lunedì 5 dicembre 2016

SARNICO : "TALI & QUADRI" ...dal pennello al diaframma in un click....

Tali & Quadri nasce da una collaborazione del Circolo Fotografico "Le Molere" con la "Pinacoteca Gianni Bellini" di Sarnico e dall'esigenza di utilizzare nuovi spazi espositivi mettendosi in gioco.
Dopo un'attenta visione delle opere esposte, sono stati scelti cinque quadri, sono stati ricercati i posti giusti per riprodurre le scene, trovati personaggi e abbigliamento per catapultarli nel presente senza cadere nel banale o nel blasfemo. 

Indirizzo
Via S. Paolo 8 - 24067 Sarnico
Tel e Fax: 035 912165
Apertura
sabato 09.30-12.00 / 15.00-19.00
domenica 10.00-12.00 / 15.00-19.00
Ingresso
Gratuito









venerdì 2 dicembre 2016

BRESCIA 20 gennaio 2017 “Mentre rubavo la vita” Giovanni Nuti e Monica Guerritore in concerto

RASSEGNA MACRAME' 2017 : POETI IN VIAGGIO - Prima serata
Venerdì 20 gennaio 2017 – ore 21
TEATRO SANTA GIULIA -  via Quinta, 5 – Villaggio Prealpino - BRESCIA

GIOVANNI NUTI E MONICA GUERRITORE in “Mentre rubavo la vita”
Un concerto folle e commovente che unisce per la prima volta sul palco due grandi interpreti dello spettacolo e della musica: Monica Guerritore e il cantante e musicista Giovanni Nuti. 
Mentre rubavo la vita”:  il concerto esclusivo in cui i due artisti cantano, accompagnati da una band di quattro elementi, gli appassionati della grande Alda Merini.                                                                                                   
«Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini – dice la Guerritore – La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi.  Io stessa ne rimango stupita.  Al pubblico piacerà enormemente:     ballerà, riderà e piangerà insieme a noi!».
Nuti, che firma anche le musiche dello spettacolo, ha avuto una collaborazione unica e irripetibile, durata sedici anni, con la grande poetessa, che lei stessa amava definire un «matrimonio artistico».                                          
«Solo un’artista eclettica e sensibile come Monica può trasmettere a pieno l’intensità, il carattere, l’ironia, lo struggimento, la magica follia di una personalità immensa come quella di Alda Merini – dice Nuti –. Sentirla per la prima volta cantare i suoi versi sulle mie note è stato emozionante».
Il Cast è completato da una band di primissimo livello composta da:


José Orlando Luciano (pianoforte e tastiere) – Emiliano Oreste Cava (batteria e percussioni) - Simone Rossetti Bazzaro (Violino) e alle chitarre Massimo Germini, già apprezzato la scorsa estate a Iseo nel concerto di Roberto Vecchioni.
 PREZZI:
PRIMO SETTORE NUMERATO:  25 EURO
SECONDO SETTORE NUMERATO: 20 EURO
GALLERIA: 15 EURO
 PREVENDITE: 
direttamente dalla biglietteria del sito  www.eventimacrame.it
Punti prevendita:
Caffè Letterario Eden – piazza Garibaldi – Iseo
La Libreria – via Duomo – Iseo
Edicola “Il Guazzabuglio” – via Sebina – Provaglio d’Iseo
Libreria Tarantola – via F.lli Porcellaga – Brescia
Libreria Punto Einaudi – via Pace – Brescia
Brescia Dischi – Via Pace – Brescia
Info:  eventimacrame@libero.it   -  tel. 346 0902200





venerdì 25 novembre 2016

SULZANO: il campetto di calcio conteso, non chiamateci razzisti, chiediamo solo educazione e rispetto

"Bisogna aiutarli e farli integrare però non concepisco il fatto che i nostri bambini debbano star seduti sugli spalti e non possano giocare perché nel campo ci sono loro e non lasciano il campo libero...!!!"
Sui social la protesta dei genitori e dei cittadini di Sulzano per il comportamento poco "gentile" dei ragazzi extracomunitari ospitati da una struttura alberghiera in paese.


Pare che il campo sportivo dell'oratorio sia monopolizzato senza troppi convenevoli e che addirittura i piccoli sulzanesi che frequentano le elementari vengono invitati a lasciare liberi gli spazi a suon di pallonate e "brutte" parole. Insomma son costretti alla panchina nel vero senso della parola.


Il parroco fa spallucce, si sono stabiliti orari e giorni riservati a loro per giocare ma non vengono rispettati.


I ragazzini di 10 anni che osano chiedere spazio vengono presi a male parole e pallonate in faccia.


