lunedì 29 giugno 2015

Il Sebino e il lago fantasma, il mistero del lago che non c'è...

Dal sito della "Bibliotheques Municipale di Chambery" Link Una bella mappa della Lombardia. 
La datazione è approssimativa potrebbe essere intorno ai primi dell' 800 presumibilmente dell'epoca di Eugenio Beauharnais vicerè d'Italia (prima decade dell'Ottocento).Guardando la mappa con più attenzione si nota che viene raffigurato un lago che non è mai esisto. 
la carta geologica indica una piccola valle fluviale che digrada abbastanza regolarmente verso il lago e non una piana alluvionale, il che renderebbe impossibile la presenza di un invaso.
E' la valle del Rino.....

giovedì 25 giugno 2015

Dal lago d'Iseo nasce il profumo Acqua di Montisola


Nasce dall'idea di due giovani di Lovere, Silvia Nava e Alessandro Rolandi si chiama Acqua di Montisola è l'eau de parfum che richiama con la sua fragranza la suggestione di questo luogo incantato, con tutto il suo fascino e la sua magia.

Le note agrumate frizzanti di bergamotto, limone e pompelmo aprono il sentiero ad una romantica passeggiata al tramonto che sfuma su note fiorite di neroli, lavanda e note speziate di zenzero.
Nel cuore il gelsomino acquatico, il ciclamino e le bacche di ginepro accompagnano con la loro freschezza il cammino lungo il lago.
Sul calar della sera un fondo di patchouli, sandalo e ulivo addolcito da muschio bianco, avvolge di calore estivo l’atmosfera.

Piramide olfattiva


Testa
: Bergamotto, Pompelmo, Limone, Neroli, Lavanda, Zenzero


Corpo
: Gelsomino Acquatico, Ciclamino, Bacche di Ginepro


Fondo
: Patchouli,​ ​Legno di Sandalo,​ Legno d'Ulivo, ​Muschio Bianco

Da fine giugno a Peschiera Maraglio di Monte Isola ci sarà una promoter, sempre da fine giugno è attivo il sito internet con shop on line (al momento non operativo) ed elenco rivenditori autorizzati nella zona lago d Iseo.

martedì 23 giugno 2015

Video - A caccia del Mostro del lago d'Iseo con il Biciclettaio Matto

Il Mostro Del Lago
Online il nuovo video “horror” girato e prodotto interamente dal BICICLETTAIO MATTO sul lago d’Iseo.
In scattofisso alla ricerca del Mostro che, secondo la mente assolutamente sana del Biciclettaio,abita sui fondali di questo lago…proprio come Nessie si trova in quello di Loch Ness
Buona Visione - Regia di Mauro Bresciani

giovedì 4 giugno 2015

Lago d'Iseo : LE CROCI SULLE VETTE E LA CORNA TRENTAPASSI -di Daniela Almici-

La Croce di Toline e sullo sfondo il Monte Guglielmo
 Molte volte per noi la croce può sembrare un punto di riferimento o di arrivo, invece essa può avere diversi significati a seconda della cima in cui viene posizionata in quanto, l’altezza della montagna, indica la vicinanza a Dio.
La Croce dei Trentapassi (di GOEN)

Secondo i greci, gli dei abitavano sull’Olimpo nevoso e da lì dominavano i mortali, ma molte altre montagne erano considerate sacre: il Parnaso, sede delle Muse, l’Elicona, sacro ad Apollo, o il Monte Ida, che vide nascere Zeus.

Il Dio biblico scelse il Monte Sinai per comunicare agli uomini le sue leggi e persino Dante pose il Paradiso in cima a una montagna.

Una storia lunga quella delle croci, figlie di epoche in cui in montagna si saliva per combattere ma anche per pregare.
La Croce Lignea

Nella zona del Monte Adamello vi è una croce per indicare che è stata combattuta la guerra bianca e che li i nostri soldati hanno perso la vita per la nostra attuale libertà, mentre Medjugorje sul Monte Krichevaz c’è una croce sul luogo delle apparizioni della Madonna. ...e la CORNA TRENTAPASSI? Beh, prima di tutto bisogna afferrare un concetto, il nome Trentapassi costituisce uno dei tanti casi di mala italianizzazione dei toponimi locali, infatti il nome bresciano per il Trentapassi è "Trè Tapàs", che significa tre punzoni (tre punte), denominazione che trova immediato riscontro nell'aspetto del monte, che presenta tre cime (con tre croci) ben evidenti. La prima Croce fu quella trasportata sulla vetta principale e voluta dai residenti di Govine (GOEN) in memoria dell'esondazione del Torrente Trobiolo che, nel 1953, portò con se 11 vittime non più trovate. Successivamente, anche i paesani di Toline vollero lasciare un segno di memoria della tragedia e fecero portare la Seconda, la Croce di Toline (sull'anticima orientale). Per quanto riguarda il Crocifisso Ligneo fu voluto dall'Associazione degli Alpini, in collaborazione con il CAI di PISOGNE, perchè potesse essere un punto di riferimento e di protezione per tutti gli escursionisti.
(testo e immagini di Daniela Almici) 



martedì 2 giugno 2015

@astrosamantha omaggio al lago d'Iseo "More lakes, this time glacial lakes in Northern #Italy. Recognize any? / Li riconoscete? "



