ernesto, che diverrà celebre pittore, Giulio e Carla. Nel 1896 eseguì alcuni cementi plastici per la chiesa di Santa Maria al Paradiso, progettata dal fratello Ernesto, anch’egli attivo nel campo artistico: fu infatti uno dei più importanti architetti eclettici del periodo. Il rapporto di Ambrogio Pirovano con Giuseppe Sommaruga ebbe inizio con il cantiere di Palazzo Castiglioni del 1901-1903 dove venne chiamato per eseguire le decorazioni in cemento e successivamente per riempire con un fregio floreale gli spazi lasciati liberi dopo la rimozione delle due scandalose sculture che ritraevano le allegorie della Pace e dell’Industria, nelle vesti di due poco vestite signore, eseguite dallo scultore Ernesto Bazzaro. A Milano eseguì numerosi altri interventi, anche figurando con il nome della ditta
13 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 84.
14 E. BAIRATI, Sommaruga e le arti applicate, in Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, pp. 28; 33.
‘Pirovano Ambrogio & C.’, specializzata in lavori di decorazione in cemento, stucco, marmi e pietre artificiali. A partire dal 1908 circa fu attivo in Istria e a Trieste dove probabilmente conobbe anche i Faccanoni che nella periferia della città friulana possedevano una grande cava15.
Gli inserti decorativi con putti ricorrono molto frequentemente nelle opere di Giuseppe Sommaruga e si possono osservare, ad esempio, sul frontone del Mausoleo Faccanoni a Sarnico del 1907, anche in questo caso eseguito da Ambrogio Pirovano16.
Restando all’esterno della villa si possono notare alcuni elementi particolari come il voluto contrasto cromatico tra la pietra bianca del rivestimento a bugnato e quella grigia utilizzata per gli architravi e i davanzali delle finestre e per i basamenti e capitelli delle colonne del portico. Insoliti, rispetto alla precedente produzione di Sommaruga, sono anche la lunga balconata, sul lato sinistro dell’ultimo piano, e l’ingresso della parte posteriore, sottolineato da due obelischi, che presenta una passatoia verso il giardino ad imitazione del ponte levatoio di un castello medievale17 (fig. 12).
All’interno della villa il piano terra è destinato ad ambiente di rappresentanza e vi si trovano tre sale di ampie dimensioni illuminate da grandi finestroni. I pavimenti sono in parquet o in piastrelle con motivi colorati. Sul soffitto della sala da pranzo, posizionata sulla destra, si trova una cornice in stucco entro cui è dipinto ad affresco un illusionistico graticcio ricoperto da rigogliose piante di frutti attraverso cui si può scorgere l’azzurro-grigio del cielo (fig. 13). Sempre nello stesso ambiente è possibile vedere una fascia decorativa in stucco piatta lavorata ad intaglio, che è stata ricostruita sul disegno originario durante gli ultimi restauri18: entro uno schema ad andamento alternato lineare e curvo si dispongono rami fioriti, fronde cariche di melograni, grandi foglie dal contorno frastagliato tra cui si scorgono, insolitamente, alcuni animali come ad esempio un aquilotto che si reca al nido per nutrire i propri piccoli, un pavone, un coniglio e un’aragosta (fig. 14).
Sono autentici anche il camino in pietra nera, anch’esso lavorato con effetto ad intaglio, della sala centrale (fig. 15) e i serramenti in legno, ognuno con un disegno differente ma sempre elegante (fig. 17); alcuni di questi sono chiusi da vetri colorati ed arricchiti da disegni a volute dal gusto rocaille.
In posizione centrale rispetto alla pianta dell’edificio è collocato il vano della scala principale che permette di raggiungere i piani superiori dove si susseguono una serie di camere da letto che, nonostante i recenti restauri, conservano i serramenti e le decorazioni originali. La scala non ha
15 Ernesto Pirovano 1901-1972, a cura di Sergio Rebora, con la collaborazione di Carlo Migliavacca, Milano 2001, pp. 19-25.
16 BAIRATI 1982, pp. 28; 127.
17 Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, p. 125.
18 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 87.
dimensioni tali da poter essere definita monumentale ma è di forte impatto soprattutto grazie alla ringhiera in ferro battuto dal disegno originale e diverso da quello utilizzato per le altre ville Faccanoni. La balaustra, con corrimano in legno, è posizionata in diagonale in modo da seguire l’andamento dei gradini in marmo, è formata da moduli rettangolari riempiti a grata e intervallati da nastri ed elementi floreali verniciati che riproducono piante di rose rampicanti (fig. 16).
I circa 34 ambienti che vanno a comporre l’edificio sono distribuiti in modo tradizionale e non mostrano la libertà di snodo e la continuità visti per la Villa Giuseppe Faccanoni, forse a causa di specifiche esigenze e richieste del committente19.
La villa è circondata da un vasto parco con piante secolari e innumerevoli varietà di fiori dove sono collocate diverse piccole strutture, alcune delle quali progettate dallo stesso Sommaruga, come serre, statue, tra cui un busto di Pietro Paleocapa (1788-1869) celebre ingegnere idraulico20, panchine in pietra decorata, un gazebo, un’uccelliera e una fontana (fig. 18). Sempre nel parco, nella zona laterale alla villa, sorge un edificio un tempo adibito a rimessa e a scuderia che è stato recentemente ristrutturato e trasformato in un centro congressi.
In origine un ponte in pietra e ad arco ribassato, collocato nella parte destra della proprietà, collegava la villa al giardino e alla darsena che si trovano dall’altro lato della strada, in riva al lago21. Nel 1982 l’allargamento di tale strada ha imposto l’abbattimento della struttura22 che è però stata sostituita, in tempi recenti, con una passerella in ferro.
L’ing. Luigi Faccanoni trascorse proprio in questa villa di Sarnico i suoi ultimi e solitari anni, e, dopo la sua morte, sopravvenuta il 17 luglio del 1939 a causa di un ictus, fu il figlio Giuseppe detto Giusi (1916-1987) ad abitarla per diverso tempo.
In seguito la villa fu acquistata dal comm. Achille Bortolotti, pronipote dell’ing. Luigi Faccanoni, il quale nel 1987 avviò una serie di opere di restauro conservativo dell’edificio, che allora versava in cattivo stato, soprattutto per quel che riguardava gli interni, allo scopo di destinarlo alla sede degli uffici della sua società, il Gruppo Bortolotti: si imbiancarono le pareti, si sostituirono l’impianto elettrico e quello idrico, non più a norma, si verniciarono i serramenti e si lucidarono i pavimenti, il
19 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 84.
20 GIORGI 1994, p. 109.
21 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 82.
22 PEROGALLI, SANDRI, ZANELLA 1983, p. 331.
tutto mantenendo inalterate le caratteristiche originarie dell’edificio23. Tali interventi furono continuati dalla Società Tamoil, successiva proprietaria, che ha curato anche il riordino del parco.
Attualmente la villa, denominata Villa Surre, è in perfetto stato di conservazione ed è utilizzata come location per eventi e come centro congressi24.
23 La pratica riguardante la ristrutturazione e il parziale cambio di destinazione d’uso dell’immobile è stata consultata presso l’Archivio dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sarnico (Bg).
24 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 74.

