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giovedì 12 luglio 2018

CASTELLI CALEPIO visita al Castello dei Conti


Le prossime occasioni per ammirare il Castello saranno:

Domenica 15 – 22 Luglio 2018: ingresso con visita alle ore 15 e alle ore 16:30

Mercoledì, 04 – 11 – 18 Luglio 2018: ingresso con visita alle ore 20:45

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La prenotazione…

è obbligatoria solo per i gruppi di visitatori, ma è sempre gradita (anche via SMS o WathsApp)

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INFO/Prenotazioni: 331.7531149

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Biglietto d’ingresso: prezzo intero 5,00 euro; prezzo ridotto a 3,00 euro da 7 a 12 anni compresi; ingresso gratuito fino a 6 anni compresi, e per diversamente abili e relativo accompagnatore.
Il ricavato sostiene le attività della Fondazione “Conti Calepio”.
La visita dura circa 90 minuti.
I gruppi di almeno quindici persone possono concordare una visita privata, preferibilmente da marzo a ottobre.

Il Responsabile del Castello Vi guiderà alla scoperta della residenza dei Conti ed è a Vostra disposizione anche per l’utilizzo del Castello, per iniziative pubbliche e private.

Nella nostra pagina Facebook sono presenti gallerie di immagini delle varie iniziative svolte.

Nel disegno sottostante sono tracciate solo le strade suggerite per raggiungere il Castello.

Il Castello è a soli 3,5 km dall’uscita A4 “Ponte Oglio” (direzione Sarnico). Il borgo antico di Calepio (frazione del Comune di Castelli Calepio) sorge accanto alla Strada provinciale 91 della Val Calepio; dal parcheggio, l’unica via centrale dell’abitato (via Conti Calepio) conduce al Castello.

Ai viaggiatori con pullman privati si consiglia l’uscita A4 “Grumello – Telgate” e la fermata presso la pensilina degli autobus del borgo di Calepio.

domenica 8 maggio 2016

APP scaricabile gratuitamente a fine maggio 2016 Progetto PAD Percorsi Archeologici Diffusi per scoprire le aree archeologiche di Lovere, Predore e Casazza.



Scopri le aree archeologiche di Lovere, Predore e Casazza.









Un progetto di PAD Percorsi Archeologici Diffusi.




Il video racconta sinteticamente il progetto dei Percorsi Archeologici Diffusi attraverso le voci dei protagonisti: istituzioni locali, progettisti, responsabili museali, Soprintendenza.


Le clip integrali dei vari interventi saranno disponibili all’interno dell’applicazione informatica, disponibile dalla fine di maggio 2016.





la nuova App "Pad-percorsi archeologici diffusi".





La nuova applicazione informatica interattiva è stata realizzata da Moma Comunicazione e permettere di conoscere in modo approfondito i




siti archeologici dell'area del lago d'Iseo e della val Cavallina.


Dalle meraviglie della necropoli romana di Lovere e del Gabinetto Archeologico dell'Accademia Tadini, alla villa romana con terme di Predore e al villaggio romano Cavellas, portato alla luce a Casazza. Grazie a schede dedicate e a contributi multimediali audio e video si potranno approfondire informazioni relative alla loro scoperta, ai reperti rinvenuti, agli scavi eseguiti. La APP fornirà anche notizie utili su eventi e manifestazione che si svolgono nei comuni di Lovere, Predore e Casazza e, grazie ad una apposita sezione dedicata, si potranno conoscere i diversi aspetti del territorio.





La nuova App "Pad" sarà presentata da Laura Colleoni di Moma Comunicazione. Dalla metà del mese l'applicazione sarà scaricabile gratuitamente da Play Store e GooglePlay.





Tutte le informazioni su: www.pad-bg.it



mercoledì 2 luglio 2014

PREDORE Apertura Terme della Villa Romana (I-IV sec. d.C.)

Apertura Terme della Villa Romana 


Le Terme della Villa Romana sono aperte al pubblico da aprile a settembre.
 Giovedì-venerdì-sabato ore 18-22, domenica 9-13 

- Ingresso libero -
Per visite guidate fuori da questi orari contattare il n. 338 1744582