Siamo alle solite. Questo è il secondo arrivo in paese, il primo gruppetto ospitato da un albergo che aveva aderito all'iniziativa fu allontanato dall'albergatore stesso perchè, pare, non si comportasse molto bene, "attaccabrighe e casinisti". Malgrado i tentativi, puntualmente falliti in breve tempo, di assegnar loro qualche compito socialmente utile come pulire qualche spiaggetta a lago o le vie del paesello.

mercoledì 23 novembre 2016

al Torino Film Festival verrà presentato il nuovo film di Elisabetta Sgarbi "La lingua dei furfanti", sulla rivoluzionaria produzione artistica dell'immenso Romanino nel corso della sua esperienza a Pisogne, Breno e Bienno tra il 1532 e il 1541


Sinossi: magnifici affreschi del Romanino in tre Chiese della Val Camonica. Fondendosi con la materia pittorica, perlustrando le scene e insegnando a vederle, l'intelligente saggio visivo mette a fuoco le innovazioni introdotte dal pittore lombardo, che consegna il senso dei suoi dipinti a figure marginali, sguardi nascosti, gesti degli umili. Da un soggetto di Giovanni Reale, voce di Toni Servillo e musiche di Franco Battiato


La lingua dei furfanti, l’ultimo film di Elisabetta Sgarbi, sarà presentato in anteprima assoluta, nella sezione Festa Mobile, al 34° Torino Film Festival. Prodotto da Betty Wrong con il sostegno di UBI Banca e diretto da Elisabetta Sgarbi, vede la partecipazione di Giovanni Reale ed Eugenio Lio alla sceneggiatura, i testi di Luca Doninelli interpretati da Tony Servillo e le musiche a cura di Franco Battiato.
Giovanni Testori scriveva come “a Pisogne, a Breno, a Bienno Romanino tiri a far ‘cagnara’, non v’ha dubbio alcuno. Egli sembra costringere i suoi personaggi a venire sulla scena a furia di calci nel sedere; e non è meraviglia che, una volta lì, essi, tra impetuosa incapacità a organizzarsi, in lingua e vergogna, finiscano col gonfiar tutto; a cominciare dalle loro stesse membra per finire alle parole che ruttan fuori quasi nubi di fumetti odoranti d’osteria, e alle piume dei cappellacci, che si rizzano, unte e bisunte, come quelli di tacchini incazzati.”

Elisabetta Sgarbi torna da Girolamo Romanino, torna in Valle Camonica, dopo il suo lavoro sulla Via Crucis di Cerveno di Beniamino Simoni, avendo in mente le dense parole di Testori, e presenti le puntuali ricostruzioni teologiche di Giovanni Reale (che dimostrano la profonda conoscenza della materia di fede che aveva Romanino). In La lingua dei furfanti compone in un unico film il ciclo di affreschi che Romanino realizzò, tra il 1532 e il 1541, a Pisogne, a Breno, a Bienno in provincia di Brescia; e prende sul serio quello scambio di vita e forma che sprigiona l’energia degli affreschi di Romanino nelle tre chiese: torna tra le case e tra la gente di quei borghi che anche Romanino doveva aver osservato a lungo e, infine, ritratto; li rimette all’opera e li tratta come pittura, per dare nuova vita alla pittura, già impetuosa, di Romanino; e continuando in quello scambio che attraversa l’avventura di Romanino in questa valle bresciana, riparata dal fulgore di Venezia e Roma, ma che non fa rimpiangere per un solo istante né l’una né l’altra.

“Un film ininterrotto, questo, - dice Elisabetta Sgarbi - che mi segue da anni. Anzi da cui sono inseguita da anni, da prima di conoscere la Valle Camonica, da prima di conoscere Romanino: da quando mio zio Bruno, mia madre Rina, e poi mio fratello Vittorio, si arrampicavano sin lassù, precedendomi. Così che questo film, così personale nei modi, mi sembra una strana biografia familiare, un mio nascosto romanzo di formazione, che ho condiviso con un altro amico e compagno di avventure, Giovanni Reale.”

Elisabetta Sgarbi ha fondato e dirige La nave di Teseo editore. Ha ideato, e da 18 anni ne è Direttore artistico, il festival internazionale La Milanesiana. Dal 1999 dirige e produce i suoi lavori cinematografici che hanno partecipato ai più importanti Festival cinematografici: Venezia, Locarno, Cannes, Torino, Roma, Londra, New York.

martedì 22 novembre 2016

PROVAGLIO D'ISEO 26 novembre 2016 Legambiente Franciacorta inaugura "Il Viandante"

Dopo aver vinto l’impegnativo bando indetto dal Comune di Provaglio d'Iseo per l’assegnazione della stazione ferroviaria di Provaglio ad associazioni non a scopo di lucro, Legambiente Franciacorta ora è pronta a riaprirla a beneficio di tutta la comunità di Provaglio e della Franciacorta.
La stazione, tirata a nuovo offrirà ai cittadini una serie di utili servizi:
- vendita biglietti ferroviari e per l’ingresso nella Riserva delle Torbiere
- Info Point Legambiente, Riserva Torbiere e Franciacorta
- tante iniziative socio-culturali che avranno come filo conduttore “Idee per la Franciacorta”
- e un rinnovato bar-ristoro

Inaugurazione Sabato 26 Novembre 2016 alle ore 15.