Eventi catastrofici, attivato il 'Sistema di coordinamento' sul lago d'Iseo

Da qualche giorno sul lago d'Iseo è stato attivato il 'Sistema di coordinamento', capace di unire il lavoro di nove gruppi di Protezione civile e di quattro associazioni specializzate nel soccorso, che ha 'debuttato' sabato 15 novembre durante l'alluvione che ha messo in crisi Sale Marasino e Pisogne.
La base operativa è la 'centrale' collocata nel complesso dei Disciplini, sopra i Vigili del fuoco. Lo spazio dedicato al Sistema di coordinamento è dotato di cinque postazioni radio, la segreteria ed i computer.
'Dalla centrale possiamo localizzare i gruppi in azione sul territorio radiolocalizzandoli con un sistema Gps', ha detto Stefano Picchi, coordinatore dei gruppi di Protezione civile. 'In pratica lavoriamo su una cartina telematica che si aggiorna di continuo mostrando la posizione di uomini e mezzi'.
Sul Sebino operano oltre duecento volontari, alcuni addestrati all'utilizzo di mezzi di primo soccorso come la mini pala ed il cassonato 4x4 con modulo antincendio. I gruppi che fanno parte del Sistema sono quelli di Sale Marasino, iseo, Marone, Monte Isola, Zone, Sulzano, Provaglio, Paratico ed Ome, più i sub di Monte Isola, il Cb club Sebino, il Gruppo soccorso di Pisogne e la Procivil Camunia. Il nuovo assetto di emergenza rientra nell'ampio lavoro di gestione associata che i Comuni stanno progressivamente delegando alla Comunità montana.