"More lakes, this time glacial lakes in Northern #Italy. Recognize any? / Li riconoscete? " @astrosamantha


Si moltiplicano sui social network le condivisioni della foto scattata dallo spazio da Samantha Cristoforetti. Una foto davvero “spaziale” quella twittata dall'astronauta italiana insieme ad altri due laghi lombardi Maggiore e Lario. Molto attiva anche sui social network come @astrosamantha dove condividere molto spesso, con un tweet, con i suoi fan le bellezze della Terra viste dallo spazio, per l'occasione ha immortalato, dall'alto della stazione spaziale, una foto del lago d'Iseo e del lago d'Endine. La 34enne milanese di origini trentine sta partecipando alla missione Futura (seconda missione di lunga durata dell'Agenzia Spaziale Italiana). Ogni giorno aggiorna il suo profilo Twitter con immagini scattate a ogni angolo della terra. Alcune, come questa, sono davvero spettacolari. Oltre ai social anche moltissime testate locali sia online che la stampa locale hanno ripreso l'immagine ringraziando e contendendosi l'omaggio fatto al bellissimo nostro lago e alle due provincie che lo condividono.

lunedì 25 maggio 2015

SARNICO - Cantieri RIVA - Jump on board the boat of your dreams (ENG - ITA version)



Riva Iseo 27: Ferrari dell'acqua
Lavorazioni artigianali di grande pregio: 20 mani di vernice:  10 a pennello e 10 a spruzzo , superfici a specchio di rara bellezza.
170 anni di storia!!  
Materiali ricercati: il mogano, pelle cucita a mano, la lavorazione dell'acciaio.

The handicraft manifacturing of great prestige: 20 coats of paint: 10 brush and 10 spray, mirror surfaces of rare beauty.
170 years of history !!
Precious materials: mahogany, hand-stitched leather, the accurate processing steel.

giovedì 30 aprile 2015

A Iseo "l'officina degli abiti" : riuso e lavoro solidale

In riva al lago di Iseo, le Acli hanno organizzato un laboratorio per riparazioni e stiratura. Un’isola di amicizia e un’opportunità per donne senza lavoro.
Solo un “lavoretto” o un’occasione di rilancio, umano prima che professionale? “Abiti in officina” è un progetto di lavoro solidale, realizzato dal circolo Acli di Iseo, in provincia di Brescia.
È dedicato a donne e in particolare mamme in difficoltà economica che desiderano un lavoro, anche temporaneo. Presso lo spazio offerto dall’Istituto Canossiano, le Acli ritirano abiti da riparare o da stirare e le donne coinvolte, affiancate da volontarie competenti, vengono pagate con il sistema dei voucher lavoro. Alle persone che fruiscono del servizio viene proposto di lasciare un’offerta libera che va ad alimentare il fondo del progetto “Lavoro solidale”. Il fondo è il motore di questa e di altre iniziative del circolo che in “Abiti in officina” sembrano oggi aver trovato il loro punto di sintesi.

Leggi di più....www.acli.it

sabato 25 aprile 2015

Iseo e Manzanares i gemelli europei. Il progetto Europeo nEULakes si amplia

  Dopo il gemellaggio con Tamsweg (Austria)  ora si viaggia verso la Spagna.Protocollo d'intenti sottoscritto dai due sindaci di Iseo e Manzanares. Tutto ha avuto origine dal progetto finanziato dall'Unione Europea nel quadro di «Europe for citizens» nEulakes (Network of European Lakes) .  Prossimamente la proposta verrà presentata in Consiglio Comunale . Le due municipalità intendono   partecipare congiuntamente a progetti europei  puntando sulla promozione di iniziative che favoriscano il turismo della terza età, sulla destagionalizzazione e realizzazione di spot sostenibili a fini turistici.
Già presentata domanda all'Agenzia esecutiva per l'Istruzione, gli Audiovisivi e la Cultura (Eacea) per accedere ai finanziamenti stanziati dall'Unione Europea a sostegno dei gemellaggi. Manzanares si trova nella provincia di Ciudad Real nella comunità autonoma di Castilla-La Mancha (Spagna). Fra le attrattive un bellissimo castello costruito nel 1239 dall'Ordine di Calatrava.
Sorge nel Parco regionale dell'alto bacino del Manzanarre (Parque Regional de la Cuenca Alta del Manzanares in spagnolo), creato nel 1985 ed è area naturale protetta della Spagna.

giovedì 23 aprile 2015

A Lovere straordinaria scoperta di una necropoli Romana con 97 tombe e reperti archeologici di pregio




Le indagini in corso a Lovere presso il campo sportivo di Via Martinoli hanno conosciuto una fase preliminare nell’estate del 2013 quando sono state realizzate 4 trincee esplorative che hanno permesso di individuare tre recinti funerari databili ad età romana, posizionati nella porzione di campo lungo l’attuale via Martinoli, che si sovrappone ad una preesistente strada di età romana. La presenza di tombe in quest’area - spiega la dott.ssa Fortunati - è un dato noto almeno dal 1819, così com’è frequente, in letteratura archeologica romana, il posizionamento di necropoli lungo assi viari.