Il Presidente del Circolo
Legambiente Franciacorta
Silvio Parzanini

LAGO D'ISEO Trevisan, un "disco nuovo" e la metafora del ‘BLU’, la barca che inizia la sua storia nel 1970


Un video da guardare per tutti gli amanti di Sarnico e del Lago d'Iseo (...al di la del fatto che artista e canzone sono splendidi :D )
qui la storia dietro al video
“Il Mio Disco Nuovo” è il primo singolo estratto dall’album di Trevisan, “Questa Sera Non Esco”.

Per tre mesi durante l’estate il cantautore e il regista del video hanno dedicato ogni week-end alle riprese del video. Un iter così lungo e appassionato perché in gioco non c’era solo un video da girare, ma anche una piccola barca di famiglia di nome ‘Blu‘ da restaurare, da rimettere in acqua.
Una barca che per Trevisan significa molte cose. Oltre alla storia di famiglia che lo lega a quell’assemblato di legno e ferro montato da suo padre, c’è il rapporto col tempo, la fiducia, le sconfitte. E c’è il grande quesito universale se valga la pena d’impegnarsi per anni nel costruire qualcosa che – come il legno – si deformerà, marcirà e andrà sempre curato, senza alcuna certezza circa gli esiti di questo sforzo. E poi, in ultimo, questa barca la si porta in acqua da soli.
Sembra che Trevisan in questo video ci racconti un’altra storia rispetto al testo della sua canzone. Al contrario, il conflitto con l’impegno – anch’esso artigiano – che richiede fare un disco dopo i quarant’anni e il dialogo quotidiano col proprio passato sono il fil-rouge del suo intero album. Perché la verità non sta nella sbronza della notte prima, ma nel day after con le sue prese di coscienza.

Trevisan racconta la storia e la metafora della barca ‘Blu’ con queste parole:
“Nel 1970 mio padre e il suo amico Willy decisero che si sarebbero costruiti una barca. Scelsero un modello francese, il Corsaire, che era una piccola barca adatta alla navigazione costiera ma capace comunque di tenere il mare.

Questa barca permetteva a tutti – filosofia che mi ha sempre affascinato – di poter provare a prendere il mare, pur non avendo a disposizione il budget necessario per comprarsi una barca a vela adeguata agli standard dell’epoca. Una “vela sociale”, dunque, che è l’esatto contrario dell’idea di barca a vela come surplus per pochi.
Con questo obiettivo, per due anni, nei fine settimana e nel tempo libero, completarono l’opera. Tutto questo in garage e senza avere professionalità specifiche; una cosa che, se ci penso, veramente non so dove abbiano trovato la forza e la fiducia per andare avanti, per fronteggiare sbattimenti come farsi fondere un bulbo in ghisa da 300 chili… Comunque alla fine ci sono riusciti e la coppia di Corsaire è stata varata, ha fatto mare, lago, mini crociere nell’allora Jugoslavia.
Una delle due è stata venduta quasi subito, perché una barca a testa comportava troppe spese di gestione, immagino. Ne è rimasta una, della quale ho ricordi abbastanza vividi nonostante ci sia stato solo da molto piccolo. Poi mio padre, al quale piaceva molto andar per mare, ha deciso di comprarsi una barca di qualche metro più grossa in vetroresina.
Da quel momento il ‘Blu’ – così si chiamava semplicemente, senza alcun vezzo poetico e romanzesco – è rimasta a Willy.

Mio padre se n’è andato nel 1988, piuttosto prematuramente si direbbe e con ovvie tragedie.

Tutto è stato venduto barca compresa, tutto è finito nel dimenticatoio, oppure ci è stato cacciato. Abbiamo smesso di andare a vela. Poi la vita, la scuola, la musica, il lavoro… insomma, il ‘Blu’ è sparito inghiottito dalle nebbie del passato. Senonché, circa 5 anni fa, mia madre mi chiama: “guarda ho sentito Willy, dice che il Blu è in giardino, a suo figlio non interessa, se la volete da sistemare è lì”. Ecco, a distanza di trent’anni e più, riappare dai fumi della memoria. Decido di rimetterla in acqua.

In circa un anno di lavori – la barca andava sverniciata, stuccata, riparata, riverniciata, smontata del ferro ecc. – riesco, non senza problemi e spese varie, a riportarla in acqua. Ritorna a navigare, e io con lei, torno a metterla al vecchio circolo sul lago d’Iseo, che è stato la sua base per tanti anni. Torno ad andare a vela che è bellissimo e me l’ero dimenticato, si fanno le gite, i bagni, si dorme in barca, si mangia pane e salame, ci si sbronza, e ci si fa pure l’amore. E mi sento come di aver fatto la mia parte in questa storia.