SEBINO: accordo sul GAL fra Comunità Montana e Valle Camonica


 Accordo significativo tra la Valle Camonica e il Sebino: un asse territoriale Valle Camonica – Sebino - Franciacorta ma anche un no alla Valtrompia: così si è espressa all’unanimità l’assemblea dei nove Comuni della Comunità montana sebina, riunitasi lunedì per deliberare sulla programmazione futura per Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Le risorse economiche a disposizione sono 65 milioni di euro da distribuire per i gruppi d’azione locale (Gal) che ad oggi, in Lombardia, sono 16. Troppi se si calcola che ogni progetto deve avere l’importo minimo di 5 milioni di euro: il rischio è quello di rimanere esclusi, visto poi che i Gal bresciani da tre dovrebbero diventare due. La Comunità montana del Sebino ha così recepito l’invito della Regione e ha deciso di aggregarsi alla Valle Camonica seguendo un percorso che dà maggiori garanzie che arrivino risorse sul territorio. In una valutazione di risorse Valle Camonica e Sebino hanno molto in comune e si è deciso di puntare ad una strategia di tipo agricolo che comprenda le filiere bosco-legno, lattiero-casearia, olivicola, vitivinicola e del pesce, legato all’acqua ed al lago. Inoltre è stato esteso l’invito a prendere parte all’aggregazione anche ai Comuni di Provaglio d’Iseo e Corte Franca che hanno accettato. La Valle Camonica, con l’unione di Sebino e Franciacorta, si arricchirà di molti elementi così come di riflesso i due territori che si sono distaccati dalla Valtrompia. Con questa realtà, risultata «troppo eterogenea sia come risorse territoriali sia che come progettazione», nel periodo 2007-2013 la Comunità Montana del Sebino aveva costituito il Gal Gölem, scegliendo come simbolo il Guglielmo, a scavalco tra i due territori. Però i dati del precedente Piano di sviluppo locale hanno mostrato come la Valtrompia abbia ottenuto il doppio delle risorse economiche, ovvero 1 milione e 600mila euro per i progetti sul suo territorio, contro gli 800mila euro stanziati per il Sebino.

giovedì 30 ottobre 2014

Tra leggende e realtà: le streghe della Valle Camonica, sabba, riti, roghi e inquisizione

« Signori miei, son stato in Valcamonica
per consultare le streghe di quel loco
se mi saprebbon di Turpin la cronica
mostrar per forza d'incantato foco;
una vecchiarda in volto malinconica
rispose allor con un vocione roco:
-Gnaffe, che sì tu lo vedrai di botto;
entra qui tosto meco e non far motto »
(Teofilo FolengoOrlandino, I, stanza 12)
« (...) in alcune parti della Lombardia e soprattutto in quei luoghi in cui detto Giorgio[22] svolgeva il ruolo di inquisitore, furono trovate molte persone di ambo i sessi che, dimentiche della propria salvezza e allontanandosi dalla fede cattolica, avevano formato una setta, rinnegato la fede abbracciata con il sacro battesimo, calpestato la santa croce con i piedi e perpetrato su di essa atti ignominiosi. Avevano poi abusato dei sacramenti e soprattutto dell'Eucarestia, eletto il diavolo come loro signore e protettore, prestandogli obbedienza e venerandolo; con i loro incantesimi, formule magiche, sortilègi ed altri nefandi atti superstiziosi avevano in molte maniere danneggiato le bestie e i frutti della terra. »
(Adriano VIDudum, uti obis, breve del 10 luglio 1523[23])
« (...) in Pisogne e in Edolo furono abbruciate nel 1510 sessanta streghe e alcuni stregoni che assaltavano huomini, donne, animali, seccavano prati, herbe, etc coi loro incantesimi. Quando furono menati al fuoco, dicevano che non lo temevano, che avrebbero fatto miracolo, loro era apparso il diavolo. Assurde accuse, ma allora i più le credevano ond’è a lodarsi la prudenza del governo di Venezia in tali occasioni (...) il vescovo Zane d’altra parte avuto eccitamenti dalla Valle Camonica, v’andò con un domenicano e predicatori e fece abbruciare alcune streghe ad Edolo. »
(Cocchetti, Brescia e sua provincia, tratto dalla Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto1859)
« In Valcamonica et etiam qui a Bressa et per tutto lo mondo è sparsa questa triste eresia et abnegazione del Signore Dio e dei Santi. Et sono già stati brusati in Valcamonica in quattro luoghi circa 64 persone, maschi et femmine, at altrettanti e più ne sono in presone (...) et ne sono circa 5000, cosa inestimabile (...) »
(Marin SanudoDiarii, Tomo XXV, pg 586, Venezia 1536[24])