L’importo complessivo dei lavori di indagine archeologica, realizzati sulla base del progetto redatto con l’Accademia Tadini e approvato dalla Giunta comunale nel marzo del 2013, è stato pari a circa 100.000 euro, dei quali il 40% è stato sostenuto dal Comune di Lovere, mentre la restante parte da importanti contributi della Fondazione Banca Popolare di Bergamo (€ 50.000) e della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (€ 10.000).




Il recupero della Necropoli romana - precisa il Sindaco Guizzetti - è una delle azioni inserite nel progetto “Percorsi archeologici alla scoperta dell’identità culturale del territorio dei laghi bergamaschi”, elaborato dai Comuni di Lovere (ente capofila), Casazza e Predore, dall’Accademia Tadini di Lovere e dalla Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi con l’obiettivo di favorire l’identificazione tra la popolazione locale e il proprio patrimonio culturale attraverso un’accresciuta consapevolezza delle trasformazioni storico-culturali del territorio. Nel dicembre del 2013 il progetto è stato premiato da Fondazione Cariplo con un cofinanziamento del 50% delle spese per la sua realizzazione, che ammontano complessivamente ad € 1.100.000. Nello specifico, il costo dei lavori in fase di svolgimento presso il sito di via Martinoli è pari € 600.000, il 50% dei quali sostenuto direttamente dal Comune di Lovere.
L’attuale campagna di ricerca, resa possibile grazie alla grande disponibilità della Parrocchia di S. Maria Assunta di Lovere, proprietaria del campo sportivo sotto il quale è sita la Necropoli, è diretta dal funzionario della Soprintendenza Archeologia della Lombardia dott.ssa Maria Fortunati ed è realizzata dagli archeologi della ditta SAP Società Archeologica di Mantova, con un’equipe media giornaliera di sei professionisti che svolgono materialmente l’indagine; hanno lavorato e lavorano in cantiere gli archeologi Emiliano Garatti (responsabile di cantiere), Annalisa Rizzotto, Alessandro D’Alfonso, Federica Guidi, Igor Sanavia, Mimosa Ravaglia, Priscilla Butta, Marco Tremari, Ezio Sarina e Marco Redaelli. Svolgono frequentissimi sopralluoghi ai lavori il Sindaco di Lovere, dott. Giovanni Guizzetti, ed il parroco don Claudio Laffranchini. La direzione tecnica dei lavori è affidata al D.L. arch. Marco Agliardi e tutto il progetto è seguito dall’ufficio tecnico del comune di Lovere nella persona del R.U.P. arch. Francesca Chierici; per evitare problemi strutturali al muro di via Martinoli, inoltre, è stata affidata la consulenza statica a due noti professionisti, gli ing. Mario Cottinelli e Dario Catalini. La movimentazione terra è effettuata dalla ditta Edilnova di Bagnatica (Bg) e le modalità di rinterro a “terre armate” seguono il progetto del geologo dr. Gaetano Butticè.
Come spiegato dalla Soprintendenza e dall’arch. Garatti, in questa campagna di scavi, iniziata con accantieramento in dicembre 2014 ed inizio lavori in gennaio 2015, sono stati ad oggi rinvenuti 6 recinti funerari di dimensioni e planimetria variabili:
il recinto 1, con un’estensione di circa 130 m², presenta 17 tombe, di cui 12 inumazioni e 5 incinerazioni;
il recinto 2, di circa 65 m², presenta 11 tombe, di cui 9 inumazioni e 2 incinerazioni;
il recinto 3, di circa 80 m², presenta 3 tombe, di cui 2 inumazioni ed 1 incinerazione;
il recinto 4, di circa 41 m², non ha al suo interno tombe;
il recinto 5, di circa 145 m², presenta 41 tombe, di cui 21 ad inumazione e 20 ad incinerazione;
il recinto 6, di circa 120 m², presenta 25 tombe, di cui 16 inumazioni e 9 incinerazioni.


Ad oggi, dunque, sono state rinvenute complessivamente 97 tombe, di cui 60 inumazioni e 37 incinerazioni. E’ possibile stimare il rinvenimento complessivo di circa 120-130 tombe al termine della campagna di scavi: i lavori sono tuttora in corso nei recinti 3 e 6, i cui dati sono quindi da considerarsi parziali.

Per quanto riguarda il rito funerario, la tipologia che prevale è quella delle inumazioni in nuda terra, con circa 50 casi (in ogni recinto, è il tipo di sepoltura più comune). Nel recinto 5 è stata inoltre individuata una sepoltura ad inumazione con scheletro posto in posizione prona: un caso di sepoltura anomala, non isolato in età romana. Ci sono infine 7 casi in cui lo scheletro è stato deposto in una struttura mista di frammenti laterizi e pietre, priva di legante.
Altra tipologia diffusa sono le incinerazioni in nuda terra (20 casi); ed anche abbastanza comuni sono le incinerazioni in struttura laterizia, in particolare in cassetta laterizia (10 casi).
Le restanti tipologie sono poco rappresentate, o addirittura uniche, nelle restanti tombe indagate: vi sono due tombe ad inumazione inserite in struttura muraria; un inumato subadulto, coperto da un’anfora segata a metà; ed un inumato presumibilmente seppellito in cassa lignea (sono stati rinvenuti residui di legni che inducono a quest’ipotesi).