Adesso la barca soffre ancora perché il legno è un casino, è vivo, si muove, spesso si gonfia di umidità, si rovina, marcisce.
Io non so se riuscirò da solo a tenerla efficiente, per starle dietro ci vuole tempo e passione, e anche per suonare ci vuole tempo e passione.
Blu, non si può essere marinaio e musicista allo stesso tempo”.

lunedì 21 novembre 2016

ISEO 26 novembre 2016 Inaugura la "Mostra Francia–Italia I giornali della Grande Guerra"

Brescia Accueil Douce France e il Comune di Iseo 
organizzano 
la Mostra
Francia–Italia
I giornali della Grande Guerra
inaugurazione
sabato 26 novembre 17:30
presso la Sala Civica del Castello Oldofredi di Iseo
  conferenza introduttiva del giornalista e scrittore Alberto Toscano, curatore della mostra, dal titolo:
Lo sguardo reciproco franco italiano
all’epoca della prima guerra mondiale

domenica 20 novembre 2016

CAMIGNONE DI PASSIRANO :BROGILUS: Storia di un nobile roccolo



Il conte Piero Catturich Ducco ha dedicato tutta la sua vita alle sue passioni: il vino anzitutto, che produce nella sua tenuta a Camignone di Passirano in Franciacorta (l'etichetta è Conti Ducco) e l'amore per la natura e per la caccia. Questi elementi sono magnificamente intrecciati in un progetto di osservazione degli uccelli, grazie ad un roccolo storico (Brogilus, attivo già nel 1700) che oggi ha una valenza scientifica sia per la produzione vinicola dell'azienda, che per lo studio dei migratori.

Ne parliamo perché siamo venuti a conoscenza di un lavoro meticoloso di raccolta dati con rigore scientifico, e perciò di grande valore, che riguarda questa attività, con tanto di opuscolo patinato che fa il punto dei dati raccolti, con particolare riferimento dal 2011 ad oggi, quando cioè il roccolo è divenuto un presidio scientifico. La prima volta che Piero Catturich Ducco è venuto in contatto con il roccolo era un ragazzo: “era il 1935 – ricorda, Catturich, contattato da noi al telefono -, avevo 10 anni”. L'attività del roccolo, che all'epoca era vera e propria uccellagione, non proibita dalla legge, si interruppe solo per un breve periodo, in corrispondenza con le vicissitudini della guerra. Poi i tempi sono cambiati e il conte ha deciso di utilizzare Brogilus per studiare le rotte ed il passaggio degli uccelli migratori. Attività per altro da lui già avviata in forma rudimentale nel 1943, ripresa con metodo scientifico dal 2008.

Per raggiungere un accurato livello di rilevazione, Piero Catturich ha rinunciato a 9 ettari di vigneti,lasciando spazio a due impianti moderni di osservazione. Lo scopo di questi monitoraggi è lo studio della migrazione autunnale e primaverile nei vigneti della Franciacorta in relazione ai cambiamenti climatici e quelli legati all'habitat agricolo di quella delicata zona, registrando per esempio come e se la fauna selvatica reagisce ai fitofarmaci impiegati nella zona.

Grazie ai sette anni di catture e osservazioni, la stazione Brogilus dispone ormai di un'ampia banca dati di oltre 24 mila uccelli appartenenti a 90 specie, con 48 ricatture. Nella sola primavera 2014 sono state osservate 43 specie di uccelli per un totale di 1265 esemplari e 85 giornate di osservazione. La cattura con le reti recentemente è stata sostituita da un altro metodo: l'osservazione degli uccelli avviene per mezzo di un sistema di telecamere ad alta risoluzione collegate ad un impianto di videoregistrazione, appositamente pensato per lo scopo




Fonte www.bighunter.it

domenica 13 novembre 2016

Harvard University Christo "The FloatingPiers" Rouse Visiting Artist Lecture


VIDEO della conferenza di Christo Harvard U. min 28.55 lake salt water??!! ...project "approvato"!!
min 41.29 laughing at Italian irresponsibility 

domenica 6 novembre 2016

ISEO 21 novembre 2016 T&T :Turismo Responsabile e Torbiere del Sebino - workshop gratuito

L’Ente per la Gestione della Riserva Naturale Torbiere del Sebino, con la collaborazione della Comunità Montana del Sebino Bresciano, organizza
 Lunedì 21.11.2016 – presso il Centro Visitatori (Iseo, Via Tangenziale Sud – fronte stadio) un Workshop dal titolo:

“T&T: Turismo Responsabile e Torbiere del Sebino”



