Visualizzazione post con etichetta Pisogne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pisogne. Mostra tutti i post

sabato 10 agosto 2019

LOVERE-COSTA VOLPINO-PISOGNE 7-8 settembre 2019 17° MEMORIAL “MARIO STOPPANI” NEL CIELO DI STOPPANI VOLANO LE FRECCE TRICOLORI


Doppia data per la 17^ edizione del Memorial “Mario Stoppani”. Sabato 7 e domenica 8 settembre si terrà la tradizionale manifestazione in memoria del pluridecorato aviatore loverese, asso dell’aviazione italiana della Prima Guerra Mondiale e primatista dei cieli organizzata da Comune di Lovere in collaborazione con l’ASD “Comandante Mario Stoppani” e l’Aero Club di Sondrio ed il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Provincia di Brescia.

Dopo l’enorme successo della passata edizione, anche quest’anno la manifestazione propone un programma ricco di iniziative per soddisfare un pubblico di tutte le età: mostre, convegni e villaggio aeronautico, laboratori per bambini, concerti, festival degli aquiloni, aree di volo libero e tanti aerei animeranno le due giornate che culmineranno domenica pomeriggio con il sorvolo della Pattuglia Acrobatica delle Frecce Tricolori alle ore 15.00.

L’Aeronautica Militare Italiana ha concesso per la terza volta consecutiva al Comune di Lovere a titolo gratuito l’apporto delle Frecce Tricolori che arriveranno nell’alto Sebino dall’autodromo di Monza ed eseguiranno un sorvolo in formazione sul lungolago di Lovere per ricordare Mario Stoppani e salutare tutto il pubblico di appassionati che ogni anno si raccoglie sulle sponde del lago in occasione dell’evento.

Per il primo anno, a seguito del sorvolo delle Frecce Tricolori, è stata inserita nel programma del Memorial Stoppani la manifestazione aerea che vedrà protagonisti dei cieli i piloti della Pattuglia “Fly Team Roma” (Tecnam P2002 Sierra), Luca Salvadori (CAP-21DS), Andrea Pesenato (CAP-231), Luca Bertossio (aliante acro) e Guido Racioppoli (SUKHOI-31M).

La 17^ edizione del Memorial “Stoppani” coinvolgerà per la prima volta anche i Comuni di Costa Volpino e Pisogne, a testimonianza di come l’evento sia ormai uno spettacolo di grandissimo livello sempre più condiviso e sostenuto dall’intero territorio dell’Alto Sebino.

Presso il Comune di Costa Volpino verrà allestita nell’Aera Bersaglio l’Area Volo Libero con i Paramotoristi Audaci e gli stand delle Associazioni Parapendio Sebino, Sebino Kite School e l’ASD “Volo Anch’io”, mentre presso il Comune di Pisogne si terrà il Festival degli Aquiloni con le Associazioni Aquilonisti Bresciani e Teste Per Aria con esibizioni aeree e laboratorio di costruzioni di aquiloni.

“Grazie alla preziosa collaborazione tra l’Aeronautica Militare, il Comune di Lovere, l’ASD Comandante Mario Stoppani e l’Aero Club di Sondrio - commenta il Sindaco di Lovere, Alex Pennacchio - si potrà assistere ad una grande manifestazione aerea che regalerà emozioni indimenticabili a tutti.

Ringrazio il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S. A. Alberto Rosso, unitamente a tutto il personale dell’Aeronautica Militare per aver concesso per il terzo anno consecutivo il privilegio del sorvolo delle Frecce Tricolori. Un grazie altrettanto grande agli amici dell’ASD Comandante Mario Stoppani, alle Associazioni d’Arma, a quelle di Volontariato, ai dipendenti dell’Amministrazione Comunale di Lovere e a tutti coloro che singolarmente si sono adoperati a fondo con impegno, tempo, competenza e professionalità per questa, speriamo splendida, 17^ edizione del Memorial Stoppani.”

Mario Caroli, Presidente dell’ASD “Comandante Mario Stoppani”, nel ricordare l’importanza della collaborazione con l’Aero Club di Sondrio, che ha consentito al Memorial di trasformarsi in manifestazione aerea da semplice raduno aereo, ha sottolineato come fra gli obiettivi della neonata Associazione vi sia proprio la promozione e valorizzazione della cultura aeronautica sul lago d’Iseo e in Valle Camonica.

sabato 18 maggio 2019

Pisogne - MIRAD'OR, IL PRIMO MUSEO NEL LAGO D'ISEO

Sarà l’unica struttura palafittata lacustre in tutto il Nord Italia.

Un’opera unica nel suo genere che troverà posto sul lago d’Iseo, là dove, tre anni fa, un milione e duecentomila persone hanno camminato sulla passerella galleggiante di Christo. Il Mirad’Or di Pisogne sarà uno spazio espositivo galleggiante, che potrà essere utilizzato anche come belvedere, la cui progettazione è stata avviata nel 2015 e che si prepara ad essere inaugurato a breve.

Uno spazio di 60 metri quadri, nella zona del porto, lungo il percorso del lungo lago dove si può già ammirare l’opera ‘Tempo del ferro’ di Franca Ghitti e le formelle di ceramica dedicate ai vincitori del Premio Romanino. Per la sua realizzazione, sono state necessarie numerose autorizzazioni, soprattutto da parte della Sovrintendenza, che ha imposto numerose condizioni, essendo il luogo particolarmente prestigioso dal punto di vista ambientale.