Tra le incinerazioni vi sono due sepolture in struttura muraria, una in cassa litica e due in urna cineraria.
Quasi tutte le tombe rilasciano elementi di corredo, con oggetti di varia tipologia e natura: sono presenti vaghi di collana in pasta vitrea; armille in bronzo; anelli in argento con castone, alcuni dei quali conservano l’elemento decorativo originario (predomina la gemma, che in via preliminare sembra realizzata in pasta vitrea); vasi in ceramica di differente forma e tipologia (bicchieri, olpai, coppe a pareti sottili, olle, Henkeldellenbecker ovvero bicchiere tipo Lovere con depressione sotto l’ansa), anfore ad anse apicate; lucerne; orecchini; fibule e fibbie; dadi da gioco.
A questi rinvenimenti vanno sommati i dati numerici ricavabili dalla campagna di scavi del 1996, ed in tutte le precedenti indagini effettuate in modo sporadico e casuale nel XIX e XX secolo, che solo in parte potranno essere aggiunti ai dati scientifici disponibili, considerato lo scarso livello di documentazione.

L’arco cronologico coperto dalla necropoli, in via preliminare, conferma lo sviluppo ipotizzato dagli studi effettuati negli ultimi anni, compreso tra il I ed il IV secolo d.C.; esistono sepolture che insistono nell’area cimiteriale in età medievale, quando i recinti erano ormai defunzionalizzati e tuttavia in modo parziale visibili, ma l’assenza di corredi impedisce al momento una corretta indicazione cronologica delle tombe più recenti.
Nelle giornate di venerdì 27 e sabato 28 dello scorso mese di marzo - raccontano la dott.ssa Fortunati e l’arch. Garatti - il cantiere è stato aperto alle scuole del comprensorio di Lovere: il Convitto “Cesare Battisti”, la scuola elementare “Capitanio”, il polo tecnico “Ivan Piana”, il polo liceale “Decio Celeri” e l’istituto comprensivo “Papa Giovanni XXIII”. Una rappresentanza degli alunni, per un totale di circa 500 unità, ha potuto visitare il cantiere, debitamente attrezzato per l’occasione, accompagnata dagli insegnanti, sotto il controllo degli operai della ditta Edilnova e con la guida degli archeologi operanti sullo scavo. Grazie alla disponibilità ed organizzazione del Conservatore dell’Accademia Tadini, dott. Marco Albertario, la parte didattica è proseguita con alcune lezioni tenutesi presso la Sala delle Conferenze della Tadini, nel corso delle quali agli alunni è stato fornito l’inquadramento storico e geografico di Lovere e della sua Necropoli e sono stati presentati i dati delle indagini archeologiche del passato, oltre ad un breve resoconto di quelle attuali; è stato inoltre presentato agli alunni, in modo più generale, il mestiere dell’archeologo. Relatori sono stati la dott.ssa Chiara Ficini, specializzanda in Archeologia all’Università di Padova, con tesi sui materiali di Lovere, e gli archeologi Emiliano Garatti, Annalisa Rizzotto e Federica Guidi della ditta SAP, che operano in cantiere.
La campagna di scavo alla Necropoli - conclude il Sindaco Guizzetti - terminerà entro la fine del prossimo mese di maggio, nel pieno rispetto di quanto previsto dal cronoprogramma dei lavori. Il campo sportivo, perfettamente ripristinato, sarà quindi riconsegnato alla Parrocchia di Lovere all’inizio di giugno per la sua completa fruizione.

sabato 18 aprile 2015

Maratona dell'Acqua 2015 annullata


Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato “E’ con immenso dispiacere che il comitato organizzatore Asd Equipe Running coadiuvato da Rosa & Associati annuncia che la prossima edizione della Maratona dell’Acqua inizialmente prevista per domenica 20 Settembre 2015 è stata annullata e non si svolgerà.”
Non si terrà quindi quella che doveva essere la quinta edizione della maratona lungo il Lago d’Iseo.

giovedì 16 aprile 2015

Pista ciclabile Toline: la gestione dei lavori passa dalla Provincia alla Comunità Montana

