mercoledì 15 marzo 2017

La Bottega dei Selva da Riva sul Sebino












... Una colonia di maestri comacini, rappresentata da famiglie dei Selva (o Silva), è approdata anche a Riva di Solto nella seconda metà del XVII secolo. Sono documentate nel 1671 le presenze a Riva di Solto del maestro tagliapietra Giulio Selva da Veglio, figlio del maestro Francesco, e del maestro Martino figlio di Bartolomeo Silva da Cerano de cinque comuni di Mezzena del lago di Como della Valle d’Intelvi. La loro venuta e permanenza sono ascrivibili alla presenza di marmo nero in località Leède e Bögn di Riva di Solto, allora di grande apprezzamento per il taglio di lastre da intarsio marmoreo, materiale fondamentale nel momento cruciale dell’evoluzione del passaggio tra l’altaristica lignea e quella lapidea. 
Giulio Selva q.m Francesco, di professione tagliapietre (o maestro lapicida), sposa il 26 giugno 1679 Maria di Bernardino Polini di Riva di Solto fissandovi residenza. Per soddisfare le svariate committenze apre una bottega o laboratorio avvalendosi del lavoro, per lo più, di maestranze provenienti dalla valle d’Intelvi e dal luganese. [...]
Numerose furono le maestranze di architetti, muratori, scalpellini, stuccatori e pittori che si avvicendarono a Riva di Solto nelle botteghe dei Selva, da cui uscirono opere pregevoli d’altaristica, per lo più in marmo nero (a volte anche bianco) intarsiato con marmi policromi, per le chiese del Sebino, della Valle Camonica e altrove. Questi altari sono riconoscibili fino alla fine del ’700 da intarsi per lo più geometrici su marmo nero, e successivamente da variegata e squisita tipologia di intarsi a girali, a fiorami, geometrici, arricchiti di qualche uccellino, petali di fiori, madreperle. Alcuni recano incisa la data di esecuzione. Le loro opere sono per lo più prive di firma, per cui l’attribuzione dipende dal rinvenimento di contratti e testamenti rogati da notai o di scritture private conservate negli archivi delle chiese o delle confraternite committenti. ...

Dal lago di Como a quello di Iseo, portandosi come bagaglio il mestiere di tagliapietre. È l’emigrazione iniziata a fine Seicento dai lapicidi della Val d’Intelvi, ovvero delle maestranze originarie dei paesi montani sopra il Lario e il Ceresio, al confine con la Svizzera, trasferite a Riva di Solto per realizzare gli altari in marmo delle chiese della zona. Ma perché proprio sulla sponda occidentale del Sebino? «Perche qui c’erano le cave di marmo nero che si avvicinava per coloritura e uniformità cromatica al ricercatissimo “Nero di Paragone”, il marmo di riferimento per l’altaristica utilizzato come fondo per l’intarsio lapideo», spiega il professor Valentino Volta, che per anni ha insegnato Storia dell’architettura alla facoltà di ingegneria di Brescia. «Poi Riva di Solto era equidistante da due centri di produzione altaristica lapidea - continua Volta -: la Rovetta dei celebri Fantoni in Valseriana e la bresciana Rezzato, che aveva cave di marmo. Un altro elemento da tener presente riguarda la posizione centrale tra la Valcamonica, le valli bergamasche e la Franciacorta, tutte aree in pieno sviluppo per il rinnovo degli arredi delle chiese in seguito alla Controriforma». La famiglia di lapicidi originari della Val d’Intelvi che si ferma a Riva di Solto è quella dei Silva, poi attualizzato in Selva, come racconta l’avvocato Bortolo Pasinelli di Fornovo nel volume, appena pubblicato, «Riva di Solto. Zorzino e Gargarino».
«Le cave di marmo nero erano in località Leède e Bögn - scrive Pasinelli -. I Selva erano originaria di Veglio, frazione di Cerano Valdintelvi. Il primo ad arrivare è stato Giulio, che il 26 giugno 1679 sposa Maria Polini, originaria di Riva di Solto, e sposta la sua residenza aprendo una bottega in paese». Pasinelli è riuscito a risalire alla genealogia della famiglia Selva trasferita in Bergamasca e alle opere da loro realizzate consultando gli archivi parrocchiali e gli atti notarili dell’Archivio di Stato di Bergamo. Un lavoro certosino che, unito alle importanti ricerche sul carteggio dei Fantoni portate avanti dal professor Volta, ha portato alla luce una realtà sconosciuta documentando la nascita di queste botteghe di lapicidi comaschi sorte a Riva di Solto tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento. «La bottega più importante era quella di Giulio Selva, che nel 1681 è stato raggiunto dal fratello Giacomo - racconta Pasinelli -. La caratteristica di questi artisti era di utilizzare maestranze edili di compaesani e parenti. Tagliapietre, scultori, scalpellini, stuccatori, pittori e muratori arrivavano dal lago di Como e di Lugano». C’è anche un anno di svolta artistica, come ha scoperto Volta: «La loro tecnica lavorativa si perfeziona attorno al 1690, dopo aver visto i capolavori realizzati per l’altare della chiesa dell’Abbazia di San Paolo d’Argon dai maestri bresciani Antonio e Domenico Corbarelli, fratelli originari di Firenze specializzati nella “pittura di pietra”.
Prima i Silva realizzavano solo composizioni geometriche semplici, ma grazie alla loro grande abilità e all’attenzione per le novità, dopo aver visto i fratelli Corbarelli al lavoro hanno iniziato a sfornare veri e propri capolavori con disegni più raffinati e stilizzati». I Selva collaborarono anche con i celebri Fantoni di Rovetta. «I ricami e i fiorami realizzati in pietra tagliata col filo e poi inseriti nel marmo erano un’attività complessa - continua Pasinelli -. I Fantoni progettavano l’opera, ma la realizzazione veniva fatta dai Selva». Aggiunge Volta: «La collaborazione di queste botteghe con i Fantoni è stata lunga, anche se subordinata. Dai documenti del tempo (un esempio per tutti il testamento con cui il 2 ottobre 1721 Giuseppe Antonio Foresti di Riva di Solto disponeva un lascito di 300 lire all’oratorio del SS. Crocifisso di Solto per «far coprir di cristalli di Venezia le statue di quell’altare...»), risulta che fino al 1740 i Selva lavorassero come subappaltatori dei Fantoni, poi con la morte di Andrea Fantoni - il caposcuola della famiglia di artisti -, hanno iniziato ad avere commissioni in proprio”. Per rendersi conto del lavoro altamente specializzato di questi lapicidi basta ammirare gli altari della maggior parte delle chiese della zona: da Riva di Solto alla Valle Camonica, da Foresto Sparso a Tavernola. A predominare il marmo nero, impreziosito da intagli e decori dai colori più disparati grazie all’utilizzo di marmi e pietre differenti: dal bianco di Carrara al rosso di Verona, passando per lapislazzulo, malachite e alabastro.
Dove trovare i Selva da Riva:  
Riva Parrocchiale
Riva San Rocco
Gargarino SS Ippolito Cassiano
Solto Oratorio del Crocefisso
Zorzino Santa Croce
Tavernola Bergamasca - San Pietro
Vigolo Santa Maria Assunta
Foresto : San Marco
Esmate : San Gaudenzio
Costa Volpino : Santo Stefano
Marone : Santa Maria della Rota
Toline: San Gregorio
Vilminore : Nuova Pieve
Marone : San Martino