Il Mirad’Or galleggerà sul lago d’Iseo ed ospiterà mostre d’arte contemporanea, ma sarà esso stesso un’opera da ammirare. 270mila euro il costo dell’opera che, fa sapere Diego Invernici, sindaco di Pisogne, non sarà a carico dei residenti: 75mila euro arriveranno dalla Regione, 85mila euro da Iseo Serrature ed i restanti 110mila euro dal Bim. L’opera, che dovrebbe essere inaugurata a maggio, si inserisce in un contesto di riqualificazione della zona, che prevede anche il prolungamento della pista ciclabile ed il restyling dell’ex deposito merci della ferrovia.

Il logo Mirad'or, il primo museo nel lago, è stato presentato ufficialmente sabato 17 maggio,  presso lo showroom ISEO dall'agenzia Negrini e Varetto, che ha creato il logo, dall'architetto Mauro Piantelli di De8 Architetti e dal Comune Di Pisogne.

Per festeggiare i suoi 50 anni, ISEO ha voluto contribuire alla costruzione di Mirad’Or.

L’opera, da un'idea di Gigi Barcella, progettata dall'architetto Mauro Piantelli dello Studio De8 di Bergamo, si ispira liberamente a “The Floating Piers” di Christo.

Sarà un belvedere su mostre d’arte contemporanea.

E, nello stesso tempo, un belvedere sul lago e il paesaggio che vi si specchia.

Il logo del Mirad’Or richiama l’antico lavatoio, recuperato recentemente, attorno al quale si sviluppa questo inaspettato spazio pubblico. E richiama anche il logo ISEO, con l'apostrofo che ricorda la barra rossa, tratto grafico caratterizzante del nostro logo.

Il Mirad’Or vuole essere un omaggio alla comunità che ha visto nascere, e crescere, ISEO.


giovedì 10 gennaio 2019

LA STRADA PER ENDOR Calendario eventi Aprile 2019 (luoghi diversi) (...segue)

- “LA FANTASTREGA ROMILDA” a cura di Ramona Parenzan: una fiaba magica che ha come protagonista Romilda, una strega molto molto particolare dai capelli azzurri e dalla fantasia straripante, per raccontare e far conoscere ai bambini e alle bambine mondi magici attraverso la descrizione di pozioni, la recitazione di formule e incantesimi, rituali curiosi e simpatici oggetti di scena al fine di promuovere l’immaginazione artistica e poetica delle studentesse e degli studenti

 - “GLI ACCHIAPPASTORIE NEL MAGICO MONDO DELLE STREGHE” a cura di Compagnia Gli Acchiappastorie : intrattenimento narrativo e giocoso per i bambini. Dopo una breve presentazione, vengono narrate e messe in scena delle fiabe della tradizione sul tema delle streghe e delle fiabe moderne e\o inventate dalla Compagnia; nella parte finale i bambini vengono invitati a raccontare delle loro fiabe che vengono rappresentate dagli Acchiappastorie con improvvisazione estemporanea.


venerdì 2 marzo 2018

PISOGNE il Parco Comunale di Villa Damioli

Parco comunale storico della Villa Damioli (XVI sec)
Si trova alle spalle della Parrocchiale
Un posto magico e silenzioso, molto romantico, ben curato, tantissimi alberi secolari e viali fioriti. Percorso botanico naturalistico. Punto di ristoro, una rastrelliera per lasciare le biciclette, area riservata ai cani e area giochi per i bambini, vialetti fioriti, piante centenarie e panchine dove rilassarsi. Spesso animato da musica.
Un piccolo paradiso... Consiglio di visitare in primavera, periodo di massima fioritura degli archi di roseti  di diverse varietà.
Il Parco Comunale, il cui ingresso principale è posto su Via Pieve n.8, faceva parte della proprietà Damioli. Ha un’estensione di 16.000 mq ed è ricco di alberi centenari tra cui molte conifere, alcune delle quali molto rare. Le essenze arboree sono 180 di cui 90 sempreverdi e 90 decidue. Al centro del parco si erge un maestoso cedro Deodora, il cui tronco ha un diametro di m 3,10; altri cedri presenti sono: il cedro dell’Himalaya, il cedro del Libano, il cedro dei Monti dell’Atlante, il cedro Deodora Glauco. Numerosi sono anche i cipressie le essenze bulbose giapponesi. L’albero più raro è una grande Sequoia Gigantea Americana.

Orari apertura Parco Villa Damioli - Pisogne
DALLA DOMENICA AL VENERDI 
DALLE ORE 08:45 ALLE ORE 18:00 
SABATO DALLE ORE 08:45 ALLE ORE 18:50

sabato 30 dicembre 2017

PISOGNE da “Progetto Bellezza” 1.140.100 euro per la riqualificazione del teatro parrocchiale pisognese

Progetto: "Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati" 

L'intuizione di candidare il progetto d'intervento al Bando Bellezza@Italia è stato  dell'onorevole Marina Berlinghieri deputata PD, che ne ha seguito costantemente l'evoluzione.
Un ottimo progetto ed un finanziamento importante di ben 1.140.100 euro, da parte del Governo, per consentire la realizzazione della struttura - nell'immediata vicinanza della chiesa principale -, che sta nascendo sulle ceneri del vecchio teatro - ormai inutilizzabile - di una vera e propria sala polivalente, in cui verranno proposte iniziative di elevato stampo culturale (convegni, concerti, teatro, dibattiti): un luogo che manca, sia sul territorio pisognese, che in quello della Bassa Vallecamonica e del Sebino.