Servizio di Milla Prandelli

Un racconto della storia d'Iseo tramite immagini

Una storia raccontata attraverso i calendari della Farmacia Gandossi 

lunedì 20 ottobre 2014

"Löc de la Begia" , dove il tempo si è fermato

E' un luogo magico dove il tempo sembra essersi fermato.
La sua atmosfera ti cattura e ne rimani affascinato senza scampo, è la Quattrocentesca casa detta "Löc de la Begia" (si trova in via Inganni a Gussago) costruita dagli Averoldi, che è, a detta di F. Lechi, fra le più interessanti del nostro quattrocento.

La casa, scrive il Lechi, presenta un portico basso perchè il pilastro in pietrame è corto e dopo poco più di un metro di fusto ha inizio l’attacco dell’ampio arco a tutto centro. E’ necessario questo senso di forza per sostenere la prima loggia che è formata da archi ogivali in numero doppio di quelli del portico, ma alti e snelli, quanto i primi sono tozzi, per sostenere ancora “la baltresca” che giunge sotto la gronda del tetto con pilastrini in cotto che ripetono il ritmo di quelli del pian terreno. Il portico presenta una certa varietà nelle aperture che denotano le modifiche apportate nei secoli. Sul lato corto di sera si apre il pozzo, nobilitato da una cornice del Cinquecento, di fronte nel lato di mattina sale la vecchia scala, modesta, rudimentale a chiocciola, simile a tante altre coeve. Le finestre danno luce ad ampi locali; in uno di essi, la caminada, vi era un bel camino in pietra con modiglioni a zampa di leone, oggi trasferito nella villa Togni, già Averoldi e Raccagni. Da questo locale, che ha al centro una colonna a sostegno della lunga trave centrale, si diparte un scala di legno recentemente costruita per le esigenze di oggi. Essa è stata costruita con le ancore sanissime roveri di travature recuperate da antichi edifici di Brescia distrutti nei bombardamenti del 1945, è una copia di una simile scala esistente nella Cà d’Oro a Venezia.
Al piano superiore la loggia è tutta aperta: non si può capire se un tempo vi fosse, come supponiamo, il soffitto a travetti per dividere la galleria stessa dalla baltresca sovrastante, come d’uso. Oggi si scorge scoperta la rustica travatura del tetto. Le sale che si affacciano sulla loggia erano molto adornate perché si trattava dell’appartamento di rappresentanza.

Incominciando da ponente vi è una sala sulle pareti della quale si scorgono tracce di affreschi monocromi del secolo XVI; erano otto pannelli e rappresentavano Apollo con vari musici, di modesta fattura. 
Questo è quanto affiora sotto lo strato di calce. Sul camino lo stemma di famiglia con contrassegni della dignità di vescovo. Dopo questo, altri due vasti ambienti: il grande salone con le pareti affrescate e un’altra sala. Su tutti i soffitti in legno a grandi travi, cordonate ornate da tavolette dipinte, con fregi, stemmi, animali e teste umane, in maniera ancora molto semplice e modesta. Anche questo è un elemento che può convincere a determinare la data di costruzione nella prima metà del secolo XV (Quattrocento). L’ultimo locale verso mattina , ricavato in un corpo aggiunto in epoca più tarda, alterato in piccoli scomparti, porta sulle pareti tracce di affreschi cinquecenteschi monocromati.
Fonte: Enciclopedia Bresciana

giovedì 16 ottobre 2014

La nuova Orchestra delle Bollicine sotto la direzione del M° Parzani, al via le audizioni gratuite per una Orchestra giovanile di Franciacorta