L’evento è destinato alle strutture ricettive del lago di Iseo e della Franciacorta (Hotel, B&B, Agriturismi, Campeggi, Case Vacanza, Fattorie didattiche), a Tour OperatorIAT e Pro Loco.
Nel corso del workshop, condotto da tecnici ed esperti, verranno illustrate le prassi quotidiane funzionali ad un turismo più responsabile; sarà possibile inoltre aderire ad un Disciplinare che regolamenta queste prassi, e ottenere un marchio di qualità che potrà essere utilizzato assieme all’immagine della propria attività commerciale e che ne sancirà l’alto livello di attenzione all’ambiente. Nel contempo, la  Riserva si impegnerà a promuovere gli aderenti  attraverso i propri canali di comunicazione.
PROGRAMMA
ore 8.45 – 9.00 – registrazione partecipanti

ore 9.00 – Emma SonciniPresidente dell’Ente Gestore della Riserva Naturale Torbiere del Sebino: Introduzione
– Paola Pezzotti (Presidente della Comunità Montana del Sebino Bresciano), Riccardo Venchiarutti (Sindaco di Iseo), Marco Simonini (Sindaco di Provaglio d’Iseo), Gianpietro Ferrari (Sindaco di Corte Franca): Saluto istituzionale
ore 9.15 – Ivan Bonfanti, Direttore dell’Ente per la Gestione della Riserva Naturale Torbiere del Sebino: Natura 2000, aree protette e marchio servizi ecoturistici
ore 9.45 – Comitato Tecnico Scientifico della Riserva, Luca Gariboldi, Stefania Capelli, Marco Mancini: cenni di Botanica, Ornitologia e Ittiologia
ore 11.00 – Patrizia Menchiari, Marketing Specialist: Marketing Territoriale per gli operatori: comunicare il territorio
ore 12.00 – Ramona Tocchella, Vicepresidente di Clarabella: Un esempio di turismo virtuoso di successo
ore 12.15 – Tavola rotonda
Partecipano: On. Stefano Maullu (Eurodeputato al Parlamento Europeo), Antonella Songia (Responsabile U.O. Riserve e Monumenti Naturali di Regione Lombardia), Eleonora Rigotti (Presidente Brescia Tourism), Alessandra Morandi (Presidente Terranostra), Gianluigi Vimercati (Presidente Agriturist), Adriano Baffelli (Presidente Fondazione Franciacorta).
Modera: Tonino Zana (Giornale di Brescia).
ore 13.30 – Light lunch
ore 14.30 – Escursione guidata alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino e al Monastero di San Pietro in Lamosa (durata: circa 2 ore)


Ho voluto quest’iniziativa principalmente con lo scopo di  far collaborare due realtà: la bellissima Riserva di cui sono Presidente, e il territorio unico della Franciacorta. L’idea è di creare consapevolezza in merito alle modalità di turismo sostenibile ed instaurare una rete di co-marketing tra la Riserva e le strutture della zona. Il turismo “verde” si sta rivelando un settore in continua crescita: l’attenzione crescente all’ambiente e alla qualità del territorio deve trovarci pronti. Abbiamo potenzialità enormi, che vanno coltivate e gestite in modo consapevole.” (Emma Soncini, Presidente della Riserva Naturale Torbiere del Sebino)

La partecipazione al workshop è gratuita, e vincolata ad iscrizione – massimo 70 posti.
L’iscrizione si effettua inviando all’indirizzo mail info@torbiere.it o al n. di fax 030 9823141 il modulo di adesione scaricabile da questo LINK

lunedì 31 ottobre 2016

PASSIRANO Enea Guarneri ventiquatrenne eroe alpino sepolto vivo



Medaglia d'oro al valor militare




Capitano ( Alpini , Comandante della 214a compagnia )


Data del conferimento: 24/05/1924


Alla memoria


motivazione:


Giovane ufficiale di rare virtù militari e del più puro patriottismo, animatore dei suoi dipendenti, che seppe predisporre ad ardite imprese, sempre primo ove vi era un pericolo da affrontare ed ultimo a lasciare il campo di battaglia, condusse sempre brillantemente il proprio reparto sia in cruenti assalti come in difese disperate. In diverse azioni ferito, ed alcune volte gravemente, non abbandonò mai il posto di combattimento; ma sereno e calmo, attivo e pieno di slancio persistette sempre nella lotta, sia che vi arridesse la vittoria, sia che la fortuna non corrispondesse al valore suo e del suo reparto. In un combattimento di retroguardia, dopo tre assalti, ferito e circondato dal nemico per avere protetto fino all’estremo possibile la ritirata del battaglione, prima di cadere prigioniero, fece presentare le armi dai pochi superstiti ai numerosi compagni d’arme, che nel suo esempio avevano trovata la forza di morire sul posto del dovere e del sacrificio. Infine in prigionia, conservando alto lo spirito e col pensiero rivolto alla Patria, anelante di affrontare per lei nuovi cimenti, organizzò un ardito tentativo di fuga; durante il quale, sprofondatasi la galleria, per la quale doveva avvenire l’evasione e rimastovi quasi completamente sepolto, non volle essere soccorso per non dare l’allarme e compromettere così la progettata fuga dei compagni; e fra gravi sofferenze, sopportate con vero stoicismo, moriva eroicamente suggellando la sua vita, tutta spesa per la Patria, con un atto fulgido di valore, per cui il nemico, ammirandolo, ebbe ad onorarlo degnamente e la forte Brescia lo ha elevato a simbolo di sua gente. Monte Rombon, 16 settembre 1916- Ortigara, 19 giugno 1917- Monte Cavallo, 27 ottobre 1917- Aschak sul Danubio, 25 giugno 1918.
Il capitano fu sepolto, con gli onori militari, nel cimitero di guerra della cittadina di Hartkirchen, la salma è stata successivamente traslata e riposa nel Cimitero di Passirano.