I lavori , iniziati nel 2016, grazie anche al sostegno del Comune di Pisogne che ha contribuito con 300 mila euro e, grazie ad una convenzione stipulata con la parrocchia di Santa Maria Assunta,  beneficerà, tra le altre cose, dell’utilizzo gratuito dello stabile per quindici eventi all’anno organizzati dall’Amministrazione civica. 

«Crediamo sia una iniziativa importante - commenta Lorenza Gorini, assessore alla Cultura, che con Claudio Faustini, consigliere delegato al Patrimonio cittadino, ha gestito l’accordo - perchè il teatro, che a Pisogne mancava, potrà essere utilizzato non solo dai pisognesi, ma anche dai comuni vicini: sarà un vanto per l’alto Sebino e la bassa Valcamonica; uno spazio in cui potremo proporre eventi di alto livello».

Nella provincia di Brescia finanziati altri due progetti:
Santuario Madonna del Corno - Provaglio d'Iseo - euro 230 mila

sabato 15 luglio 2017

Il volo del palloncino, da Pisogne alla Val di Bondone ritrovato due anni dopo


Ritrovato dopo più di due anni in Val di Bondone (Roncone - TN) il bigliettino lanciato con il palloncino da una bimba di Pisogne . 
Arriva attraverso Facebook la richiesta di chiarimenti e informazioni sulla singolare iniziativa che due anni fa e per tre anni coinvolgeva i bimbi dell'asilo nido insieme a Biancaneve e i sette nani :-D
Alla fine di ogni anno, all'asilo nido di Pisogne, ogni bimbo lancia in cielo un palloncino con attaccato un bigliettino con la singolare richiesta, come quello che è stato trovato dal papà di Silvia, la ragazza di Lardaro in Trentino-Alto Adige, che ha svolto l'indagine sui social.
Doveva esserci anche l'indirizzo del mittente, ovvero ASILO INFANTILE, VIA VALLE CAMONICA 1 - 25055 PISOGNE (Bs)

giovedì 18 maggio 2017

PISOGNE AAA personale per la Proloco cercasi

La Pro Loco Pisogne dispone l'avvio di una selezione per l'individuazione di una figura che ricoprirà il ruolo di ricevimento turisti e gestione operativa delle attività quotidiane.
Sede di lavoro: via Lungolago Tempini, 5 – Pisogne
Periodo: da inizio Giugno a inizio Ottobre
Giorni: dal Lunedì alla Domenica
Requisiti richiesti:
• Residenza nel Comune di Pisogne
• Età compresa tra i 18 ed i 29 anni
• Disoccupato/a – Inoccupato/a
• Conoscenza delle lingue Inglese e Tedesco
Le richieste di candidatura, con relativo CV, dovranno essere inviate all’indirizzo E-mail info@prolocopisogne.it entro il 20 Maggio 2017.

mercoledì 23 novembre 2016

al Torino Film Festival verrà presentato il nuovo film di Elisabetta Sgarbi "La lingua dei furfanti", sulla rivoluzionaria produzione artistica dell'immenso Romanino nel corso della sua esperienza a Pisogne, Breno e Bienno tra il 1532 e il 1541


Sinossi: magnifici affreschi del Romanino in tre Chiese della Val Camonica. Fondendosi con la materia pittorica, perlustrando le scene e insegnando a vederle, l'intelligente saggio visivo mette a fuoco le innovazioni introdotte dal pittore lombardo, che consegna il senso dei suoi dipinti a figure marginali, sguardi nascosti, gesti degli umili. Da un soggetto di Giovanni Reale, voce di Toni Servillo e musiche di Franco Battiato


La lingua dei furfanti, l’ultimo film di Elisabetta Sgarbi, sarà presentato in anteprima assoluta, nella sezione Festa Mobile, al 34° Torino Film Festival. Prodotto da Betty Wrong con il sostegno di UBI Banca e diretto da Elisabetta Sgarbi, vede la partecipazione di Giovanni Reale ed Eugenio Lio alla sceneggiatura, i testi di Luca Doninelli interpretati da Tony Servillo e le musiche a cura di Franco Battiato.
Giovanni Testori scriveva come “a Pisogne, a Breno, a Bienno Romanino tiri a far ‘cagnara’, non v’ha dubbio alcuno. Egli sembra costringere i suoi personaggi a venire sulla scena a furia di calci nel sedere; e non è meraviglia che, una volta lì, essi, tra impetuosa incapacità a organizzarsi, in lingua e vergogna, finiscano col gonfiar tutto; a cominciare dalle loro stesse membra per finire alle parole che ruttan fuori quasi nubi di fumetti odoranti d’osteria, e alle piume dei cappellacci, che si rizzano, unte e bisunte, come quelli di tacchini incazzati.”