L’ „Orchestra delle Bollicine“ dell’Accademia Musical-mente sta per trovare tutte le sue componenti strumentali.
Partita con l’appoggio dei comuni dove  l’Accademia storicamente ha sede (Gussago, dove si sono svolte le masterclass per l’Orchestra con il Maestro Alessandro Cadario,  Monticelli Brusati, Paderno Franciacorta e Brescia con due sedi) il progetto può contare sui finanziamenti della Fondazione Comunità Bresciana e della Regione Lombardia. Entrambe hanno valutato e deciso di approvare l’iniziativa, per la sua indiscussa valenza civica e pedagogica, oltre che di notevole promozione del territorio bresciano come impulso verso una cultura musicale di valore.
 Il progetto prevede appunto la creazione di un’orchestra sinfonica  aperta alla partecipazione dei giovani musicisti bresciani e franciacortini under 18 che suonino uno strumento orchestrale.
I posti disponibili sono molti, gli iscritti al bando circa una ventina: quattro dal Conservatorio di Brescia, due dal liceo musicale di Brescia, i restanti ragazzi dalle molteplici realtà di tutta la provincia.
Le audizioni per l’ammissione dei giovani musicisti esterni si sono tenute il giorno martedi 14 ottobre alle ore 18,00 presso la Scuola Media Statale” A. Venturelli”, sede di Gussago , alla presenza del maestro Daniele Parziani che ha verificato i livelli dei brani presentati.
Ogni partecipante è stato sottoposto ad una audizione di prova in orchestra, ovvero è stata data ai candidati una partitura di tre brani musicali, a loro sconosciuti, “da leggere a prima vista”, poi hanno suonato, sollecitati e guidati da un paziente ed ispirato Parziani, insieme all’Orchestra di Musical-Mente che ha in precedenza scelto e preparato i brani.
Dopo l’esibizione è stato consegnato  un giudizio di “idoneità”  come componente della neonata Orchestra,  ai seguenti candidati:
per il pianoforte: Fazio Francesca e Lancini Federico;
per il clarinetto: Canori Alessandro e Recenti Federico-Dante
per il fagotto: Stabile Giorgio
per il flauto traverso : Ferrari Gaia e Martinelli Gaia
per il violino : Premi Chiara
per la viola: Benassa Viola e Musatti Anna
per il contrabbasso: Spagnoli Federico
per l’arpa: Faustini Sara
per le percussioni: Marcolini Ettore

La commissione esaminatrice era composta dal direttore artistico Paola Ceretta, dal Maestro Parziani, dal rappresentante di “Sconfinarte” Paola Boschi, dalla direttrice dell’Accademia “Pietta” di Passirano Daniela Cappelletti e dalla commissione tecnica formata dai docenti di Musical-Mente.
La Direttrice dell’Accademia, Paola Ceretta,  durante la conferenza stampa che ha preceduto l’audizione, ha sottolineato i criteri con cui si sono valutate le abilità tecniche dei ragazzi, ma anche la loro capacità di cooperare con gli altri e la serietà di intenti che un’esperienza orchestrale presuppongono.

Erano presenti anche Marcello Bergoli, assessore alla cultura del comune di Passirano, dichiaratosi contento di partecipare al progetto per l’attenzione e l’interesse che la cultura musicale di livello alto suscita nei giovani, e Luca Ferrari assessore alla cultura del comune di Paderno, il quale si è dichiarato felice di appoggiare il progetto che offre una ulteriore opportunità culturale ai ragazzi di Paderno F. già ben consapevoli della realtà dell’Accademia Musical-mente e della serietà dei suoi interventi sul territorio.

 Il progetto, a partire da sabato 25 ottobre data della prima prova, si  prefigge per i mesi successivi un percorso serio e  professionale (due incontri al mese con il M° Parzani e uno con Maestri del territorio divisi per sezioni)  in collaborazione con l’Orchestra de “I Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano”, importante formazione giovanile ad alto livello di produzione grazie ad una particolare metodologia musicale e pedagogica.
Sarà proprio il Direttore dei “Piccoli”, il M°. Daniele Parziani,  a dirigere l’Orchestra delle Bollicine e renderà ogni prova “ non un momento in cui studiare la parte ma un momento di sintesi a cui arrivare già preparati e che così sarà di crescita e di sintesi “ – come ha tenuto a sottolineare prima della selezione – “questa è la reale differenza fra un’orchestra giovanile e un’orchestra amatoriale. In quest’ultima prevale l’aspetto ludico che rende le prove un momento di studio”.

Per informazioni più dettagliate è utile visitare il sito www.musical-mente.it e il sito dedicato: http://orchestradellebollicine.weebly.com/
 o telefonare al numero di cell. 339-2506646.



martedì 14 ottobre 2014

LOVERE : un corso gratuito rivolto agli operatori turistici promosso dall'amministrazione comunale.....perchè il turismo è comunicazione!