La Provincia di Brescia e la Comunità Montana del Sebino Bresciano hanno firmato l'accordo di Programma per il completamento della realizzazione della pista ciclabile Toline a Govine, che fa parte del progetto denominato "Riqualificazione turistica delle aree in fregio alla sponda orientale del lago d'Iseo".
Il costo complessivo ammonta a 900mila euro, di cui 450mila sono fondi provinciali, 370,8 regionali, 4,2 mila sono risorse della Comunità Montana del Sebino Bresciano e 75mila euro sono fondi del Comune di Pisogne.
«Questo intervento non è ancora stato concluso - ha spiegato il presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli - in quanto puntuali indagini geologiche rispetto al fondale del lago d'Iseo, il progetto originariamente predisposto, nel 2009, non risulta più attuabile e deve quindi essere rivisto. Riteniamo opportuno che i lavori di completamento della "Vello Toline" vengano riprogettati, appaltati e diretti dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano, che ha già avuto da parte di Regione Lombardia un contributo pari a un milione di euro per la realizzazione del tratto di pista ciclabile verso Pisogne».
La Provincia di Brescia cede dunque alla Comunità Montana del Sebino Bresciano la titolarità nella realizzazione dell'intervento, dando atto che la spesa ad oggi sostenuta per le opere già realizzate ammonta a 346 mila euro e che quindi, rispetto al finanziamento complessivo dell'opera, le risorse ancora disponibili per la copertura finanziaria dell'intervento di completamento ammontano a circa 554 mila euro: circa 277mila fondi provinciali, 228mila fondi regionali, 2,5 mila euro fondi della Comunità Montana e 46mila euro risorse del Comune di Pisogne.
«La pista ciclopedonale Vello Toline è una delle più suggestive del nostro territorio - ha concluso il Presidente Mottinelli - sono certo che, con il completamento della riqualificazione, i bresciani e i turisti potranno godere appieno di questo gioiello che, durante il percorso, sa regalare panorami mozzafiato, a picco sul nostro lago alpino». La durata dell'accordo di Programma è prevista in 5 anni.

giovedì 9 aprile 2015

La traversata del lago d’Iseo





  •  
    Per il 
  • Concorso Giornalisti in erba 2015

  • Il racconto di (Matteo Bertazzoli – 4^A INFORMATICA ISS RIVA SARNICO)

    Quel giorno mi svegliai di mattina verso le sette, ero un po’ agitato dato che era la mia prima traversata, ma allo stesso tempo ero carico, sentivo di poter andar bene.

    Appena uscii di casa vidi che il cielo era scuro, sembrava che stesse andando a piovere e non era una buona cosa, dato che avrebbero rinviato la gara.
    Salimmo in macchina io, i miei genitori ed i miei nonni e ci recammo alla palestra dei Giardini Garibaldi, ad Iseo, per fare la punzonatura. Questa operazione consiste nel prendere la propria boa con il numero assegnato (il mio era l’ 86) e ricevere un cip, che si doveva obbligatoriamente legare alla caviglia e che sarebbe servito ai giudici per rilevare il tempo una volta arrivati al traguardo. Infine ci si doveva preparare con muta, cuffia e occhialini.
    Una volta arrivati alla palestra mi unii ad alcuni dei miei compagni di squadra che partecipavano alla traversata assieme a me, salutai i miei genitori e andai a prepararmi .
    Man mano che il tempo passava la palestra si riempiva di persone di ogni età: in totale eravamo circa 250 iscritti fra maschi e femmine, under e over 18. La competizione si faceva interessante. 
    Appena uscimmo (io e i miei amici) salimmo sul battello che doveva portarci alla partenza situata a Predore, sulla riva opposta alla nostra. Dopo esserci imbarcati notammo che l’acqua era un po’ mossa e che quindi nuotare non sarebbe stato facile, ma dimenticammo quel pensiero parlando delle nostre paure e facendo ipotesi su come la gara sarebbe andata.
    In pochi minuti raggiungemmo il luogo della partenza e dopo aver legato saldamente la boa alla vita ci tuffammo in quell’acqua gelata e scura: non si vedeva nulla e questo non ti faceva pensare positivo, dato che avevamo ancora circa 3100 metri di nuoto da compiere!
    Giunse finalmente il momento della partenza, tutti ammassati l’uno di fianco all’altro. Due regole da rispettare: non perdere né la boa, né il cip,due fattori che avrebbero comportato la squalifica dell’atleta.
    Sentii uno sparo, quello era il segnale!
    Partirono tutti molto forte, non potevo permettermi di rimanere indietro, quindi iniziai pure io a tirare e anche se sapevo di non essermi preparato per quella gara, volevo farla bene!
    Iniziai a superare molta gente fino a quando rimasi da solo, fra il gruppo di quelli forti e i restanti dietro. Dopo pochi minuti notai che il gruppo di testa era volato via, altre 2 o 3 persone invece erano rimasti a pochi metri da me. “Non sono troppo lontani “, pensai e infatti li raggiunsi, rimanendogli attaccato ai piedi, mentre il cielo si schiariva e il sole splendeva su di noi.
    Oramai il freddo non si sentiva più, era stato rimpiazzato dall’adrenalina.
    Rimanemmo in 4 persone fino alla fine, spalla a spalla, una lotta per aggiudicarsi un buon posto in quella traversata. Anche se la stanchezza si faceva sentire, le braccia erano pesanti e i muscoli contratti dallo sforzo, non mi potevo arrendere: ero arrivato fin lì ed era il momento di tirar fuori tutta l’energia che mi rimaneva.
    Giunsi al traguardo esausto e ottenni l’undicesimo posto su tutti con il tempo di 40’:59”. Non pensavo assolutamente di ottenere una così degna posizione in questa mia prima traversata: ero soddisfatto. Poco dopo cominciarono ad arrivare altri miei amici e tutti ci fecero i complimenti perché eravamo stati veramente in gamba e l’anno prossimo ho intenzione di ripetere quest’esperienza…e provare a vincerla.