sabato 11 marzo 2017

#InLombardia, una destinazione da Collezionare!

#ILPASSAPORTO PUNTI DI RITIRO 
IAT Iseo – Lungolago Marconi, 2/c – 25049 Iseo (BS)
IAT Alto Sebino – Piazza 13 Martiri, 37 – 24065 Lovere (BG) 
IAT Basso Sebino – Via Tresanda, 1 – 24067 Sarnico (BG)
IAT Brescia – Piazza del Foro, 9 – 25100 Brescia 
Garda Musei e Il Vittoriale – Via del Vittoriale, 12 – 25083 Gardone Riviera (BS) 
Infopoint Brescia Centro – Via Trieste 1, Brescia 
Infopoint Brescia Stazione FS – Via Vincenzo Foppa, Brescia        Cos’è #ilPassaporto #inLombardia?
Un unico documento nel quale raccogliere e collezionare le proprie visite nella regione Lombardia da collezionare con #ilPassaporto dedicato alle sue più importanti destinazioni turistiche. Luoghi noti, ma anche chicche da esplorare e conoscere, per diventare un vero esperto della Lombardia!  
#ilPassaporto, unico e numerato, ti permette di creare un racconto personale dei tuoi viaggi #inLombardia. E’ semplice: visita una località compresa nel Passaporto (sono davvero tante!) o partecipa ad uno degli eventi speciali. Una volta lì, fai timbrare #ilPassaporto nella pagina dedicata a quella destinazione.       Come richiederlo? on line quì , presso i punti indicati o scrivi a passaporto@in-lombardia.it per maggiori informazioni. 
E’ facile e veloce!
Quando avrai completato il passaporto, potrai richiedere l’attestato #inLombardia!

venerdì 10 marzo 2017

TAVERNOLA BERGAMASCA Portò il kiwi in Italia e la sequoia sul Sebino



Luigi Fenaroli (1899-1980) fu «insigne botanico bergamasco di fama mondiale, antesignano e cultore degli studi fitogeografici e floristici, nonché protagonista eminente del rilancio postbellico dell’agricoltura e della selvicoltura italiana attraverso il saggio impiego della genetica vegetale».
Dal 1928 al 1932 resse la sezione di Iseo della cattedra ambulante di agricoltura.La sua specializzazione di genetista lo portò in Egitto nel 1956 per risolvere i problemi di miglioramento del mais; nel frattempo si occupò anche del miglioramento della patata e nel 1964 fu chiamato per consulenze in questo settore dal governo canadese. Diresse a Bergamo anche l'osservatorio meteorologico dell'Istituto centrale di meteorologia ed ecologia agraria e pubblicò periodicamente, in collaborazione con V. Nozzolini, i dati rilevati. Pur rimanendo a Bergamo dal 1968 al giugno 1974, quando fu collocato a riposo per limiti di età, assunse la direzione dell'istituto sperimentale per l'assestamento forestale e per l'apicoltura di Trento.