L'impianto termale di una villa romana scoperto a Predore






Nell’area della ex fabbrica Lanza di Predore, un nuovo sito archeologico, che è stato musealizzato, quindi ceduto al Comune e reso visitabile al pubblico: si tratta di un edificio termale pertinente a una più ampia villa, che viene costruito nel I sec. d.C. e rimane in uso con diversi rifacimenti fino al V sec. d.C.
In base al ritrovamento, sempre nel centro storico di Predore, di un’epigrafe votiva incisa su un’ara dedicata a Diana (CIL V 5092) è stato ipotizzato che il complesso appartenesse alla famiglia del console Marco Nonio Arrio Cuciano (201 d.C.).
L’area è delimitata a ovest dal torrente Rino, che già in antico è stato arginato con un muro di contenimento, di cui si sono conservate porzioni in alzato fino a 2 m di altezza: a partire da questa struttura, dopo una fascia di rispetto di circa 500 mq, sono state rinvenute le fondazioni dei perimetrali dell’edificio termale che si sviluppa lungo gli assi nord-sud ed est-ovest, costruiti in tecnica mista (mattoni - tegole e pietre legate con malta).
La fase più antica è datata al I sec. d.C., ma le strutture del vero e proprio impianto termale risalgono alla fase successiva, che, sulla base dei materiali rinvenuti, è databile al II-III sec. d.C.
Nel dettaglio gli ambienti dotati di un riscaldamento a ipocausto sono quattro, sono serviti da un unico praefurnium, preceduto da un piccolo vano ipogeo, e sono tutti concentrati nell’area nord est: presentano una forma rettangolare e sono adiacenti l’uno all’altro: dei pavimenti riscaldati si sono conservate le sospensure, che creano l’intercapedine per l’aria calda, e il piano inferiore, mentre il piano d’uso superiore è stato completamente asportato.
In una fase successiva viene demolito il perimetrale ovest dell’edificio nella sua porzione meridionale e qui vengono ricostruiti il tepidarium e il frigidarium, disassati rispetto il resto dei muri di circa 15 gradi: il frigidarium (10 metri quadrati circa) era probabilmente in origine dotato di un rivestimento pavimentale e parietale in lastre di marmo e di una fontana nell’angolo nord est. A sud di questo ambiente è stata rilevata una vasca di 5 metri per dieci, profonda 1 metro e rivestita di lastre squadrate di pietra bianca locale.
Nella fase successiva, che si conclude con l’abbandono definitivo del sito nel V sec d.C., si registrano solo lievi modifiche nell’impianto dell’edificio.
Accanto al sito è stata allestita una stanza-museo nella quale sono esposti i ritrovamenti archeologici più significativi: si distinguono lacerti di pavimenti in mosaico, monete, una ricostruzione con materiali originale del sistema di riscaldamento a pavimento, numerosi frammenti di stucco decorato e di intonaci dipinti (motivi floreali su sfondo monocromo rosso, motivi vegetali, cornici, ecc.). Infine è stato esposto un mattone (misure: cm 45 x cm 35 x cm 4,5 di spessore), che è stato utilizzato come lastra di copertura di una canaletta sotto un pavimento della zona termale della villa ed è databile alla fase del II-III sec. d.C.: il manufatto presenta, su una superficie lisciata ad hoc, numerosi graffiti tutti realizzati prima della cottura, probabilmente con uno stilo, il che consente di comprendere la sua prima funzione, ovvero una tavola di argilla cruda per esercitazioni varie alla scrittura. Una volta esaurita questa funzione, la tavola viene cotta e riutilizzata come lastra di copertura della canaletta.
Tra i graffiti si distinguono l’inizio di una sequenza alfabetica (A B C D), una figura a “otto coricato” inquadrata tra due aste, alcune cifre e due iscrizioni in capitale corsiva
QVINQUE QVERV+ (---)
(incerta l’interpretazione: forse uno scioglilingua o un’espressione che rimanda all’insegnamento grammaticale)
NEPTVNVS BIVGOS T[---]A
VR[---]TVR
+ ?QV+QV[---]SAS[---]SO[---]
+OMITABAN[---]
BINIS [---]
FLVCTIBVS [---] B+S
VND+S.
(il testo sembra essere una sorta di esercitazione alla scrittura che menziona il dio Nettuno al nominativo e nelle ultime righe presenta due riferimenti espliciti alla fine al mondo delle acque)
Per prenotare un visita al sito telefonare allo 035.938032 (Predore, Palazzo Comunale).
Per maggiori approfondimenti si vedano:
Fortunati M. – Ghiroldi A. 2007, L’impianto termale della villa di Predore, in Storia Economica e Sociale di Bergamo, vol. 2, pp. 634-638
Molle C. 2007, Un laterizio graffito da Predore, in Storia Economica e Sociale di Bergamo, vol. 2, pp. 639-645
Valvassori M. 1993, Catalogo dei reperti di età romana, in Le antiche lapidi di Bergamo e del suo territorio. Materiali, iscrizioni, iconografia, “Notizie Archeologiche Bergomensi” vol.1, p.199