DO YOU SPEAK ENGLISH??

NO..?!

KEEP CALM

AND

GO TO "CENTRO CIVICO CULTURALE" A SEGUIRE IL CORSO GRATUITO DI PERFEZIONAMENTO DELLA LINGUA INGLESE PER OPERATORI TURISTICI E COMMERCIALI.

Per chi fosse interessato il termine per le iscrizioni scade il 27 ottobre!

Per info: IAT ALTO SEBINO
tell. 035.962178

lunedì 13 ottobre 2014

Il SOROPTIMIST CLUB ISEO (Vallecamonica-Sebino- Franciacorta) mette a disposizione 1 Borsa di Studio per il Corso di Perfezionamento "Project Mangement per la Montagna"


Il Soroptimist Club di Iseo, associazione composta da donne con elevata qualificazione nell'ambito professionale che opera per la promozione dei diritti umani, per l'avanzamento della condizione femminile e per la accettazione delle  diversità, nell'ambito delle azioni individuate a sostegno dei temi proposti da EXPO 2015 mette a disposizione 1 borsa di studio per il Corso di Perfezionamento "PROJECT MANAGEMENT PER LA MONTAGNA: METODOLOGIE E STRUMENTI DI GESTIONE DI UN PROGETTO", proposto dalla sede distaccata di Edolo (Bs) dell'Università di Milano, altresì nota come "Università della Montagna".
La borsa di studio erogata dal Soroptimist Club Iseo– a copertura totale della quota di iscrizione per la partecipazione al corso – è dedicata a soggetti in possesso dei seguenti requisiti:
1. Candidata di sesso femminile;
2. Residenza in uno dei comuni delle seguenti aree geografiche: Valle Camonica (BS), Sebino Bresciano (BS) e Franciacorta (BS);
3. Superamento della procedura di selezione per l'accesso al corso, con posizionamento ai primi posti della graduatoria, stilata in base al merito.

Le domande di partecipazione alla borsa di studio dovranno essere inviate via mail a:soroptimist.iseo@gmail.com e contestualmente alla segreteria organizzativa del corso di perfezionamento, attraverso la procedura indicata nel bando per la partecipazione alla selezione al corso.
Le modalità di iscrizione sono riportate sul bando che scade il 24 ottobre 2014:http://www.unimi.it/cataloghi/corsiperf/Bando_II_CdP_2014-2015.pdf

Per scaricare la brochure informativa:
http://www.unimontagna.it/web/uploads/2014/10/UNIMONT_leafletcdp_24ott.pdf

Al termine del processo di selezione, condiviso con il Soroptimist Club Iseo, per quanto relativo alla borsa di studio, sarà cura del Soroptimist Club Iseo, congiuntamente a Università della Montagna, comunicare all'assegnatario esito e modalità di assegnazione.
Il Soroptimist Club Iseo conferma così il proprio impegno per lo sviluppo del panorama professionale femminile, contribuendo a realizzare un mondo in cui le donne possano mettere in azione il loro potenziale individuale e collettivo, le loro aspirazioni e avere pari opportunità di creare forti comunità pacifiche capaci si tessere reti locali di valorizzazione del territorio e delle appartenenze.
Ricordiamo che il corso verrà erogato in blended learning (potrà essere frequentato in presenza, per tutti i partecipanti che potranno recarsi presso la sede di svolgimento, a Edolo (Bs) Italy, oppure a distanza, per ragioni di distanza geografica dalla sede di svolgimento del corso, in modalità telematica/e-learning attraverso apposita Aula Virtuale).
Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria Didattica Sede di Edolo
Via Morino 8 -  25048 Edolo BS
Tel. 0364/71324 – E-mail corso.edolo@unimi.it
www.unimont.unimi.it

domenica 21 settembre 2014

ISEO 22 settembre 2014 l'Amministrazione Comunale presenta una App per promuovere Iseo e le sue frazioni

Lunedì 22 settembre presentata la app "Iseo", sviluppata dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con il team di iTown, per promuovere Iseo e le sue frazioni.