    giovedì 26 marzo 2015

    Franciacorta in Fiore


    A Iseo un convegno che guarda all'Europa

    Le Alpi viste come luogo privilegiato di sviluppo e di collegamento all'Europa in un Convegno che si terrà a Iseo il prossimo 31 marzo
    Da area di confine tra gli stati a cerniera dell’Unione europea, dell’Europa che vuole unirsi.
    Le Alpi diventano luogo privilegiato di sviluppo, analisi, ricerca, progettualità economica, politica, sociale. Otto Stati, 17 milioni di abitanti (70 comprendendo le intere Regioni), oltre 3000 Comuni solo nella fascia italiana. Numeri importanti che si uniscono ai pilastri della Strategia macroregionale alpina per poter garantire un’armonizzazione delle politiche in favore della montagna tra i diversi Paesi UE, grazie a un nuovo legame, autentico e concreto, tra aree rurali e urbane, tra città e Terre Alte. Migliorare la competitività, la prosperità e la coesione della regione alpina, assicurare l'accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti della zona, renderla sostenibile e attraente dal punto di vista ambientale: tre punti chiave per le Alpi e la sua nascente Strategia.
    Se ne parlerà martedì 31 marzo a Iseo, in un convegno, promosso dall’Uncem, al Centro Congressi dell’Hotel Iseolago, in via Colombera, 2.
    “Eusalp. Le Alpi guardano all’Europa, l’Europa guarda alle Alpi” è il titolo dell’evento al quale interverranno politici, Deputati, Consiglieri Regionali, Amministratori di Comuni e di Comunità  Montane. Alle sfide che Eusalp deve affrontare, nate in particolare dopo la conferenza di lancio ospitata a Milano da Regione Lombardia nel dicembre 2014, Uncem aggiunge un tema importantissimo per rendere efficace il Piano di azione della Strategia: la capacità di concretizzare i temi di Eusalp rendendo protagonisti gli enti locali, i Comuni e le Unioni montane di Comuni, nonché chi vive e opera nelle Terre Alte.
    «Sono temi che riguardano da vicino il nostro territorio e le nostre valli - ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli - ed è fondamentale l'impegno degli Enti Locali per garantire la connessione tra le aree urbane e rurali, per dare la possibilità agli abitanti della montagna di non abbandonare la propria terra, per far si che queste zone vengano tutelate e valorizzate dal punto di vista ambientale».
    Mentre si sono aperti nuovi programmi per l’accesso ai fondi comunitari (Spazio Alpino ed Europa Centrale, in attesa di Alcotra e del Por Feasr), è indispensabile la massima interazione tra chi si occupa di sviluppo locale e regionale e i sindaci e gli amministratori che ogni giorno devono rispondere al bisogno di sviluppo economico e di servizi ai cittadini.
    "No a nuove leggi, no a nuovi fondi, no a nuovi organismi" è il trinomio della Strategia, sistema organizzativo che deve armonizzare scelte e politiche regionali e nazionali, migliorando quanto fatto a livello di Regioni e di “Euroregioni” grazie alla cooperazione transfrontaliera.
    «Eusalp accende certamente un faro sulla “regione unica al centro dell’Europa”. - ha concluso il Presidente Mottinelli - ma nel percorso devono avere un ruolo chiave gli Enti locali, Comuni e le Comunità montane».
    Martedì, al Centro Congressi dell' Iseolago interverranno, oltre al Presidente Mottinelli:
    Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia, Guido Galperti, Deputato, Enrico Borghi, Deputato e Presidente Uncem, Matteo Rossi, Presidente della Provincia di Bergamo Massimo Ottelli, Presidente della Comunità Montana della Valtrompia, Paola Pezzotti, Presidente della Comunità Montana del Sebino Bresciano, Oliviero Valzelli, Presidente della Comunità Montana di Valle Camonica, Ugo Parolo, Sottosegretario ai rapporti con il Consiglio Regionale Lombardo e alla Macro Regione Alpina EUSALP. Porterà i suoi saluti il Sindaco di Iseo, Riccardo Venchiarutti, la relazione introduttiva sarà affidata a Corrado Tomasi, Consigliere Regionale, mentre le conclusioni spetteranno a Gianni Pittella, Presidente del Gruppo S&D al Parlamento Europeo.

    lunedì 23 marzo 2015

    SARNICO I leggendari motoscafi Riva in miniatura per una grande collezione da ordinare on line

    Riva, una storia di successi lunga oltre 170 anni.
    “Dolce Vita”, stile, maestria artigianale, innovazione, sono le caratteristiche che rendono Riva un vero ambasciatore dell’eccellenza Made in Italy nel settore delle imbarcazioni di lusso. Dal 2014 l’azienda ha deciso di ampliare la propria esperienza al product design presentando, in anteprima online, una selezione delle collezioni Riva Home e Toys Experience: una lampada che sintetizza la magia dei dettagli del modello Aquarama ( euro 95,00)  e un gioco in legno che in pochi semplici gesti consente di creare un piccolo Aquarama in miniatura ( euro 140,00) . Esclusivi oggetti di design per portare, anche nell’ambiente di casa, quell’eleganza distintiva in cui passato e futuro convivono alla perfezione.