Elisabetta Sgarbi torna da Girolamo Romanino, torna in Valle Camonica, dopo il suo lavoro sulla Via Crucis di Cerveno di Beniamino Simoni, avendo in mente le dense parole di Testori, e presenti le puntuali ricostruzioni teologiche di Giovanni Reale (che dimostrano la profonda conoscenza della materia di fede che aveva Romanino). In La lingua dei furfanti compone in un unico film il ciclo di affreschi che Romanino realizzò, tra il 1532 e il 1541, a Pisogne, a Breno, a Bienno in provincia di Brescia; e prende sul serio quello scambio di vita e forma che sprigiona l’energia degli affreschi di Romanino nelle tre chiese: torna tra le case e tra la gente di quei borghi che anche Romanino doveva aver osservato a lungo e, infine, ritratto; li rimette all’opera e li tratta come pittura, per dare nuova vita alla pittura, già impetuosa, di Romanino; e continuando in quello scambio che attraversa l’avventura di Romanino in questa valle bresciana, riparata dal fulgore di Venezia e Roma, ma che non fa rimpiangere per un solo istante né l’una né l’altra.

“Un film ininterrotto, questo, - dice Elisabetta Sgarbi - che mi segue da anni. Anzi da cui sono inseguita da anni, da prima di conoscere la Valle Camonica, da prima di conoscere Romanino: da quando mio zio Bruno, mia madre Rina, e poi mio fratello Vittorio, si arrampicavano sin lassù, precedendomi. Così che questo film, così personale nei modi, mi sembra una strana biografia familiare, un mio nascosto romanzo di formazione, che ho condiviso con un altro amico e compagno di avventure, Giovanni Reale.”

Elisabetta Sgarbi ha fondato e dirige La nave di Teseo editore. Ha ideato, e da 18 anni ne è Direttore artistico, il festival internazionale La Milanesiana. Dal 1999 dirige e produce i suoi lavori cinematografici che hanno partecipato ai più importanti Festival cinematografici: Venezia, Locarno, Cannes, Torino, Roma, Londra, New York.

lunedì 24 ottobre 2016

LAGO D'ISEO Le Streghe del Sebino fra leggenda e verità



Oltre ad essere luogo di meta turistica, il Lago d’Iseo, chiamato anche Sebino, è ricco di leggende che si tramandano da secoli.
MONTISOLA, la più grande isola lacustre d’Europa. Qui tutti si ricordano il giorno della Matta e molti ragazzini ancora ne sono terrorizzati. Ma chi era la “Matta”? Si narra che il 14 luglio di ogni anno le acque del lago d’Iseo si tingano di un colore cupo e che una misteriosa strega, la Matta appunto, afferri per le gambe i bagnanti mentre nuotano in prossimità delle “ere” e li trascini nei fondali. Realtà o fantasia, fatto sta che molte e misteriose sono le morti per annegamento che succedono proprio il giorno della Matta e nessuno sull’isola sa darne una spiegazione.
ISEO. Ma la “Matta” sembra non essere l’unica a divertirsi ad afferrare le gambe dei bagnanti. Una leggenda narra che la madre di San Pietro fosse una donna malvagia, che durante la sua vita non aveva mai compiuto una buona azione. Per questo, quando morì, andò all’inferno. Pietro riuscì con le sue preghiere ad ottenere di poter portare con lui in Paradiso la propria madre, e così dal Paradiso venne buttata una lunghissima e grossa corda che arrivava fino all’Inferno. La madre di Pietro poteva così arrampicarsi e raggiungere il proprio figlio, ma dietro di lei si attaccarono anche altre anime dannate, desiderose di uscire dal quel terribile luogo. La madre di Pietro se ne accorse, e nonostante fosse quasi in cima e vicina quindi al proprio figlio, cercò furiosamente di scacciarle. Lo fece con così tanta forza e accanimento che perse l’equilibrioe scivolò con loro nuovamente all’Inferno. La corda venne quindi ritirata e non le fu più concesso di risalire. Pazza d’odio e di rancore verso tutti, da quel giorno, la madre furibonda di Pietro, esce dall’Inferno proprio nel giorno della festa dedicata alla santità del figlio, il 29 giugno, scatenando furiosi temporali e aggirandosi sul fondo del lago. Si dice che tenti di afferrare le gambe dei bagnanti per vendicarsi con suo figlio che non l’ha portata in Paradiso e vuole trascinare almeno un’altra anima all’Inferno.
Peschiera Maraglio, è un paesino posto a Montisola. Degli scritti risalenti al 1578 confermano l’ipotesi che vi fosse un santuario dedicato a San Rocco e che si trovasse nei pressi della chiesa parrocchiale, ma non era consacrato e serviva per celebrare messa quattro volte al mese. Ma già nel lontano 1677 non si parlò più di questa cappella, che come confermano gli scritti, doveva anche essere decadente. Resta comunque il fatto che nessuno però abbia ancora individuato parti della sua struttura, o i resti di una cappella distrutta dal tempo.
PISOGNE, terra aggregata alla Val Camonica dal XIV° sec., si narra che nel 1518 alcune donne trovarono morte atroce per le ingiustificate accuse di stregoneria. Otto giovani vennero accusate di comportamenti soprannaturali, o meglio satanici. Ree confesse dopo lunghe ore di torture subite nelle prigioni, le donne vennero quindi condotte in processione, nella piazza Umberto I°, nel centro del paese, dove le attendeva il rogo “purificatore”. Una volta legate ai pali, i sacerdoti del tribunale chiedevano loro di confessare pubblicamente i peccati e rinnegare Satana. Venne appiccato il fuoco e la folla assisteva alla loro agonia fra urla di approvazione e disprezzo nei confronti di queste giovani adepte del signore degli inferi.
La Valle del Diavolo, conosciuta anche come la Valle del Freddo. Secondo un’antica leggenda il Diavolo avrebbe sfidato Dio sulla cima del Monte Clemo, che sovrasta i laghi d’Endine e Iseo e dal quale si possono vedere la Valcamonica, il massiccio dell’Adamello, la Valle Cavallina e addirittura la zona della Franciacorta. La posta in gioco era il dominio delle anime che popolavano le vallate sottostanti e la sfida consisteva nel lanciare il più lontano possibile un enorme masso rossastro, di quelli che si trovano nei pascoli della montagna. Satana, che era lo sfidante, lanciò per primo e la sua pietra cadde su un colle della località Pratilunghi, situata proprio davanti alla Valle del Freddo, rompendosi in quattro pezzi. Dio a sua volta lanciò il suo masso che giunse addirittura al di là della valle, sui prati del Possimo. Il Demonio, a questo punto, vedendosi sconfitto, per la collera batté con tanta forza il tallone sulla roccia che la montagna si spezzò, inghiottendolo nelle viscere dell’Inferno da cui era arrivato. Da quelle profondità Satana iniziò ad alitare un vento gelido, una sorta di respiro malefico, che ancor oggi si può sentire e che dà appunto il nome alla Valle del Freddo. In realtà le grosse pietre esistono davvero e sono diverse da quelle circostanti perché si tratta di giganteschi massi erratici portati dal ghiacciaio ai tempi dell’ultima glaciazione.
Spostandoci un pochino verso OME, vi è la leggenda delle sorelle Federici: Calveria e Guercina. Gli anni dopo il Mille furono infatti macchiati da delitti e storie macabre, e soprattutto la storia delle due sorelle colpì la memoria della gente per la loro crudeltà. Calveria e Guercina erano mogli di due altri fratelli: Giraldo e Marzucchio dagli Ome. Spinte dalla sete di un sempre maggior potere, uccisero il loro anziano padre e un fratello. Col favore delle tenebre, indossarono abiti maschili e, armate di frecce avvelenate, assalirono e uccisero due consoli bresciani, colpevoli ai loro occhi di essersi dimostrati troppo favorevoli al popolo. Successivamente progettarono un piano per porre a capo della città i loro rispettivi mariti. Furono però scoperte e costrette a fuggire, ma abbandonando la città si unirono ad una schiera di uomini corrotti e ricercati dalla legge. Forti di questi nuovi alleati, attaccarono ancora per molti anni la provincia bresciana, assalendo, uccidendo e provocando incendi. La loro macabra carriera terminò con la morte di entrambe in uno scontro armato.
(fonte Xplora Oltre I Confini )