Importò e mise a dimora, presso il Corno di Predore, nel lago alcuni esemplari di cipresso delle paludi o cipresso calvo (Taxodium distichum).
L’arboreto, di Villa Elena ubicata all’ingresso del centro abitato, fu ideato dal padre di Luigi, Giovan Battista, bancario appassionato di piante di montagna e di giardini rocciosi. Ma fu Luigi ad arricchirlo di essenze rare: impiantò il bambù, l’albero della canfora, la sequoia gigante, la quercia del sughero, il ginkgo biloba, una ricca varietà di felci che caratterizzano il sottobosco e altre pregiate essenze.
In un suggestivo angolo dell’arboreto c’è la pianta madre del kiwi, l’Actinidia, che Fenaroli riuscì ad acclimatare nel 1960 quando era direttore della Stazione sperimentale di Stezzano.
Sperimentò infatti la coltivazione del kiwi, che poi si diffuse in tutta Italia, in collaborazione con il giardino botanico della Sorbona di Parigi, importando una decina di piantine dalla Nuova Zelanda. Ricorda Pietro Bettoni, segretario della Fondazione Buonomo Cacciamatta, di cui Fenaroli fu presidente dal 1946 al 1976: «Si deve a lui il riordino del patrimonio immobiliare dell’ente, con l’acquisto anche della proprietà di Fontanella dove, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, ebbe inizio con successo la coltivazione del kiwi. Io stesso mi recai dal fittavolo al quale consegnai uno schema del professore con indicato dove dovevano essere messe a dimora le piantine di Actinidia». I suoi studi di genetica vegetale condotti negli Stati Uniti e applicati in Italia tramite la Stazione sperimentale di maiscoltura di Bergamo che diresse dal 1946 al 1968, furono di fondamentale importanza per l’introduzione di mais ibridi in Italia favorendo così lo sviluppo e la produzione dell’agricoltura italiana.

SARNICO Riva Yacht - Historical video - 1965






Fantastico!

lunedì 6 marzo 2017

PARATICO realizzazione di una nuova passeggiata sul lago in località le chiatte









Il progetto prende avvio dalla necessità di realizzare un percorso pedonale in grado di collegare il parco “Le Chiatte” con la prosecuzione della passeggiata a lago più a ovest, verso il paese di Clusane. Attualmente il percorso è interrotto dalla presenza di un tratto di costa di proprietà privata che costringe i fruitori ad aggirare l’insediamento residenziale passando per la strada provinciale. L’intenzione è di unire i due tratti per dare continuità alla passeggiata e determinare un unico ambito collegato con punti di sosta, mettendo in relazione l’uomo con l’acqua.

La scelta concettuale è quella di proporre un intervento che non vuole essere solo la soluzione alla necessità di collegare i due punti interrotti delle passeggiate, ma si propone esso stesso come meta, come un luogo in cui stare, dove la percezione dei suoni e dei rumori offre la possibilità di estraniarsi dall’intorno e dove il raggiungimento della sponda è rimandato nello spazio e nel tempo. L’intervento genera un percorso sospeso diverso da quelli esistenti che fa da trait d’union non solo fisica, ma anche concettuale. La nuova architettura si inserisce nel paesaggio in modo tale che il visitatore possa avere una percezione del luogo diretta e coinvolgente. In questo modo il percorso consente di vivere, occupare e “abitare” il paesaggio in maniera poetica. Questo presupposto ha portato a rifiutare soluzioni standardizzate, a evitare un percorso lineare proponendo invece un tracciato segmentato, con cambi di direzione non logici alla funzione di collegamento accrescendo l’effetto emotivo suscitato dalla natura. Il nuovo percorso sull’acqua è caratterizzato dal disegno geometrico delle sue forme, con repentini cambi di rotta disegnati per creare nuovi punti di vista e orizzonti sempre diversi. Durante il percorso si è costretti a cambiare direzione e quindi si è portati a spostare continuamente lo sguardo e percepire il paesaggio, la luce e le vibrazioni dell’acqua in maniera sempre nuova. Le parti che danno forma al percorso pedonale sono sollevate dall’acqua per non intaccare lo scenario ambientale nel quale si trovano. La nuova architettura è come una palafitta sospesa che si snoda e serpeggia nel paesaggio instaurando con esso un rapporto di reciproco scambio. Natura e architettura si accostano, si avvicinano, dialogano ma non si fondono. I materiali utilizzati enfatizzano queste caratteristiche creando una serie di relazioni forti che esaltano l’unicità del sito.

venerdì 3 marzo 2017

Aperte le iscrizioni al Franciacorta Historic 2017 - 10° ed.


Si sono aperte le iscrizioni alla 10ª edizione del Franciacorta Historic di sabato 8 aprile A partire da questa edizione, per uniformarsi alla regolamentazione del Criterium Bresciano Regolarità, la gara sarà riservata alle vetture costruite fino al 1971 oltre a una selezione di modelli di interesse storico e collezionistico prodotti entro il 1976. Il percorso di gara, come sempre rinnovato, impegnerà i concorrenti attraverso le più belle zone della Franciacorta lungo un affascinante tracciato di circa 130 km con oltre 50 prove cronometrate in linea (non ripetute) con partenza e arrivo al Ristorante La Colombera di Castrezzato e il pranzo di gara al Ristorante L'Approdo sul suggestivo lungolago di Paratico. Le iscrizioni vanno perfezionate online e inoltrate al Comitato Organizzatore tramite e-mail o fax, unite alla tassa di iscrizione di € 350 - invariata rispetto alla scorsa edizione - e comprensiva dell'ospitalità per l'intera giornata di sabato. www.franciacortahistoric.it

la "Rubber valley" del Sebino: C’era una volta l’ingegner Colombo, che nei primi anni del ‘900 fondò a Sarnico, sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo, la “Manifattura Italiana Colombo & C. Guarnizioni per Macchine”....