 iTown App è la nuova applicazione gratuita per cellulari smartphone e tablet che permette ad ogni cittadino di avere il suo Comune sempre "in tasca", destinata a cambiare i modi di fruizione dei servizi e dei consumi sul territorio, e come tutte le economie nate dall'innovazione tecnologica abbatte i costi e crea valore.
Attraverso di essa il territorio potrà far conoscere a un pubblico più ampio non solo i servizi e le proposte culturali del Comune, ma anche le attività commerciali e l'offerta turistica della città. Un servizio pensato per soddisfare le esigenze dei residenti e degli ospiti del territorio che cercano alloggi, attrazioni, nozioni storiche e culturali, informazioni su eventi, scuole, negozi.
iTown è un prodotto frutto delle giovani e dinamiche energie del gruppo iTown Lab, che nasce e cresce sulle rive del lago di Garda ed ora viene proposta anche dal comune di Iseo. Diverse professionalità sono intervenute per formarlo. La sinergia nasce da un gruppo di programmatori per dispositivi mobile esperti nel settore, con un background solido alle spalle, e da personalità creative sempre in movimento ed esperte dell'economia turistica. 
La start-up nasce in una dimensione collettiva e istituzionale che spiega l'energica e unanime concessione di patrocini pubblici. Coinvolgendo tanti cittadini e giovani studenti, di fatto si rende partecipe e condiviso l'onore e l'onere di mantenere l'immagine complessiva reale e virtuale del proprio territorio. Questo spiega la concessione di patrocini pubblici: l'applicazione è un'occasione di visibilità e altresì di risparmio nella stampa di brochure e materiale promozionale da parte di ogni ente pubblico coinvolto
L'applicazione nativa per Apple e Android si traduce automaticamente in diverse lingue tra cui italiano, inglese, tedesco e russo e in via di sviluppo spagnolo, olandese e cinese.

lunedì 15 settembre 2014

Bergamo: la Provincia lancia "Iseo Express" per raggiungere il Sebino senza attese


La Provincia di Bergamo dà l’avvio ad una importante sperimentazione costruita nell’ambito della progettualità di eccellenza per la promozione e lo sviluppo del sistema turistico nazionale con il Progetto “Iseo Express” destinato a valorizzare e potenziare la fruibilità dei Laghi di Iseo e di Endine.
Nel prossimo futuro i turisti che sbarcano all’Aeroporto “Il Caravaggio” di Orio al Serio potranno beneficiare di uno speciale servizio che li porti direttamente verso le strutture ricettive dell’area lacuale senza dover subire inutili attese legate agli orari dei servizi pubblici.
Il transfer è progettato come servizio dinamico e continuativo mediante l’utilizzo di “navette a chiamata”, verso le due principali direttrici lacuali: Aeroporto BGY Trescore Balneario, Endine Gaiano, Lovere, Pisogne e Aeroporto BGY Grumello d/Monte, Sarnico, Paratico, Iseo, Marone.
La fase esecutiva del progetto, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e gestionali, viene affidata a Turismo Bergamo.

Prossimamente sarà attivo il servizio di prenotazione dal sito :http://www.iseoexpress.it/index.php/it/
Sarà possibile prenotare il transfer, in alternativa la richiesta potrà essere effettuata già al momento della scelta della struttura ricettiva tramite gli appositi siti di prenotazione online.
Selezionato il servizio, i turisti troveranno all’aeroporto il mezzo, un’autovettura o un bus di diversa capienza in ragione del numero dei posti necessari, che li porterà direttamente alle strutture ricettive prenotate. Per incentivare l’uso della navetta sono state studiate interessanti proposte. In particolare chi usufruirà di almeno un pernottamento nelle località lacuali si vedrà dimezzato il costo della navetta. Ad esempio il transfer Orio-Sarnico ha un costo (approssimativo, in quanto al momento non sono state ancora rese note le tariffe) di 40 euro a tratta, ma se si rimane una notte il ritorno è gratuito. Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ecologica di Iseo Express e ai passeggeri con difficoltà motorie grazie all’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale attrezzati per il trasporto disabili. A bordo delle navette sarà inoltre messo a disposizione dei turisti un «welcome kit» di materiale promozionale del territorio. Si tratta di guide e depliant che daranno un assaggio di quanto sanno offrire i nostri laghi. Per l’Iseo, non solo il Basso Sebino, ma anche - ad esempio - gli orridi, nel tratto tra Riva di Solto e Castro: imponenti rocce a picco sull’acqua, una delle sorprese naturalistiche di maggior valore del lago. Non da meno il lago di Endine, nel cuore della Val Cavallina. È un luogo di svaghi sereno e distensivo, una palestra all’aperto per gli sport d’acqua (vela, wind-surf, canoa e canottaggio), e rinomato luogo di pesca, d’inverno, con le acque ghiacciate, offre uno spettacolo veramente singolare.
La bellezza del lago può essere apprezzata percorrendo a piedi le antiche mulattiere da Endine a Ranzanico e da qui a Bianzano, visitando Spinone, circondata dai canneti, Monasterolo del Castello, per il maniero duecentesco e la parrocchiale del Fantoni o i paesi collinari che si affacciano sul lago.