La Montina presenta a Milanello il nuovo Franciacorta RossoNero @Milan @LaMontina #Franciacorta

Milanello, ottobre 2016 - A.C. Milan e La Montina si sono dati appuntamento anche 
Presentazione a Milanello

quest’anno a Milanello per presentare con la prima squadra il risultato della collaborazione tra le due società. Per il secondo anno consecutivo A.C Milan ha infatti scelto le bollicine della cantina franciacortina La Montina come official sparkling wine. L’anno scorso, a vestirsi dei colori rossoneri era stato un pregiato Satèn. Quest’anno sarà il Millesimato Brut 2010ottenuto da uve raccolte solo nelle annate e nei vigneti migliori, composto da Chardonnay, che dona eleganza e finezza, e da Pinot Nero, per struttura e vinosità. Un vino pieno, di carattere, un Franciacorta ancora più prezioso ed elaborato, quello scelto per la nuova stagione dai Rossoneri e concesso in anteprima esclusiva da La Montina.

Video sulla Tenuta La Montina 


La bottiglia sarà acquistabile online sia sul sito de La Montina che sull’official online store di A.C. Milan.
Il Franciacorta RossoNero sarà inoltre disponibile presso:
  • Enoteca La Montina - Via Baiana, 17 – 25040 Monticelli Brusati (BS)
  • Milan Mega Store - C.so Vittorio Emanuele II Galleria San Carlo – Milano (MI)
  • Cucina Milanello - Via Aldo Rossi,8 - 20149 Milano (MI)
  • Casa Milan Store - Via Aldo Rossi,8 - 20149 Milano (MI)
  • San Siro Store, ingresso 14 - Piazzale Angelo Moratti - 20151 Milano (MI)

La Montina, cantina dei Rossoneri in Franciacorta, apre le sue porte ai visitatori tutti i giorni della settimana per visite guidate e degustazioni. Per tutti gli associati A.I.M.C. sono previsti sconti speciali.
Info: La Montina - Tel. 030 653278 - info@lamontina.it - www.lamontina.it