Il distretto è composto da più di 300 aziende, molte piccolissime, ed ha avuto origine all’inizio del ‘900 sul lago d’Iseo, precisamente a Sarnico. Cresciuto rapidamente dopo il secondo dopoguerra grazie al boom del settore auto e degli elettrodomestici e grazie all’export. Conta 200 aziende, dà lavoro a oltre 4.500 persone e fattura 2,5 miliardi, con un export di 430 milioni. E vanta numerose eccellenze riconosciute a livello internazionale 




C’era una volta l’ingegner Colombo, che nei primi anni del ‘900 fondò a Sarnico, sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo, la “Manifattura Italiana Colombo & C. Guarnizioni per Macchine”. L’intuizione dell’ingegnere fu quella di abbinare alla costruzione di sistemi meccanici la produzione di guarnizioni in amianto; senza sapere che questa iniziativa avrebbe dato origine, per gemmazione, alle 200 imprese attive oggi sul territorio bergamasco. La cosiddetta “Rubber valley” del Sebino (questo il nome con cui è conosciuto il lago d’Iseo) comprende infatti circa una decina di comuni della provincia di Bergamo e uno della provincia di Brescia, Paratico, che ne fanno il maggior produttore e fornitore nazionale ed europeo delle guarnizioni in gomma.La gomma che dà il pane
Secondo l’ultimo rapporto di Intesa Sanpaolo su economia e finanza dei distretti industriali, quello della gomma e della plastica è il distretto che fa registrare le migliori performance e la maggiore crescita nel nostro Paese. Giusto per dare qualche numero, parliamo di una produzione che copre l’intera filiera, dà lavoro a 4500 persone e fattura in aggregato circa 2,5 miliardi di euro, con un export che vale più di 430 milioni.

Dall’edilizia all’industria alimentare
A partire dalle produzioni di guarnizioni in amianto, ferro e rame per il settore automobilistico, della rubinetteria e degli elettrodomestici realizzate negli anni Cinquanta dalle aziende storiche del distretto, passando per l’evoluzione nella lavorazione della gomma, il distretto si è specializzato nella produzione di guarnizioni, prodotti in gomma e innovativi materiali polimerici ed elastomerici. E nonostante la crisi attraversata da tutta l’industria italiana negli ultimi anni, si conferma il maggiore produttore e fornitore nazionale ed europeo delle guarnizioni in gomma destinate a edilizia, auto, agricoltura, rubinetteria, elettrodomestici, aerodinamica e industria alimentare.Tecnologie avanzate e produzione on demand
Ma quali sono le aziende principali di questo distretto? Molte sono imprese conosciute a livello mondiale, realtà di primo piano che puntano da sempre su innovazione e tecnologie all’avanguardia. Un esempio è la Argomm di Villongo, diventata una multinazionale “tascabile” con stabilimenti all’estero: 51 milioni di euro di ricavi, profitti netti per 6 milioni e un’acquisizione da 4 milioni di euro in Tailandia che, nel 2013, ha garantito la verticalizzazione dei processi e l’ampliamento della gamma di prodotto. Oppure la Lanzagomma, nata negli anni 70, ma in continua evoluzione: durante la crisi, ad esempio, ha ampliato il suo mercato curando la produzione in conto terzi di materiale plastico. Una scelta vincente, visto che questa lavorazione, oggi, vale il 60-70% del suo fatturato.
Ma c’è anche la Duci di Chiuduno, una delle più affermate aziende a livello europeo specializzata nella produzione di O-rings (anelli utilizzati come guarnizioni) e particolari tecnici in gomma, oppure la Ar-tex, fondata nel 1970 a Viadanica, paese con meno di mille anime a Nord di Sarnico, e oggi leader mondiale nella produzione di guarnizioni in gomma per motori d’auto: 40 milioni di fatturato annuo, 200 dipendenti e unità produttive in Spagna, Usa, Messico e Cina. Con una produzione da più di 200 milioni di pezzi al mese, le guarnizioni in gomma di Ar-Tex non sono contenute in un catalogo, ma sono prodotte su richiesta dei clienti, molti dei quali sono fornitori di primo livello della componentistica, che a loro volta vendono a giganti dell’auto come Ferrari, Porsche, Renault e Volkswagen.
fonte www.borsaitaliana.it

venerdì 3 febbraio 2017

PADERNO FRANCIACORTA 6 febbraio 2017 ’Internet nuovo mondo: orchestriamolo insieme’

quarto appuntamento del progetto
‘’Internet nuovo mondo: orchestriamolo insieme’’ che si svolgerà
Lunedì 6 Febbraio alle 20.45 presso la Sala civica di Paderno Franciacorta, in via Mazzini.
Fare rete per entrare in rete! Insieme allo scrittore ed esperto di cyberbullismo Domenico Geracitano, all’Orchestra delle Bollicine di Franciacorta, diretta dal Maestro Luigi Andreoli, e a In/trigo di Venere, le famiglie, i ragazzi e chiunque fosse interessato ad approfondire la tematica relativa ai pericoli della rete e alle opportunità che essa offre, con un focus particolare sull’adolescenza, sono invitate a partecipare numerose.
Sarà proposto al pubblico un incontro tra musica e parole nel quale saranno resi noti i dati emersi dai questionari consegnati agli studenti delle classi aderenti all’iniziativa dell’Istituto Comprensivo di Passirano.
Alcune risposte, rimaste anonime, hanno ispirato la creazione del brano ‘’#buio’’ che sarà suonato per la prima volta, proprio in occasione dell’incontro, dall’Orchestra delle Bollicine di Franciacorta.
Sarà un importante momento di informazione e riflessione, l’ingresso sarà libero e gratuito.

sabato 7 gennaio 2017

Il Sebino come il Garda non è un lago per vecchi ?