    Modellino in miniatura componibile in legno pregiato di mogano e frassino del leggendario motoscafo Aquarama Riva. Il set è composto dai seguenti pezzi che possono essere assemblati facilmente ad incastro: sedili, pozzetto anteriore, cuscini prendisole, murata destra, murata sinistra, motori, opera viva.
    Aprite la scatola, assemblate i pezzi e fate navigare la vostra fantasia!
    “Lo Stradivari delle barche” e “la regina della Costa Azzurra” sono solo alcune delle definizioni date negli anni Sessanta riferite all’inconfondibile motoscafo Riva Aquarama su cui è stato progettato questo gioco in legno.
    Considerato il più bel motoscafo al mondo, l’Aquarama Riva più che una barca, è diventata una mito.

    Ariston, Aquarama, Aquariva, Rivarama e anche i camion speciali utilizzati per il trasporto dei motoscafi nati a Sarnico sulle rive del lago d'Iseo nel cantiere di Carlo Riva.

    Cinque pezzi che raccontano l’incredibile storia del cantiere. Rifiniti a mano vengono assemblati senza utilizzare alcun tipo di colla. Questa è la proposta del cantiere Riva che ha affidato a Madeindreams il compito di creare questi modellini in miniatura.

    Le barche non sono solo repliche in scala degli originali: il compito affidato a Madeindreams è infatti quello di individuare ciò che definisce veramente le barche e riassumere le più importanti caratteristiche estetiche in un prodotto rivolto a piccoli e adulti.

    Inoltre, il legno utilizzato è lo stesso della costruzione degli originali. Ogni modello è racchiuso in una scatola e accompagnato da un libro che racconta la storia della barca e le sue caratteristiche.

    sabato 14 marzo 2015

    FRANCIACORTA su RAI2 con i "Signori del Vino"

    Nuovo appuntamento con “Signori del Vino”, il programma condotto da Marcello Masi e Rocco Tolfa questa sera, 14 marzo 2015,  alle ore 23.45 su Rai due.
    Nella puntata di stasera la trasmissione farà tappa in Lombardia, regione dai molteplici volti: alte montagne, dolci colline, azzurri laghi, grandi fiumi e distese pianeggianti. I Vini della Lombardia, anno dopo anno, hanno saputo affermarsi ai vertici del panorama enologico nazionale e internazionale. Masi e Tolfa andranno alla scoperta di tutte le ragioni di questo successo: l’impegno costante in vigna e in cantina dei produttori, l’abilità imprenditoriale dei singoli ma anche l’attività di promozione e valorizzazione svolta dai Consorzi. 

    Sarà un viaggio attraverso la variegata produzione regionale. La Lombardia, infatti, è un territorio che ospita denominazioni conosciute in tutta la penisola, come il Franciacorta, e piccole denominazione pressoché sconosciute. In questi terreni si mescolano vitigni autoctoni e vitigni nazionali e internazionali, dando vita sempre a vini di grande qualità
    Il “Signore del Vino” della Lombardia è Maurizio Zanella, un uomo che ha fatto grande il Franciacorta nel mondo attraverso una costante ricerca di qualità attraverso l’innovazione. La “donna del vino” è Francesca Moretti, figlia del grande Vittorio Moretti, erede e interprete di una famiglia che da generazioni interpreta l’eccellenza enologica del nostro paese.

    Non mancheranno infine le lezioni in vigna di Marco Simonit, il preparatore d’uva del programma.

    venerdì 13 marzo 2015

    PARATICO Pupi Avati racconterà attraverso una pellicola gli ultimi 100 anni di storia ferroviaria e del Paese






    Le Ferrovie dello Stato Italiane hanno affidato al celebre regista Pupi Avati il compito di raccontare, attraverso un mediometraggio di 45 minuti dal titolo "Un viaggio di cent'anni" , gli ultimi 100 anni di storia ferroviaria del Paese, dall’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra all’EXPO 2015 di Milano, la cui inaugurazione coinciderà con il primo viaggio del Frecciarossa 1000, il non plus ultra della tecnologia europea nell’Alta Velocità ferroviaria.











    La Fondazione FS Italiane , all'interno della più ampia serie di iniziative messe in atto dal Gruppo FS in occasione dell’Expo 2015, supporta la collaborazione con il Maestro della cinematografia italiana per tutta la consulenza storica e la messa a disposizione dei rotabili d’epoca utilizzati per le riprese della maggior parte delle scene della pellicola.


