venerdì 16 gennaio 2015

Gianbattista Bresciani expose à l’Orangerie de Cachan

L’artiste italien Gianbattista Bresciani expose ses œuvres (inspirées par l’eau) à l’Orangerie jusqu’au 8 février. Né à Bergame en 1949, il s’est installé en France en 1973.
Rêvant de Paris, il a quitté les rives du lac Iseo, en Italie.
 Ses photos, installations et peintures abordent toutes le thème de l’eau.
Se revendiquant de Giorgio Morandi et de Vincent Van Gogh, Gianbattista Bresciani travaille sur des notions qui lui sont propres, comme le « vide-plein » des lacs ou l’architecture dessinées de certaines montagnes. L’Orangerie est ouverte du lundi au samedi de 10h à 12h et de 14h à 18h (nocturne le jeudi jusqu’à 19h). Gratuit.
Du mardi 13 janvier au dimanche 8 févrierL'Orangerie - 15, rue Galliéni
CACHAN
Gianbattista Bresciani expose à l’Orangerie
http://94.citoyens.com/2015/gianbattista-bresciani-expose-a-lorangerie,16-01-2015.html
Cachan è un comune francese di 28.078 abitanti (2006) situato nel dipartimento della Valle della Marna nella regione dell'Île-de-France. Vi ha sede l'École normale supérieure de Cachan (ENS de Cachan), una delle istituzioni francesi di alti studi universitari note con l'appellativo di "Grandes Écoles".

sabato 10 gennaio 2015

MARONE L'Antico Mulino Panigada : testimonianze

Testimonianze di Paolo e Francesco Panigada sulla storia dell'antico mulino a pietra di Marone. Il pane e la polenta, i cibi poveri della tradizione - credits Romina Rinaldi

‎Stefano Cerveni‬ testimonial delle ‎ArancedellaSalute‬ per Airc - “Contro il cancro, io ci sono”


Per ribadire l’importanza di una corretta alimentazione nella prevenzione dei tumori.
Sabato 31 Gennaio torna l’appuntamento con “Le Arance della Salute”, scelte dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Tantissime le piazze e le scuole in cui saranno disponibili le reticelle di arance rosse italiane.
Per sostenere la Ricerca Lo Chef realizzerà un piatto con le Arance della Salute. Stay tuned...

venerdì 9 gennaio 2015

PARATICO: SALVIAMO IL BOSCO DEI TASSODI !!!

Ne avevamo parlato poco tempo fa
Ora è partita online una petizione promossa da una cittadina di Sarnico. Ecco il suo appello nel web per raccogliere firme per la salvezza e preservazione di un'area naturale particolarmente sensibile:
"Buongiorno a tutti, mi chiamo Giorgia Indellicati e sono una cittadina di Sarnico, ho ideato questa petizione per sottoporre alla vostra attenzione una causa che mi sta molto a cuore: salvare il bosco dei tassodi di Paratico. Quest'area è un piccolo paradiso naturale di soli 10mila metri quadrati, incontaminato e selvaggio e la sua particolarità sta nel fatto che da oltre 20 anni, nessun uomo ci ha mai messo piede a causa del difficile accesso. Almeno fino ad ora, infatti da poco l’amministrazione comunale ha deciso di deturpare questo luogo per renderlo accessibile ai turisti. L’idea è quella di trasformarlo in un parco: ruspe in questo momento sono all’opera per costruire passerelle che lo circondino e alberi secolari sono già stati sradicati! L’area circostante inoltre verrà trasformata in zona residenziale. A detta dell’amministrazione comunale tutto ciò servirebbe a proteggere questo luogo e a preservarlo. Ora io mi chiedo: come può tutto ciò non alterare l’ecosistema di questo luogo incantato?!? Davvero si pensa che l’habitat non verrà disturbato dalle vie di accesso al bosco?E che la movimentazione di ruspe e terra non avrà un impatto significativo? Come si può pretendere di dire che la fauna non ne risentirà? E’ una follia!!! Non ha alcun senso! Se si vuole proteggere questo bosco, ricco nella flora e nella fauna e unico nel suo genere, non si deve far altro che lasciarlo com’ è sempre stato! L’uomo non deve entrarci, solo così la sua bellezza resterà intatta! E allora firmate per FERMARE I LAVORI AL BOSCO DEI TASSODI!
Aiutatemi a mobilitare quante più persone possibile. Siamo cittadini, abbiamo diritto di dire la nostra! Attiviamoci!
Il tempo stringe.
Fate girare!" 
Nel link quì sotto potete dare il vostro contributo, se siete d'accordo, firmando:

giovedì 8 gennaio 2015

Percorrere il fiume Oglio dall'Adamello al Po: la Greenway dell'Oglio


Ogni storia ha un inizio, ogni viaggio comincia con una storia.
Se siete prigionieri del tempo non potrete seguirmi, ma se la vostra immaginazione è pronta a partire, venite con me.
Sulle antiche pietre è incisa l'origine di questa terra. Un cervo, un pesce, una casa, un villaggio, un aratro, un cavallo e due ruote per navigare la meraviglia della realtà.
Le vette ancora innevate del gruppo dell'Adamello emergono dalle nuvole come dal mare preistorico del popolo camuno.
Sono sempre le stesse, ma il tempo non si ferma e la ruota delle generazioni percorre nuove strade.
Le sorgenti impetuose scendono a valle e diventano fiumi, come l'acqua anche l'uomo corre, plasma, inventa, cerca altri orizzonti, attraversa le stagioni e i territori. 
Con le mani dà forma a un'idea, lascia i villaggi e sale in montagna sugli alpeggi estivi, gli animali che l'hanno reso stanziale gli donano oggi la libertà di tornare nomade.
Un viaggio nello spazio e nel tempo, ma non servono formule magiche per partecipare alla corsa, basta salire su una bicicletta; è la ciclovia del fiume Oglio, 280 chilometri di pista ciclabile attraverso 2000 anni di storia e di leggende.
Scorre accanto all'acqua, entra nei boschi e nelle montagne, passa sui ponti seguendo le anse del fiume incontra il lago d'Iseo di cui l'Oglio è il maggiore immissario e l'unico emissario.

Silenzio, nella pace della chiesa di Santa Maria della Neve sembra di udire l'acqua sulle mani di Ponzio Pilato.
Osservo i demoni, le sibille e i profeti che Girolamo Romani detto il Romanino  dipinse nel 1534.
Così, nel borgo di Pisogne Gesù muore e risorge mentre gli uomini ai piedi della croce invocano la fortuna che tutti continuano a cercare.
Fuori il paesaggio lacustre, attraversato dai viaggiatori contemporanei, svela immagini antiche.
Un pescatore quattro secoli dopo, gioca con la stessa sorte di quei giocatori di dadi, sapendo che potrà avere tutto o niente, la sua rete è il vanto e la ricchezza della sua terra. 
Il Monte Isola, montagna e isola insieme, si erge maestosa sull'acqua fino 600 metri di altezza, quì da sempre si fabbricano reti da pesca famose in tutto il mondo.
Iseo, il confine tra acqua e terra, è la storia, sul sagrato dell'antica Pieve di Sant'Andrea passò il Barbarossa, forse in una mattinata di sole simile a questa.
Così le ore scandiscono la corsa del tempo, ma le torbiere del Sebino sono ancora come le videro i monaci dell'ordine cluniacense quando poco dopo l'anno Mille fondarono il monastero di San Pietro in Lamosa . 
Pazienza, coraggio, passione, la Franciacorta, il vino invecchia nelle botti mentre gli uomini continuano a rinnovare la terra e il loro destino.
Altre storie racchiuse nel vetro come in infinite lampade magiche aspettano di essere svelate.
C'era una volta il mare, tra le case, i giardini, e i filari di salici sul mosaico dei campi si stendeva una massa d'acqua dolce così immensa da sembrare un mare, il Mar Gerundo fatto dalle acque di tre fiumi ,un fetido odore, la lingua di fuoco chi affacciandosi alle mura vedrà Taranto il drago di Soncino non potrà salvarsi, chi lo vincerà sarà santo o eroe. La sua leggenda si confonde nella mia memoria con le urla di Ezelino il tiranno incatenato sulla torre del castello e poi ucciso e poi ucciso le paure degli uomini ritornano nel mio viaggio al di là dei secoli.
Un pò più in alto, nel cielo dipinto sulle volte della chiesa di Santa Maria delle Grazie, cantano gli angeli, voci celestiali si fondono ai lamenti di chi brucia all'inferno, eterno dilemma tra il bene e il male.
Nel museo della stampa di Soncino appena dopo trent'anni dalla scoperta di Gutenberg si stampava ciò che prima era memoria orale, l'ingegno dell'uomo apre un altro capitolo.
L'acqua incanalata, di quell'antico mare stagnante non ha più niente, ma anche il progresso che un tempo creò i canali di mattoni e di cemento e le cascate artificiali non è più quello di una volta, il futuro è acqua pulita territori protetti, equilibri delicati. 
Le tappe diventano luoghi dell'anima dove fermarsi e ritrovarsi.
Nel chiostro di Piadena l'acqua innaffia la terra in un movimento ipnotico e generoso.
Germogli, nei vivai, crescono alberi che saranno piantati dove un tempo c'era la foresta, simbolo del legame  tra la forza dell'uomo e il rispetto per l'ambiente.
Il grano è quasi pronto per la mietitura e darà pane come sempre, ma oltre  i campi coltivati, le chiese remote, i cortili gli alti argini i ponti e il corso tranquillo del fiume e delle cose si intravede una nuova meta, è la terra incontaminata dove volano gli aironi, il paesaggio naturale di queste pianure ci restituisce le nostre radici, le speranze, la passione e la fatica di chi crede nelle generazioni future.
 Tra i canneti e i meandri della Riserva delle Bine, nell'acqua delle torbiere di Marcaria, dove il fiume si perde e rinasce come un'oasi, ritroviamo l'impulso mai dimenticato a conservare gli ambienti e le specie come fossero le cose più preziose.
Le moderne biciclette giungono al traguardo passando il ponte di barche di Torre d'Oglio. 
Poco più in là il fiume Oglio dopo 280 chilometri di cammino riversa le sue acque nel Po, ha la stessa lunghezza della pista ciclabile, magica misura di armonia tra uomo e natura.
Il viaggio è finito, ma non è finita questa storia, anche se io non posso continuare e lascio la mia barca alla vostra fantasia.
E adesso mi chiedete chi sono, un guerriero, un diavolo, uno sciamano, e un pescatore, un pittore, un contadino, un tiranno, un santo, la vita come il fuoco si consuma crescendo, la strada come l'acqua di un fiume non è mai la stessa, vorremmo volare  come se avessimo le ali nutrendoci di attimi che chiamiamo  passato e futuro.
 Ma ogni giorno va in scena il presente che ritorna nella stessa effimera rappresentazione di ciò che siamo
 Poi le luci si spengono forse era soltanto un sogno, ma un sogno che diventa realtà sulla ciclovia del fiume Oglio. 