Il Sebino come il Garda è meta di vacanze adatte solo a famiglie ed anziani ? Questa è la convinzione diffusa che il Consorzio Garda Lombardia intende sfatare.
Un recente articolo del Giornale di Brescia annuncia il lancio per il nuovo anno, da parte del Consorzio della programmazione di una serie di interventi promozionali specifici rivolti agli under 18. 
Anche il turista che trascorre le vacanze sul Sebino è di età media, viaggia soprattutto in coppia o in famiglia, sceglie il lago per trovare un po’ di relax, per beneficiare del clima mite, per godere della natura e dell’ambiente.
I dati dicono che sul Garda c’è maggiore concentrazione di turisti della fascia 0-14 anni e di turisti della fascia 25-44 anni, dovuto all’elevata concentrazione di famiglie, a scapito di una minor concentrazione di turisti della fascia 15-25 anni. Che è proprio quella alla quale il Consorzio Garda Lombardia strizzerà l’occhio grazie ad una serie di interventi mirati.
Il 2017 sarà l'anno del lancio di educational tour di giovani e giovanissimi; a studenti universitari, gruppi di boys scout tedeschi, membri di associazioni verrà mostrato cosa offre il territorio, soprattutto nell’outdoor, dalla bike al trekking fino al surf e alla vela.
Anche per il Sebino, questa è il suggerimento che scaturisce , potrebbe essere una nuova frontiera, un target di turismo giovanile da conquistare per "svecchiare" l'immagine del lago rivolgendosi soprattutto ai teenager che pianificano la prima vacanza da soli. 
Qualche idea? Il Consorzio Garda Lombardia ha ospitato per due estati le riprese di «Die Jungs-WG in Italien», reality popolarissimo tra i teenager tedeschi con cinque ragazzi tra i 13 e i 15 anni, alle prese con l’esperienza elettrizzante della prima vacanza senza i genitori

giovedì 29 dicembre 2016

Ea(s)t Lombardy , anche in Franciacorta per un progetto per valorizzare le tipicità enogastronomiche locali

Ea(s)t Lombardy

I numeri raccontano la ricchezza del patrimonio enogastronomico offerto dalla Lombardia Orientale - Ea(s)t Lombardy - che riunisce i territori di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova: 22 ristoranti stellati (di cui due 3 stelle), 10 tra i migliori ristoranti nella guida Gambero Rosso, 22 ristoranti Identità Golose.




E poi, la Franciacorta, che è solo il nome più conosciuto di un panorama enologico davvero di rilievo con 2 vini DOCG, 13 vini DOC e 10 vini IGT; e si possono citare anche le acque minerali, come la S. Pellegrino. Inoltre: 16 prodotti DOP, 9 IGP, 11 Presìdi Slow Food, e tanti prodotti artigianali di qualità, valorizzati anche attraverso l’importante presenza delle 8 Strade dei Vini e dei Sapori, che offrono percorsi del gusto e permettono la riscoperta di prodotti di nicchia.
Ancora: 753 agriturismi e 115 fattorie didattiche permettono di presentare a pieno titolo un territorio enogastronomicamente rilevante a livello europeo. 
Per quanto riguarda l’innovazione e la ricerca della qualità nella produzione, secondo i dati del censimento sull'agricoltura condotto dall'ISTAT nel 2010 sono 2.031 le aziende con coltivazioni DOP e/o IGP (6,3% del totale) e 3.884 quelle con allevamenti DOP e/o IGP (29,8% del totale).
Con questi numeri la Lombardia Orientale si posiziona ai vertici delle classifiche relative all’enogastronomia.
Completano l’offerta turistica oltre 143 mila posti letto, una fitta rete di trasporti, due grandi aeroporti, l’alta velocità ferroviaria, una forte presenza di strutture ricettive complementari quali campeggi e B&B.