giovedì 4 settembre 2014

CLUSANE D'ISEO 4.9.14 Camping Girasole devastato dalle fiamme



Questa mattina all'alba, intorno alle 4.00, gli abitanti di Clusane sono stati svegliati da una serie di forti boati.
Un forte incendio è scoppiato nel camping Girasole ed ha richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco. Pare che l'origine dell'incendio non sia doloso, ma causato da una quindicina di bombole del gas che sono improvvisamente scoppiate nella zona adiacente la recinzione.
L'incendio pare abbia distrutto una quarantina di roulottes, e provocato intossicazione a sette persone soccorse dal 118, al momento non si segnalano vittime o feriti gravi.
Il coraggioso intervento dei Vigili del Fuoco, intervenuti malgrado le fiamme altissime e gli scoppi delle bombole ancora in atto, ha impedito il peggio .
Ora gli stanziali già temono che questo brutto incidente possa pesare negativamente sulla loro causa, e preso come pretesto per accusarli ulteriormente di incuria e mancato rispetto delle regole e norme di sicurezza.

lunedì 1 settembre 2014

Acoustic Franciacorta 2014: si chiude con un viaggio attorno al mondo con la chitarra di Fernando Perez l’undicesima edizione del Festival franciacortino


Joe Zhu (fingerstyle) - Cina
Si chiude nel Monastero di San Pietro in Lamosa, dove tutto ebbe inizio nel lontano 2004, l’undicesima edizione di Acoustic Franciacorta che, con quasi 3000 presenze, si conferma un appuntamento molto amato dal pubblico che ha seguito sempre numeroso e attento tutte le serate in programma quest’anno, cinque appuntamenti consecutivi di elevata qualità artistica e fortunatissimi dal punto di vista meteorologico.
Acoustic Franciacorta 2014: inaspettato vortice acustico che ha portato artisti, tecnici, volontari e pubblico a viaggiare tra i filari della Franciacorta e le architetture medievali dei comuni di Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome e Provaglio d’Iseo per cinque giornate, da mercoledì 27 a domenica 31 agosto.
Chris Proctor (fingerstyle) - U.S.A.
Tutte le serate hanno registrato una grande affluenza di pubblico, dal più affezionato che non si perde una nota, a nuovi ascoltatori stupiti dalle possibilità di suono offerte dalla chitarra, per un
totale di circa 3000 presenze suddivise nelle cinque serate.
Tante sono le immagini da conservare di questa undicesima edizione: l’inaugurazione molto partecipata nel Cortile della Pieve di Santa Maria che ha reso ancor più suggestivi gli interventi dei protagonisti musicali; l’eleganza del Borgo Santa Giulia che ha ospitato la prima volta in Italia di un emozionato Joe Zhu; la consueta magia del Sagrato della Pieve di S. Andrea che ha accolto la poesia di musica e parole di Simone Cristicchi; la familiarità della Cascina Pio IX che ha ospitato la “Jam session sotto le stelle” che si è trasformata nella prima Notte Bianca di Acoustic Franciacorta;l’incantevole Chiesa di San Michele protetta dagli alpini in cui è andata in scena tra gli ulivi la serata più eclettica del Festival; il solido Monastero di San Pietro in Lamosa tra le cui mura hanno risuonato note e passi per tutta la giornata fino a tarda notte.
Orchesta Cocò (manouche) - Italia
“Le sensazioni sono molto positive. Quest’anno tutto è andato per il meglio, quasi non vorrei che il Festival finisse, nonostante il notevole impegno richiesto.” Con queste parole Giorgio Cordini, il
direttore artistico, saluta e ringrazia il pubblico durante l’ultima serata prima degli straordinari concerti di Alberto Caltanella, Bocephus King, Fernando Perez. È proprio di questi musicisti l’ultima immagine che vogliamo conservare: Bocephus King seduto a terra in mezzo al pubblico, a piedi scalzi, applaude e si muove al ritmo delle note di Fernando Perez.
Questo è Acoustic Franciacorta che saluta con un "Arrivederci al prossimo anno!!"