    Il viaggio in treno rappresenta il filo conduttore che sintetizza l’evoluzione e le trasformazioni della società italiana nell’ultimo secolo.

    giovedì 12 marzo 2015

    PISOGNE "Antica Miniera Quattro Ossi" il video e la storia

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    La porta d’ingresso per la miniera delle meraviglie è stretta come la tana del Bianconiglio di Alice. Abbiamo viaggiato nel sottosuolo di Pisogne che è, allo stesso tempo, storia e tradizione, capolavoro della natura e ambiente fiabesco: le grotte dei «Quattro Ossi» di Grignaghe sono tutto ciò che non ti aspetteresti mai di trovare a due passi dal lago. «Sono anni che ci diamo da fare per far conoscere questo sito e dare la possibilità a tutti di visitarlo - spiega Maurizio Finazzi, presidente del gruppo Speleo-Cai di Pisogne che da anni si preoccupa di sorvegliare e valorizzare la zona -. Non si paga nemmeno il biglietto d’entrata perché qui è tutto volontariato e passione». Con lui c’è lo speleologo e alpinista Roberto Ziglioli, che da anni studia, scrive e documenta i tesori nascosti nel cuore delle montagne. «Ogni anno, le miniere vengono visitate da circa un migliaio di persone, soprattutto scolaresche - aggiunge Ziglioli -. Ma se ci fosse una maggior consapevolezza dell’importanza e delle potenzialità di questo luogo, si potrebbe davvero fare molto anche dal punto di vista turistico e didattico». Caschetto in testa e zaino in spalla, ci inoltriamo nei boschi di Pontasio con gli occhi e l’obiettivo della macchina fotografica spalancati sull’ignoto. Le miniere ferrose e traslucide delle montagne pisognesi, per centinaia di anni hanno dato ferro e manganese alla Repubblica Veneta e sostentamento economico ai «briganc» e ai guardiani della montagna: i volontari loveresi e del gruppo Speleo-Cai Montorfano, da anni fanno luce sulla metà oscura di un mondo invisibile fatto di gallerie, salti, cunicoli, scorciatoie, saloni e camini lunghi quasi due chilometri. Affondiamo, con caschetti, corde e torce a led, nella tana del tesoro pisognese dove, 400 anni dopo, ci sono ancora le tracce di lavoro e dinamite, croci e lampade a petrolio.
    Ci infiliamo ricurvi in un budello di roccia mentre ci assale un senso di claustrofobia: se la montagna tossisce, siamo fregati. Roberto e Maurizio sorridono, ammettono che con i ragazzi delle scuole bisogna inventarsi anche qualche storia alla Indiana Jones per tenere alta l’attenzione. 
    «Da qualche anno, celebriamo qui la messa di Mezzanotte a Natale» racconta Ziglioli. Qui dove? Improvvisamente, la torcia illumina una cavità tappezzata di calcare che somiglia ad un santuario naurale. «Abbiamo costruito un piccolo altare nel salone: vedi cosa fanno le muffe e il calcare?». Tutto intorno, siamo avvolti da sfere di calcare simili a cavolfiori giganti. Ci caliamo per una scaletta,
    «aggrapparsi alle corde, prego», niente paura e respirare l’odore pungente della terra bagnata. Siderite, calcari, acqua e cristalli sprigionano un arcobaleno di colori che lasciano senza fiato. «I cunicoli che si possono visitare sono solo una minima parte perché i crolli hanno chiuso diversi passaggi», spiega Roberto. La natura, quaggiù, ha cristallizzato ogni cosa: gallerie e scalini, legni marci e vecchi chiodi. Il bosco di Pontasio è lontano anni luce e scopriamo che nel buio fitto del sottosuolo, come in fondo all’oceano, c’è un mondo minuscolo fatto di batteri e insetti, muschi e gocce d’acqua che sopravvivono e misurano il tempo che da secoli scorre sempre uguale. Magie della natura, a due passi da casa. 

    Vent’anni di rilievi, indagini e sopralluoghi 
    Speleologi al lavoro nelle miniere che si estendono fino alla valle del Trobiolo

    Vent’anni di rilievi, indagini, sopralluoghi e sogni di rilancio. Per anni, team di speleologi hanno «annusato» le rocce e studiato l’origine, la conformazione geologica e le vicende economiche legate allo sfruttamento delle miniere pisognesi che si estendono da Grignaghe fino alla valle del Trobiolo. «Le tre principali formazioni stratigrafiche sono il basamento cristallino, il verrucano lombardo e la formazione del servino - scrive Roberto Ziglioli nella sua relazione -. È proprio nei sedimenti del servino che si trovano i principali banchi di ferro, bario, rame e bismuto. Negli anni d’oro dello sfruttamento minerario, si estraeva soprattutto la siderite ma anche quarzo, calcite e barite». L’attività mineraria proseguì fino al 1966 quando, a seguito del calo della domanda e dell’esaurimento di materiale, l’attività estrattiva cessò in maniera definitiva. Oggi, le miniere dismesse di Pisogne sono un piccolo tesoro naturale e tappa imperdibile per gli amanti dell’avventura: per chi fosse interessato a farci un giro basta telefonare al numero 035-962626.
    GdB - Sergio Gabossi