Sono solo 360 ettari, meno di quattro chilometri quadrati. E in fin dei conti sono solo canneti e specchi d'acqua circondati da campi coltivati. Eppure il loro fascino è indubbio: in inverno o in estate, nei cambi di stagione, all'alba o al tramonto. Sono le Torbiere, preziosa riserva naturale sulla sponda meridionale del lago d'Iseo. Di pesci se ne trovano non pochi e in alcune zone della riserva è anche possibile pescare: luccio, tinca, alborella, persico trota. C'è anche il pesce gatto, di animo aggressivo, che negli ultimi anni ha creato più di un problema agli altri abitanti degli specchi. Di mammiferi ce ne sono pochini - toporagni, pipistrelli e topolini delle risaie - mentre abbondano soprattutto gli uccelli. Qui nidificano quasi una ventina di specie: tuffetti, tarabusini, marzaiole, cannaiole, gallinelle d'acqua, usignoli di fiume. Durante il periodo delle migrazioni le specie aumentano e la riserva si popola in modo incredibile. Insomma, se la riserva è considerata zona ornitologica internazionale un motivo c'è.
Eppure, sembra strano, ma questo paradiso naturale è il risultato di un forte intervento umano.
Eppure, sembra strano, ma questo paradiso naturale è il risultato di un forte intervento umano.
IN BICICLETTA -La bicicletta, per gli amanti delle pedalate, permette invece di attraversare le Torbiere lungo la ciclabile che da Brescia porta a Paratico e Iseo. È un piccolo pezzo del tracciato che da tempi immemori collegava il centro dell'Europa ai porti dell'Adriatico. Como, Lecco, Bergamo e, prima di Brescia, il passaggio nei pressi dell'attuale riserva. L'itinerario in bicicletta è semplice e, partendo da Brescia, offre anche l'opportunità di deliziarsi lo sguardo in mezzo ai vigneti della Franciacorta.
A PIEDI -Il modo migliore comunque è a piedi. Gli ingressi alla riserva sono tre: la porta Nord, da Iseo, dove si trova il Centro di accoglienza visitatori (via Dosso oriane) e all'interno del quale si possono trovare mappe e altre informazioni sulla storia delle Torbiere; la porta centrale, nei pressi del monastero di San Pietro in Lamosa; la porta sud, vicino al parcheggio del centro commerciale «Le Torbiere». Tre accessi per altrettanti percorsi di visita, a ognuno dei quali bisognerebbe dedicare almeno un paio di ore. Un suggerimento: nelle torbiere, abbassate la voce e aguzzate la vista. È il modo migliore per ammirare i tanti abitanti della riserva.
thomas.bendinelli@libero.it
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