mercoledì 31 agosto 2016

BOOKCROSSING Sebino & Franciacorta "Liberi Libri in cammino per il Mondo"

BOOKCROSSING: l'iniziativa prende il nome dalla giustapposizione dei termini Book e Crossing, che letteralmente vogliono dire "incrociare un libro", ma che in senso più lato sta ad indicare l'intersezione tra le vite di chi legge i libri, che appunto si toccano, seppur solo virtualmente, tramite un volume.
Con il Bookcrossing si trovano i libri che potranno essere, gratuitamente e da tutti, portati a casa, regalati a qualcuno, restituiti ancora lì, in modo che chi li trova possa condividere pensieri ed emozioni con chi li ha già letti. Sono libri che la biblioteca quasi quotidianamente riceve in regalo e di cui possiede una o più copie; regalarli sembra possa ridare una seconda o altra vita alle parole rilegate.


- A PROVAGLIO D'ISEO c'è un punto di "Libri in volo"  al nuovo parco, chiamato “Il Giardino dei giusti del mondo”. 

- A ISEO presso l'Associazione "La Manica" che, ogni terza domenica del mese, diventa uno spazio aperto nel quale ognuno potrà portare i  propri volumi e scambiarli con quelli di altri. Di volta in volta sarà anche possibile  assistere alla presentazione di libri, nonché a letture ed intrattenimenti vari.

- A MARONE, SALE MARASINO e SULZANO uno scaffale del bookcrossing è installato all'interno delle salette d'attesa della stazione ferroviaria di Trenord. A Marone sono anche appesi agli alberi di ulivo nel parco della villa Vismara, sede della biblioteca.

 - Presso la biblioteca di CORTE FRANCA c'è uno scaffale dove è possibile trovare o lasciare libri in libertà. Lo scaffale è disponibile ogni mercoledì mattina, in occasione del mercato, vicino alla Sala Civica in Piazza di Franciacorta.






- A ZONE , alle porte del paese, presso l'ufficio turistico, il chiosco, l'ingresso al sentiero per le Piramidi e la bella chiesetta di S. Giorgio.

 





- A PISOGNE  in una  cabina del telefono dismessa presso la scuola elementare. 

- MONTISOLA, SIVIANO PORTO: alcuni abitanti uniti nel gruppo "Noi del Porto" circa due anni fa hanno pensato di mettere a disposizione di chiunque voglia leggerli (gratuitamente) i propri libri. Li potete trovare in uno scaffale posto sotto un portico vicino al porto in primavera e in estate.