lunedì 24 ottobre 2016

LAGO D'ISEO Le Streghe del Sebino fra leggenda e verità



Oltre ad essere luogo di meta turistica, il Lago d’Iseo, chiamato anche Sebino, è ricco di leggende che si tramandano da secoli.
MONTISOLA, la più grande isola lacustre d’Europa. Qui tutti si ricordano il giorno della Matta e molti ragazzini ancora ne sono terrorizzati. Ma chi era la “Matta”? Si narra che il 14 luglio di ogni anno le acque del lago d’Iseo si tingano di un colore cupo e che una misteriosa strega, la Matta appunto, afferri per le gambe i bagnanti mentre nuotano in prossimità delle “ere” e li trascini nei fondali. Realtà o fantasia, fatto sta che molte e misteriose sono le morti per annegamento che succedono proprio il giorno della Matta e nessuno sull’isola sa darne una spiegazione.
ISEO. Ma la “Matta” sembra non essere l’unica a divertirsi ad afferrare le gambe dei bagnanti. Una leggenda narra che la madre di San Pietro fosse una donna malvagia, che durante la sua vita non aveva mai compiuto una buona azione. Per questo, quando morì, andò all’inferno. Pietro riuscì con le sue preghiere ad ottenere di poter portare con lui in Paradiso la propria madre, e così dal Paradiso venne buttata una lunghissima e grossa corda che arrivava fino all’Inferno. La madre di Pietro poteva così arrampicarsi e raggiungere il proprio figlio, ma dietro di lei si attaccarono anche altre anime dannate, desiderose di uscire dal quel terribile luogo. La madre di Pietro se ne accorse, e nonostante fosse quasi in cima e vicina quindi al proprio figlio, cercò furiosamente di scacciarle. Lo fece con così tanta forza e accanimento che perse l’equilibrioe scivolò con loro nuovamente all’Inferno. La corda venne quindi ritirata e non le fu più concesso di risalire. Pazza d’odio e di rancore verso tutti, da quel giorno, la madre furibonda di Pietro, esce dall’Inferno proprio nel giorno della festa dedicata alla santità del figlio, il 29 giugno, scatenando furiosi temporali e aggirandosi sul fondo del lago. Si dice che tenti di afferrare le gambe dei bagnanti per vendicarsi con suo figlio che non l’ha portata in Paradiso e vuole trascinare almeno un’altra anima all’Inferno.
Peschiera Maraglio, è un paesino posto a Montisola. Degli scritti risalenti al 1578 confermano l’ipotesi che vi fosse un santuario dedicato a San Rocco e che si trovasse nei pressi della chiesa parrocchiale, ma non era consacrato e serviva per celebrare messa quattro volte al mese. Ma già nel lontano 1677 non si parlò più di questa cappella, che come confermano gli scritti, doveva anche essere decadente. Resta comunque il fatto che nessuno però abbia ancora individuato parti della sua struttura, o i resti di una cappella distrutta dal tempo.
PISOGNE, terra aggregata alla Val Camonica dal XIV° sec., si narra che nel 1518 alcune donne trovarono morte atroce per le ingiustificate accuse di stregoneria. Otto giovani vennero accusate di comportamenti soprannaturali, o meglio satanici. Ree confesse dopo lunghe ore di torture subite nelle prigioni, le donne vennero quindi condotte in processione, nella piazza Umberto I°, nel centro del paese, dove le attendeva il rogo “purificatore”. Una volta legate ai pali, i sacerdoti del tribunale chiedevano loro di confessare pubblicamente i peccati e rinnegare Satana. Venne appiccato il fuoco e la folla assisteva alla loro agonia fra urla di approvazione e disprezzo nei confronti di queste giovani adepte del signore degli inferi.
La Valle del Diavolo, conosciuta anche come la Valle del Freddo. Secondo un’antica leggenda il Diavolo avrebbe sfidato Dio sulla cima del Monte Clemo, che sovrasta i laghi d’Endine e Iseo e dal quale si possono vedere la Valcamonica, il massiccio dell’Adamello, la Valle Cavallina e addirittura la zona della Franciacorta. La posta in gioco era il dominio delle anime che popolavano le vallate sottostanti e la sfida consisteva nel lanciare il più lontano possibile un enorme masso rossastro, di quelli che si trovano nei pascoli della montagna. Satana, che era lo sfidante, lanciò per primo e la sua pietra cadde su un colle della località Pratilunghi, situata proprio davanti alla Valle del Freddo, rompendosi in quattro pezzi. Dio a sua volta lanciò il suo masso che giunse addirittura al di là della valle, sui prati del Possimo. Il Demonio, a questo punto, vedendosi sconfitto, per la collera batté con tanta forza il tallone sulla roccia che la montagna si spezzò, inghiottendolo nelle viscere dell’Inferno da cui era arrivato. Da quelle profondità Satana iniziò ad alitare un vento gelido, una sorta di respiro malefico, che ancor oggi si può sentire e che dà appunto il nome alla Valle del Freddo. In realtà le grosse pietre esistono davvero e sono diverse da quelle circostanti perché si tratta di giganteschi massi erratici portati dal ghiacciaio ai tempi dell’ultima glaciazione.
Spostandoci un pochino verso OME, vi è la leggenda delle sorelle Federici: Calveria e Guercina. Gli anni dopo il Mille furono infatti macchiati da delitti e storie macabre, e soprattutto la storia delle due sorelle colpì la memoria della gente per la loro crudeltà. Calveria e Guercina erano mogli di due altri fratelli: Giraldo e Marzucchio dagli Ome. Spinte dalla sete di un sempre maggior potere, uccisero il loro anziano padre e un fratello. Col favore delle tenebre, indossarono abiti maschili e, armate di frecce avvelenate, assalirono e uccisero due consoli bresciani, colpevoli ai loro occhi di essersi dimostrati troppo favorevoli al popolo. Successivamente progettarono un piano per porre a capo della città i loro rispettivi mariti. Furono però scoperte e costrette a fuggire, ma abbandonando la città si unirono ad una schiera di uomini corrotti e ricercati dalla legge. Forti di questi nuovi alleati, attaccarono ancora per molti anni la provincia bresciana, assalendo, uccidendo e provocando incendi. La loro macabra carriera terminò con la morte di entrambe in uno scontro armato.
(fonte Xplora Oltre I Confini )

domenica 23 ottobre 2016

FRANCIACORTA dal 29 ottobre al 1 novembre 2016 Un week-end d'autunno in Franciacorta tra arte, cultura e cantine