Offerta turistica

La Lombardia Orientale - Ea(s)t Lombardy - valorizza il patrimonio enogastronomico arricchendo in modo innovativo l’offerta turistica con l'integrazione delle filiere e di 3 target tematici:
  • Turista enogastronomico: un target prettamente attento al food&wine, quindi con un’offerta dedicata ai principali profili. I gourmet, appassionati e raffinati; i foodies, attivi sperimentatori; gli enogastroculturali, attenti alla dimensione culturale del cibo; i lifestyle enogastronomici (color che vogliono unire buon cibo e locale trendy; quelli attenti alla cucina sana, ma anche responsabile; chi ha bisogni speciali); in ultimo, i turisti enologici.
  • Turista culturale e leisure in generale: potrà scoprire le città d’arte, il ricco patrimonio artistico e i numerosi siti UNESCO, i paesaggi collinari del Garda, in connubio con una offerta culinaria di tutto rilievo. Se il cibo è principalmente espressione della cultura del luogo, delle tacite conoscenze e d’importanti tradizioni, nel 2017 in Lombardia scopriremo inediti abbinamenti, per poter godere e fruire in modi innovativi e piacevoli l’associazione tra cibo e musica, cibo e arte, cibo e luoghi di profondo interesse storico- artistico, cibo e mood dedicato, come durante una navigazione fluviale.
  • Turista sportivo- attivo: legato alla montagna, alla tradizione alpina, al cicloturismo e agli sport di acqua dolce nei laghi o negli importanti fiumi. Potrà godere nel 2017 di insoliti break fra salute e gusto.
Vi saranno percorsi enogastronomici inediti firmati da grandi cuochi, grazie alle perle della cucina che sono presenti nella Lombardia Orientale: paste ripiene, vini, olii, formaggi, prodotti ortofrutticoli sono solo alcuni dei protagonisti degli itinerari del gusto, dell’arte, del sapore, della riscoperta, delle tradizioni.  
Numerosi saranno anche gli appuntamenti legati al cibo e al vino, distribuiti durante il corso dell’anno: dalle piccole sagre alle grandi manifestazione internazionali, come il Festival del Franciacorta, Pianeta Gourmarte o la Festa del Torrone, incluso un grande evento di apertura e di chiusura del 2017. Offriranno opportunità ludiche e di degustazione dei numerosi prodotti tipici locali.
L’enogastronomia e la food experience rappresentano il centro focale d’azione, per sviluppare un’offerta più accattivante, creativa e targetizzata, sempre con un occhio di riguardo alla sostenibilità e al rispetto del territorio.
Il 2016, che vede Mantova Capitale Italiana della Cultura, è un importante momento di lancio per un 2017 dedicato al cibo e al saper fare cibo. Senza dimenticare il Monteverdi Festival, che il prossimo anno celebra i 450 anni della nascita del compositore cremonese, o il conosciutissimo Festival della Letteratura di Mantova.
Oggi sono 11,5 milioni le presenze nella Lombardia Orientale, di cui il 62% stranieri, con una permanenza media di 3,1 giorni. La sfida raccolta dai territori è quella, unendosi, di ampliare la propria attrattività con una strategia che punta a creare un’offerta che sia:
  • maggiormente targetizzata,
  • più vicina alle esigenze del visitatore,
  • più esperienziale ed emozionale, in grado di toccare il cuore, e la mente dell’ospite, prendendolo per la gola,
  • più sostenibile ed eticamente accettabile,
  • più innovativa e più attrattiva con numerosi prodotti.

Filiera corta e rete d'impresa

Ma essere Regione Europea della Gastronomia non è solo questo, bensì anche una strategia basata sulla collaborazione, per favorire lo sviluppo locale socio-economico, attraverso un approccio di rete a filiera corta, che includa in una rete d’impresa i numerosi attori locali, affinché si promuovano attraverso azioni congiunte: attività di sensibilizzazione per la cittadinanza, progetti ad hoc per le scuole, convegni, presentazioni pubbliche e workshop con l’obiettivo di informare e sensibilizzare alla sostenibilità, alla cultura del cibo, alla qualità, alla riscoperta delle tradizioni e all’innovazione. Nella certezza che la cultura passa anche da ciò che mangiamo.

E’ in corso un ampio processo di coinvolgimento degli operatori del territorio attraverso la raccolta di lettere di supporto e la mappatura di manifestazioni di interesse, perché coinvolti siano proprio gli stakeholder, i primissimi mediatori delle eccellenze del territorio. Con questi, dunque, è stato intrapreso un rapporto di confronto diretto, attraverso tavoli di lavoro tematici che si svolgono periodicamente sui territori di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.Il progetto

Il progetto Lombardia Orientale 2017 Ea(s)t Lombardy – Regione Europea della Gastronomia nasce a seguito della decisione di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova di unirsi e promuoversi come unica grande destinazione turistica, puntando sul connubio tra patrimonio artistico-naturalistico e grande tradizione enogastronomica.
Vanta la collaborazione di 10 partner istituzionali, oltre a più di 70 stakeholder locali: Regione Lombardia, Università degli studi di Bergamo (in qualità di coordinatore scientifico), i Comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova e le rispettive Camere di Commercio.
Le 4 province lombarde hanno ottenuto l’importante riconoscimento nel luglio 2015, sottoscrivendo un importante Protocollo d’Intesa e iniziando così il percorso che ha visto e vede impegnati i partner e gli stakeholder locali nello sviluppo di azioni che favoriscano la valorizzazione e promozione delle culture alimentari tipiche del territorio, l’integrazione di queste nel palinsesto turistico e che promuovano la diffusione di pratiche di sviluppo e di consumo sostenibile, rispettoso dei singoli territori e delle proprie identità, al fine di celebrare un 2017 ricco di eventi ed iniziative.

Obiettivi

Il riconoscimento ottenuto dalla Lombardia Orientale - Ea(s)t Lombardy - diventa in primo luogo l'occasione per valorizzare il sapere e la cultura del luogo rispondendo alla richiesta dei turisti alla ricerca di prodotti di qualità e di esperienze autentiche. L’obiettivo è incrementare la percezione positiva della destinazione, destagionalizzare le presenze, diversificare le economie rurali generando così impatti positivi sull’economia, sull’occupazione e sul patrimonio locale. In secondo luogo, si vuole stimolare una maggiore integrazione sostenibile delle risorse nelle province coinvolte, tramite l’attuazione di mirate campagne d’informazione e sensibilizzazione al consumo consapevole e alla produzione sostenibile del cibo, accanto alle quali è necessario attivare dei sistemi di distribuzione e promozione che favoriscano i piccoli produttori, affinché possano aprirsi sul mercato preservando la propria tipicità.