- A BORNATO (fraz. di Cazzago San Martino) "Incroci di storie, incroci di strade" in via Garibaldi Francesco Ongaro e Alessia Pizzocolo hanno fissato alla ringhiera della propria abitazione una bacheca che contiene alcuni libri, su un cartello alcuni semplici regole:  "I libri contenuti in questa bacheca sono a disposizione di chi lo desidera. Potete : prenderli, leggerli e riportarli, prenderli, leggerli, tenerli e sostituirli con altri; aggiungere libri che vi sono piaciuti e che vorreste condividere"



A RIVA DI SOLTO sul lungolago, circa all'altezza della chiesa parrocchiale una casettina di libri scoperta la notte di Ferragosto nel corso del bellissimo spettacolo dei lumini sull'acqua! Un appello a rifornirla però!

mercoledì 13 luglio 2016

PISOGNE ripercorrendo sentieri sui passi di Leonardo da Vinci


Pisogne – Sedergnò – Corna dei Trentapassi (m 1248 s.l.m.)
Segnavia CAI n. 205 – bianco/rosso
Tempo di percorrenza ore 3,30 (dislivello m 1.050 circa)
Difficoltà: facile



Corna Trentapassi 
Dal Lago dʼIseo non può certo passare inosservato



Cascate Tufere 

questʼimponente monolito calcareo che si getta a picco, per oltre 1000 metri, nelle sue verdi acque. Dalla cima di questa montagna lo sguardo corre, senza ostacoli, dal lago alla Valle Camonica, fino allʼAdamello. Il sentiero che raggiunge la cima attraversa boschi cedui misti di castagno, nocciolo, carpino e quercia, prati e castagneti e per un lungo tratto, da Pisogne fino alla Croce di Zone, segue lʼantico tracciato della Via Valeriana. Questa era la strada principale di collegamento della sponda bresciana del lago con la Valcamonica, dalla Preistoria allʼEtà Romana (da cui il nome), sino alla costruzione della strada carrozzabile costiera. La passeggiata inizia dal nucleo abitato di Govine, a sud di Pisogne, situato ai piedi della cascata della Tufera. Questo borgo era un tempo un importante centro di lavorazione dei metalli, con fucine e mulini costruiti sul corso del torrente, per sfruttare lʼenergia motrice dellʼacqua. Oltre Govine il sentiero prende quota traversando lungamente le pendici montane. Lungo la strada si incontra la cappelletta di San Defendente,





Cappella San Defendente 
santo di origine carolingia, il cui nome era invocato a protezione da ogni pericolo, in particolare dai lupi e dagli incendi, e, se si guarda intorno, si può ben capire come il viandante avesse bisogno di aiuto. Ancora un poʼ di strada e si incontra la quattrocentesca chiesa di San Bartolomeo, ai margini dellʼantico abitato di Sedergnò. 





Chiesa di San Bartolomeo - Festa ultima domenica di Agosto 
La bellezza e la pace di questo luogo, fra prati e castagneti centenari, richiede un attimo di sosta prima di ripartire verso il passo della Croce di Zone. Il rinvenimento in questʼultimo luogo di punte di lancia in selce testimonia lʼantica frequentazione della zona. Si procede ora su una mulattiera pianeggiante che attraversa un fitto bosco per sbucare al passo delle Forcelle e per compiere lʼultimo sforzo che condurrà alla cima.



Passo delle Forcelle 

La fatica, è certo,verrà ampiamente ricompensata; pare che anche Leonardo da Vinci, in veste di cartografo del Lago dʼ Iseo, fosse salito su questa spettacolare montagna per cogliere ogni particolare dellʼambiente circostante.




Leonardo da Vinci 


Spettacolare video di Fabrizio Sina

domenica 20 marzo 2016

L'Antica Limonaia del Dosso Seradino: IL FASCINO DI GOETHE A PISOGNE



IL FASCINO DI GOETHE A PISOGNE Un ampio lavoro di esbosco sta riportando alla luce l'antica limonaia del dosso Seradino a #Pisogne che il proprietario vorrebbe valorizzare anche alla luce delle novità turistiche che stanno caratterizzando il #Sebino.
Pubblicato da Più Valli TV su Domenica 20 marzo 2016



Pisogne avrà presto un altro gioiello storico, si tratta dell'antica limonaia del Dosso Seradino che il proprietario sta riportando alla luce, liberando l'intero complesso formato da sette terrazzamenti su un ripido pendio, per metterne in luce la struttura. "Quarant'anni fa questo era l'orto del paese - racconta Giovanni Santi proprietario - venivano coltivate verdure, non so quando e fino a quando sono stati coltivati i limoni." L'intero impianto risale certamente alla prima metà dell'Ottocento quando le limonaie dei lombardi fornivano le tavole dei regnanti d'Europa e vennero poi surclassate dalle limonaie del sud dopo l'Unità d'Italia. Il lavoro sta evidenziando la bellezza rustica ed il fascino di questo antico impianto. Il proprietario ha messo in vendita l'intero complesso. Chi lo acquisterà, italiano o magari straniero affascinato forse come Goethe era innamorato dell'Italia e di zagare e limoni, dovrà apprezzare e comprendere le possibilità affidandosi a un valido architetto che lo sappia valorizzare.

giovedì 4 giugno 2015

Lago d'Iseo : LE CROCI SULLE VETTE E LA CORNA TRENTAPASSI -di Daniela Almici-

La Croce di Toline e sullo sfondo il Monte Guglielmo
 Molte volte per noi la croce può sembrare un punto di riferimento o di arrivo, invece essa può avere diversi significati a seconda della cima in cui viene posizionata in quanto, l’altezza della montagna, indica la vicinanza a Dio.
La Croce dei Trentapassi (di GOEN)

Secondo i greci, gli dei abitavano sull’Olimpo nevoso e da lì dominavano i mortali, ma molte altre montagne erano considerate sacre: il Parnaso, sede delle Muse, l’Elicona, sacro ad Apollo, o il Monte Ida, che vide nascere Zeus.