In Franciacorta, fra le mete italiane predilette dall’enoturismo internazionale, per gustare i sapori e i colori dell’autunno. Per accogliere gli enoturisti, cantine, distillerie, laboratori di prodotti tipici associati alla Strada del Franciacorta saranno aperti al pubblico dal 29 ottobre al 1 novembre in occasione del long weekend di Ognissanti Le cantine organizzeranno visite guidate seguite da degustazioni di Franciacorta, il più pregiato vino italiano prodotto con Metodo Classico.  È consigliabile prenotare la visita presso le aziende e i produttori prescelti. Chi desidera trascorrere qualche giorno in Franciacorta in occasione di questo ponte o, in genere, in autunno può scegliere fra le molte le proposte messe a punto per gli enoturisti e pubblicate sul sito della Strada del Franciacorta. I pacchetti vanno dal Week end alla Settimana e abbinano il soggiorno a varie attività, dalle degustazioni guidate alle visite a Monte Isola, dalle escursioni in bicicletta alle passeggiate tra le vigne.  Il pacchetto week-end, ad esempio, comprende visita in cantina con degustazione, cena o pranzo a scelta, gita in battello sul Lago d’Iseo, un pernottamento: il costo parte da 90 euro in agriturismo e varia in base alla tipologia di struttura prescelta, che spazia dalla dimora storica all’hotel a 5 stelle. Infine, Per chi ama i sapori autentici della tradizione, novembre sarà a Rovato il Mese del Manzo all’olio. Per tutto il mese, ristoranti e trattorie proporranno menu a base di questo prelibato piatto, simbolo della gastronomia franciacortina, che potrà essere degustato, con l’immancabile accompagnamento di polenta, ad un prezzo particolare.
Da visitare, il medievale Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, l’Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano decorata con opere dei grandi pittori della Scuola bresciana rinascimentale, il Convento dell’Annunziata di Rovato. Da ammirare, torri medievali (la più imponente è quella di Adro) e castelli (i castelli di Passirano e di Bornato), ville sei-settecentesche dove la nobiltà bresciana trascorreva il periodo della villeggiatura (fra cui Palazzo Torri di Nigoline e Villa Lechi di Erbusco). Per gli amanti della natura, ecco la Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, le vigne da scoprire a cavallo o in bicicletta, o ancora il lago d’Iseo da attraversare a bordo di battelli fino a Monte Isola, la più grande isola lacustre d’Europa.

domenica 9 ottobre 2016

PROVAGLIO D'ISEO - FAR (Fabbrica Artigianale Reti) compie 70 anni

Cuore, tradizione, passione, lavoro. Sono questi gli ingredienti che hanno animato dal 1946 la FAR, Fabbrica Artigianale Reti, retificio di Provaglio d’Iseo (BS), in Franciacorta, specializzato nella produzione di reti in fibre sintetiche per lo sport, l’industria, l’antinfortunistica, il tempo libero, l’agricoltura e la pesca.
Nato con Stefano Ribola nel 1940 a Monte Isola, come piccolo laboratorio di produzione di reti per i pescatori del Lago d’Iseo, il retificio è stato registrato da Battista Ribola (figlio di Stefano) all’Ufficio Provinciale del Commercio e dell’Industria di Brescia il 9 luglio 1946 con la tessera d’iscrizione n. 73567 alla voce “Comm. Reti da pesca e loro attrezzi”.

«In tutti questi anni con grossi sacrifici e tanto lavoro, io e i miei fratelli Luigi, Giuseppina e Franca abbiamo seguito i passi del papà Battista – racconta Mario Ribola, amministratore di FAR – puntando all’innovazione continua dei macchinari e delle materie prime per soddisfare un mercato attento alla qualità, alla sicurezza e alla molteplicità delle applicazioni che possono avere le reti».
L’azienda, prima in Italia tra i produttori di reti e tra i leader in Europa e nel mondo, ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2015 con un fatturato di 6 milioni di euro, in costante crescita.
Il 33% è rappresentato dall’export. Nell’ultimo anno il retificio, certificato UNI EN ISO 9001, ha venduto 500.000 kg di reti in 50 paesi del mondo. Il tutto partendo dall’area produttiva di 8.500 mq (altri 2.500 mq sono dedicati al magazzino), che conta 13 telai, 3 orditoi e altri macchinari tessili all’avanguardia in cui lavorano 37 persone tra soci, operai e tecnici specializzati a cui si aggiungono le decine di collaboratori esterni.
Punti di forza l’altissima specializzazione, la diversificazione di prodotto e la produzione, da sempre Made in Italy.
Il nome FAR non appare tra i fornitori, perché il retificio si affida a rivenditori, ma sono sue le reti di protezione delle piste utilizzate ai mondiali di sci 2015 (e in molti circuiti FIS), quelle di protezione utilizzate durante i lavori di ristrutturazione della Tour Eiffel, quelle che Lega Volley e Federazione Italiana e Internazionale di Pallavolo montano per i loro campionati o quelle da calcio usate sui campi della serie A. E ancora quelle di Disneyland Parigi, di Gardaland, quelle usate per l’anima delle Lamborghini o le reti anticaduta uomo utilizzate per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri di tutta Europa e nel mondo.
«Consideriamo questo anniversario come una tappa del viaggio intrapreso, Abbiamo la tenacia, la passione e lo spirito che ha animato i nostri genitori, tanti progetti nel cassetto ai quali dobbiamo ancora dare luce e vogliamo che la tradizione di macchine e uomini continui. Dunque il nostro è un successo che ci rende orgogliosi e che merita di essere condiviso con i tanti i clienti, i collaboratori, i fornitori e gli amici che sono entrati a far parte del mondo FAR portandoci ad essere l’azienda leader nel nostro settore» – spiega Massimiliano Stefini, uno dei soci junior di FAR insieme a Marilde Colosio, Antonello Stefini e Isabella Ribola.