Territorio di eccellenza

Parliamo di un territorio di eccellenza, che costituisce metà della superficie regionale, includendo 1/3 della popolazione lombarda, oltre che località di grande attrattiva turistica: dal lago di Garda, ai luoghi d’arte e siti UNESCO e alle rinomate destinazioni montane.
Ogni anno, circa 11,5 milioni di persone visitano questi luoghi, che contano 3.400 strutture ricettive e quasi 23.000 persone impiegate nei comparti della ricettività e ristorazione. L’eccellenza è anche enogastronomica: 25 prodotti DOP e IGP, 126 PAT, 25 tra vini DOCG, DOC e IGT e 22 ristoranti stellati menzionati dalla Guida Michelin 2016.

PROVAGLIO D'ISEO 10 gennaio 2017 "Speak n Drink" si chiacchiera in inglese alla Stazione ferroviaria



10 gennaio 2017 ore 20.30 al VIANDANTE Stazione ferroviaria Provaglio d'Iseo 
ARE YOU HUNGRY FOR ENGLISH?

THIS IS YOUR TIME!

Incontro libero e gratuito,aperto a tutti coloro che volessero iniziare a comunicare in lingua inglese, oppure solamente fare esercizio e perfezionarsi..!
La filosofia seguita è lo "Speak n Drink",
ovvero ci si conosce e si inizia a conversare in lingua Inglese davanti a una tazza di the, o una birra...
IL VIANDANTE-FRANCIACORTA
Per info 340.8214996
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ISEO 1975 dal lido Sassabanek parte il Trofeo Raffaele Garinei, Eddy Merckx fra i protagonisti

Nel passato il periodo natalizio, soprattutto il giorno di Santo Stefano, era caratterizzato da importanti gare di ciclocross e pure da riunioni pugilistiche di rilievo. Parliamo di qualche decennio fa quando la corsa italiana fra prati e rive del giorno dopo Natale era proposta anche in diretta televisiva dalla Rai. Nel 1975, il 26 dicembre, il Trofeo Raffaele Garinei, allora una “classicissima” del settore intitolata a un giornalista della Gazzetta dello Sport della redazione romana, fratello di Pietro Garinei, della premiata, famosissima, ditta d’autori di spettacoli “Garinei & Giovannini”) vide schierarsi alla partenza al lido Sassabanek di Iseo, sulle sponde dell’omonimo lago, addirittura Eddy Merckx. E ci sembra sia stata l’unica esperienza del “Cannibale” in Italia nella specialità, trascinato, coinvolto dal suo amicone Roger De Vlaeminck e dalla Brooklyn, lo sponsor della gara, con la riproduzione dello spettacolare ponte di Brooklyn, ostacolo artificiale, il logo della famosa “gomma del ponte” della Perfetti. Il “Gitano di Eeklo” era nello squadrone di Lainate diretto da Franco Cribiori. Era un proteiforme campione in ogni settore, fratello del compianto grande specialista del cross, più volte iridato nella specialità, Eric. Iseo aveva già ospitato, per due anni, arrivo nel 1973 e partenza nel 1974, due tappe del Giro d’Italia grazie all’impegno di Tino Bino e del dott. Tino Balestra. Il Trofeo Garinei era nel novero delle manifestazioni della Gazzetta dello Sport-Organizzazioni ed era uno degli appuntamenti di prestigio internazionale prima di conoscere un lento, costante, declino fino a scomparire.


Grazie al richiamo dei nomi in campo, e molti erano gli specialisti della strada, alla splendida giornata, alla passione per le due ruote, una gran folla era accorsa al Lido Sassabanek per la spettacolare gara che, ovviamente, ha visto il trionfo di Roger De Vlaeminck sui migliori nomi dei nostri specialisti dell’epoca. Naturalmente c’è stata l’abituale fuga in partenza, in diretta, a tutta, a beneficio delle telecamere, di Paolo Guerciotti, un classico dei tempi. Il compianto Miro Panizza – buon crossista pure, due volte tricolore nel ciclocross fra i professionisti (1975-1976) dopo il dominio di Renato Longo - ha, naturalmente, brontolato mentre Eddy Merckx, non abituato alla specialità tanto di presentarsi al via senza casco, già allora obbligatorio per il ciclocross, calzandone uno prestatogli al momento, si mosse con grande circospezione ma fu sempre incitato e applaudito comunque dal foltissimo pubblico. E il suo nome comparve in posizioni assolutamente insolite per lui, in fondo, molto in fondo.

Tutto però finì in festa con il grande Eddy disponibilissimo con il pubblico che rispose a tono agli amichevoli sfottò sulle sue attitudini di ciclocrossista del suo amico fiammingo Roger. Poi entrambi ripresero l’aereo privato che li aveva condotti in Italia, al sole natalizio del lago d’iseo, per fare ritorno in Belgio.


fonte : www.tuttobiciweb.it

mercoledì 21 dicembre 2016

Iseo: la mappa del tesoro, passeggiando per i vicoli


 Scoprire una Iseo diversa, i suoi segreti, le leggende, curiosando tra vicoli, chiese, palazzi, conventi, tra giardini, dentro le mura e gli angoli nascosti e suggestivi…  valorizzare la conoscenza delle attrattive turistico-culturali del centro e dei personaggi storici di Iseo.