Il Dio biblico scelse il Monte Sinai per comunicare agli uomini le sue leggi e persino Dante pose il Paradiso in cima a una montagna.

Una storia lunga quella delle croci, figlie di epoche in cui in montagna si saliva per combattere ma anche per pregare.
La Croce Lignea

Nella zona del Monte Adamello vi è una croce per indicare che è stata combattuta la guerra bianca e che li i nostri soldati hanno perso la vita per la nostra attuale libertà, mentre Medjugorje sul Monte Krichevaz c’è una croce sul luogo delle apparizioni della Madonna. ...e la CORNA TRENTAPASSI? Beh, prima di tutto bisogna afferrare un concetto, il nome Trentapassi costituisce uno dei tanti casi di mala italianizzazione dei toponimi locali, infatti il nome bresciano per il Trentapassi è "Trè Tapàs", che significa tre punzoni (tre punte), denominazione che trova immediato riscontro nell'aspetto del monte, che presenta tre cime (con tre croci) ben evidenti. La prima Croce fu quella trasportata sulla vetta principale e voluta dai residenti di Govine (GOEN) in memoria dell'esondazione del Torrente Trobiolo che, nel 1953, portò con se 11 vittime non più trovate. Successivamente, anche i paesani di Toline vollero lasciare un segno di memoria della tragedia e fecero portare la Seconda, la Croce di Toline (sull'anticima orientale). Per quanto riguarda il Crocifisso Ligneo fu voluto dall'Associazione degli Alpini, in collaborazione con il CAI di PISOGNE, perchè potesse essere un punto di riferimento e di protezione per tutti gli escursionisti.
(testo e immagini di Daniela Almici) 



giovedì 12 marzo 2015

PISOGNE "Antica Miniera Quattro Ossi" il video e la storia

L
La porta d’ingresso per la miniera delle meraviglie è stretta come la tana del Bianconiglio di Alice. Abbiamo viaggiato nel sottosuolo di Pisogne che è, allo stesso tempo, storia e tradizione, capolavoro della natura e ambiente fiabesco: le grotte dei «Quattro Ossi» di Grignaghe sono tutto ciò che non ti aspetteresti mai di trovare a due passi dal lago. «Sono anni che ci diamo da fare per far conoscere questo sito e dare la possibilità a tutti di visitarlo - spiega Maurizio Finazzi, presidente del gruppo Speleo-Cai di Pisogne che da anni si preoccupa di sorvegliare e valorizzare la zona -. Non si paga nemmeno il biglietto d’entrata perché qui è tutto volontariato e passione». Con lui c’è lo speleologo e alpinista Roberto Ziglioli, che da anni studia, scrive e documenta i tesori nascosti nel cuore delle montagne. «Ogni anno, le miniere vengono visitate da circa un migliaio di persone, soprattutto scolaresche - aggiunge Ziglioli -. Ma se ci fosse una maggior consapevolezza dell’importanza e delle potenzialità di questo luogo, si potrebbe davvero fare molto anche dal punto di vista turistico e didattico». Caschetto in testa e zaino in spalla, ci inoltriamo nei boschi di Pontasio con gli occhi e l’obiettivo della macchina fotografica spalancati sull’ignoto. Le miniere ferrose e traslucide delle montagne pisognesi, per centinaia di anni hanno dato ferro e manganese alla Repubblica Veneta e sostentamento economico ai «briganc» e ai guardiani della montagna: i volontari loveresi e del gruppo Speleo-Cai Montorfano, da anni fanno luce sulla metà oscura di un mondo invisibile fatto di gallerie, salti, cunicoli, scorciatoie, saloni e camini lunghi quasi due chilometri. Affondiamo, con caschetti, corde e torce a led, nella tana del tesoro pisognese dove, 400 anni dopo, ci sono ancora le tracce di lavoro e dinamite, croci e lampade a petrolio.
Ci infiliamo ricurvi in un budello di roccia mentre ci assale un senso di claustrofobia: se la montagna tossisce, siamo fregati. Roberto e Maurizio sorridono, ammettono che con i ragazzi delle scuole bisogna inventarsi anche qualche storia alla Indiana Jones per tenere alta l’attenzione. 
«Da qualche anno, celebriamo qui la messa di Mezzanotte a Natale» racconta Ziglioli. Qui dove? Improvvisamente, la torcia illumina una cavità tappezzata di calcare che somiglia ad un santuario naurale. «Abbiamo costruito un piccolo altare nel salone: vedi cosa fanno le muffe e il calcare?». Tutto intorno, siamo avvolti da sfere di calcare simili a cavolfiori giganti. Ci caliamo per una scaletta,
«aggrapparsi alle corde, prego», niente paura e respirare l’odore pungente della terra bagnata. Siderite, calcari, acqua e cristalli sprigionano un arcobaleno di colori che lasciano senza fiato. «I cunicoli che si possono visitare sono solo una minima parte perché i crolli hanno chiuso diversi passaggi», spiega Roberto. La natura, quaggiù, ha cristallizzato ogni cosa: gallerie e scalini, legni marci e vecchi chiodi. Il bosco di Pontasio è lontano anni luce e scopriamo che nel buio fitto del sottosuolo, come in fondo all’oceano, c’è un mondo minuscolo fatto di batteri e insetti, muschi e gocce d’acqua che sopravvivono e misurano il tempo che da secoli scorre sempre uguale. Magie della natura, a due passi da casa. 