Un turismo lento, passeggiando a piedi fra vicoli e piazze del centro storico.
Una Iseo più intima, lontana dal lungolago e dai percorsi più conosciuti:

- El Dom, Palazzo Martinengo, Le case torri
- Il chiostro, il carro del sole, gli Amadeiti
- La Pieve romanica, la danza macabra
- Una processione medievale, il campanile
- Una città da vivere, i segni del tempo
- Il sottoportego ed il caravanserraglio
- L’Arsenale, la Quadra, i cassettoni
- Le calli, la cappella del feudatario
- Lex frumentarie ed il Risorgimento
- Nel palazzo del ‘700, i porti, il paese ferito
- Venezia ritrovata, la piccola Montmartre
- Le vie scomparse

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Natale in agriturismo: Tradizione, accoglienza familiare, prodotto agricoli di qualità

Costante anche nel 2016 il trend in positivo del settore dell'agriturismo registrato negli ultimi anni, sia per il numero di strutture sia per le presenze (fonte ISTAT ottobre 2016). Le aziende agrituristiche italiane autorizzate nel 2016 sono state 22.238, 494 in più rispetto all'anno precedente (+2,3%).

Le presenze dei clienti negli agriturismi italiani ammonta a 11,3 milioni (+4,9% rispetto al 2014), come emerge dall'indagine Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi. Viene confermata anche nel 2016 la tendenza adiversificare i servizi proponendo pacchetti turistici integrati: 8.162 aziende svolgono contemporaneamente attività di alloggio e ristorazione, 10.440 offrono oltre all'alloggio altre attività agrituristiche e 1.707 svolgono tutte le tipologie di attività agrituristiche autorizzate (alloggio, ristorazione, degustazione, ecc.). L'83,9% delle aziende agrituristiche è situato in aree montane e collinari, il restante 16,1% è localizzato in pianura.
La crescita del numero di agriturismi è più vivace nel Centro del Paese (+5,1%) rispetto al Nord (+1,7%), mentre nel Mezzogiorno si registra un calo (-1,1%). Più di un'azienda agrituristica su tre (36,1%), è a conduzione femminile.


Ma venendo alla Lombardia, secondo una indagine di Agriturist Lombardia, basata sul monitoraggio dei visitatori del proprio portale internet, dal 15 ottobre al 15 dicembre, la domanda di agriturismo per il periodo di Capodanno (30 dicembre 2016 - 2 gennaio 2017), si è presentata in crescita del 12% rispetto all'anno scorso. Questi i numeri delle aziende agrituristiche lombarde che offrono alloggio: circa 12.000 ospiti soprattutto per due o tre notti, e circa 60.000 a tavola per il cenone di San Silvestro.

"Si tratta di un risultato senz'altro positivo - commenta Gianluigi Vimercati, presidente di Agriturist Lombardia - che dimostra come l’accoglienza negli agriturismi, grazie al calore, alla tradizione e alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti, siano la chiave vincente per un’attività in costante crescitaInvitiamo pertanto tutti a trascorrere il Capodanno in agriturismo, per cogliere questi aspetti e per riscoprire il sapore della famiglia e dei sapori di qualità”.

La corsa alla prenotazione dell'agriturismo per Capodanno, secondo i dati rilevati sempre dal portale, è cominciata a metà ottobre, con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno. Fra le richieste registrate, nettamente prevalente la scelta di aziende con ristorante che preparano il tradizionale cenone di San Silvestro, e di soluzioni di ospitalità particolarmente economiche, soprattutto per gruppi che vogliono avere a disposizione un intero casolare e cucinare da sé. E' tuttavia crescente anche la domanda di agriturismi "di charme", più costosi, con accoglienza in edifici storici, e di agriturismi che organizzano escursioni a cavallo.

I prezzi non hanno subito significative variazioni rispetto allo scorso anno: tre notti con servizio di mezza pensione, incluso cenone, vanno generalmente dai 210 ai 360 euro a persona. Il solo alloggio con prima colazione varia, in media, dai 50 ai 70 euro a persona per notte. Condizioni più favorevoli per gli appartamenti autonomi di grandi dimensioni, ideali per accogliere gruppi di 8-12 persone.

Punto di forza dell'agriturismo per Capodanno è stata indubbiamente l'offerta enogastronomica, caratterizzata da una straordinaria varietà di ricette locali, e addirittura familiari, spesso inedite, preparate con abbondante impiego di prodotti propri o tipici della zona.

Questo esempio di festività ci deve far riflettere sulle potenzialità dell’agriturismo, soprattutto nella nostra Regione – conclude Gianluigi Vimercati, Presidente di Agriturist Lombardia - Abbiamo la fortuna di avere città d’arte, musei, amministrazioni che organizzano eventi di ogni genere, occorre sfruttare questa opportunità per promuovere l’ospitalità nelle nostre aziende, puntando su quello che più interessa al cliente”.

martedì 20 dicembre 2016

ISEO Free Parking dal 20 al 26 dicembre e dal 5 al 12 gennaio 2017

Dal 20 al 26 dicembre 2016, in occasione dello shopping natalizio e dal 5 al 12 gennaio 2017, in occasione dei saldi invernali, i parcheggi di Iseo saranno totalmente gratuiti per tutta la giornata.