Vent’anni di rilievi, indagini e sopralluoghi 
Speleologi al lavoro nelle miniere che si estendono fino alla valle del Trobiolo

Vent’anni di rilievi, indagini, sopralluoghi e sogni di rilancio. Per anni, team di speleologi hanno «annusato» le rocce e studiato l’origine, la conformazione geologica e le vicende economiche legate allo sfruttamento delle miniere pisognesi che si estendono da Grignaghe fino alla valle del Trobiolo. «Le tre principali formazioni stratigrafiche sono il basamento cristallino, il verrucano lombardo e la formazione del servino - scrive Roberto Ziglioli nella sua relazione -. È proprio nei sedimenti del servino che si trovano i principali banchi di ferro, bario, rame e bismuto. Negli anni d’oro dello sfruttamento minerario, si estraeva soprattutto la siderite ma anche quarzo, calcite e barite». L’attività mineraria proseguì fino al 1966 quando, a seguito del calo della domanda e dell’esaurimento di materiale, l’attività estrattiva cessò in maniera definitiva. Oggi, le miniere dismesse di Pisogne sono un piccolo tesoro naturale e tappa imperdibile per gli amanti dell’avventura: per chi fosse interessato a farci un giro basta telefonare al numero 035-962626.
GdB - Sergio Gabossi

sabato 31 gennaio 2015

PISOGNE : Luciana Littizzetto parla a Radio Deejay del "curioso" regolamento comunale (ascolta l'mp3)


Il regolamento di polizia urbana di Pisogne pare sia molto rigido, ne parla Luciana Littizzetto a Radio Deejay.
Ascolta l'mp3 di Luciana Littizzetto a Radio Deejay della trasmissione "La Bomba"
Il documento norma le regole della convivenza civile.
E alcune sono a dir poco curiose: dal divieto di annaffiare vasi di fiori all'esterno delle abitazioni al divieto di utilizzare gli elettrodomestici prima delle sette di mattina.
I pisognesi non possono inoltre depositare sacchi dell'immondizia e stendere i panni sui balconi, suonare strumenti musicali dalle 22 alle 8 e, nei mesi estivi, dalle 12 e 30 alle 15 e 30.
Vietato anche accendere la lavatrice prima delle nove di mattina nei weekend e assoluto silenzio pure dalle 12 e 30 alle 14 in estate.

venerdì 23 gennaio 2015

PISOGNE - Famiglia adotta cinque fratelli: l’Ai.Bi. la premia

fratellino, sorellina, bimbi
Il premio di “famiglia più accogliente dell’anno” conferito dall’Ai.Bi. (Associazione Amici dei bambini) per il 2014 è andato a Stefania e Mario Faccardi, che vivono a Pisogne. Ciò che ha portato i coniugi Faccardi ad aggiudicarsi il titolo di “famiglia più accogliente” è stata la loro adozione da record: 5 fratelli ucraini accolti in un colpo solo. A casa loro arriverà in questi giorni un omaggio direttamente da Ai.Bi.: un centrotavola “Floating Earth” dell’azienda Alessi, con funzioni di alzata e vassoio a 3 ripiani.
“Era il 17 gennaio 2014 quando 4 ragazze rispettivamente di 17, 16, 14 e 8 anni e un ragazzino di 13, tutti fratelli biologici, sono arrivati a casa di Stefania e Mario e hanno trasformato la loro coppia in una famiglia allegra e numerosa” fanno sapere dall’associazione. L’iter per l’adozione è stato lungo e tortuoso, “Abbiamo dovuto ricominciare da capo 4 volte – racconta Stefania – ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.
La coppia conosceva i ragazzi dal 2010 e li aveva già ospitati in Italia nell’ambito di un progetto di vacanze terapeutiche organizzato dall’associazione “Domani- Zavtra” di cui sono membri fondatori.

“In un paesino come il nostro – continua a raccontare Stefania – 5 biondini in più non possono certo passare inosservati. Prima del loro arrivo, tutta la comunità di Pisogne li aspettava con ansia. Poi sono stati accolti con gioia, sia a scuola che all’oratorio. Ora ognuno di loro sta seguendo un percorso individuale di inserimento, ma tutti stanno mostrando buoni risultati”.
Per quanto riguarda ciò che hanno lasciato nel loro Paese d’origine “I nostri figli hanno mantenuto i contatti con i loro amici e di certo vengono a sapere qualcosa di quanto accade in Ucraina. Ci è sembrato giusto rispettare la loro cultura. Anche in casa tra loro spesso si parlano in ucraino – conclude Stefania – soprattutto quando litigano!”