domenica 4 gennaio 2015

IL MONTE ORFANO era solo.....

Un documento di Legambiente Franciacorta

DISCARICHE 
Siamo al “Disastro Ambientale”         

Nella campagna dei comuni di Castegnato, Travagliato, Ospitaletto, Paderno FC e Passirano sono presenti una trentina di discariche, la maggior parte delle quali riempite nei decenni scorsi in modo incontrollato con ogni tipo di rifiuto come dimostra l’ultima discarica individuata in queste settimane all’interno delle mura dell’acciaieria Stefana di Ospitaletto.

Questo è l’elenco delle discariche individuate

1)        Cava Bettoni di Castegnato oggetto di progetto di discarica per rifiuti speciali da parte di a2a; si tratta di un’area cavata per tre quarti di una ventina di ettari per la quale la convenzione sottoscritta da soc. Bettoni e comune di Castegnato prevede invece un recupero a fondo cava con la piantumazione di circa 5000 piante cioè la creazione di un bosco.
2)        Discarica Bosco Sella; in questa discarica negli anni 70/80 sono stati scaricati da ASM circa 5 milioni di m3 di rifiuti solidi urbani in una cava di 22 ettari e in parte della quale non erano stati messi sul fondo alcun tipo di teli protettivi  e anche per questo motivo il pozzo spia posto a valle della discarica registra continuamente un fenomeno di inquinamento delle falde. Questa discarica è stata chiusa nel 1989 a seguito delle forti proteste delle popolazioni residenti ed ora è in fase di gestione post/chiusura.
3)        Discarica Codenotti di Castegnato; in questa discarica di circa due ettari di superficie negli anni 80/90 sono stati scaricati rifiuti in modo incontrollato e a seguito di segnalazioni si fecero dei controlli e per due volte fu messa sotto sequestro dalla Magistratura.
       4) Discarica Gervasoni di Castegnato ; in questa discarica di circa ½ ettaro sono state scaricate                 senza alcun controllo le terre della Fonderia Gervasoni, le stesse sono state semplicemente ricoperte da terreno vegetale ed ora l’area è coltivata.
5)        Discarica Bettoni di Castegnato; in questa discarica di circa 5 ettari negli ultimi 10 anni sono stati scaricati rifiuti inerti (terre di fonderia e similari) ma alcuni controlli da parte della Provincia hanno evidenziato la presenza di ammoniaca e cromo ed infatti gran parte dei rifiuti già depositati furono accumulati in altra parte della discarica per poter impermeabilizzare con argilla il fondo e la realizzazione dei pozzi spia, ora è in fase di copertura.
6)        Discarica Arici di Castegnato; in questa vecchia discarica di circa 4 ettari negli anni settanta vennero conferiti in modo incontrollato rifiuti speciali e nella discarica fu insediato un impianto di trattamento e separazione di rifiuti che operò per diversi anni.
7)        Cava Bonara di Paderno; questa cava è ancora attiva  e c’è una richiesta da parte della società RETI di farne una discarica, del resto la parte ad ovest una ventina di anni fa fu riempita di rifiuti in modo incontrollato e su questa superficie è stato piantano un vigneto che produce Franciacorta.
8)        Discarica Vallosa di Passirano; questa è tra le discariche più pericolose della Lombardia e inserita nei Siti di Interesse Nazionale Caffaro infatti in essa sono stati interrati i rifiuti pericolosi della Caffaro e di altre aziende, i vari interventi finalizzati a conoscere i rifiuti presenti hanno evidenziato in modo inequivocabile la presenza di PCB e di altre sostanze tossiche, alcuni degli abitanti della vicina frazione Vallosa hanno nel sangue notevoli quantità di PCB ed ora questo inquinante è stato trovato nelle falde anche profonde, vige un’ordinanza sindacale che vieta il consumo di prodotti agricoli prodotti in loco assolutamente non rispettata e tantomeno fatta rispettare vista che addirittura all’interno è stata realizzata una nuova cantina.
9)        Discarica Rossi di Paderno in questa discarica di circa un ettaro sono stati scaricati rifiuti di vario genere e ora è diventata una piazza di selezione rifiuti.
10)      Discarica CO.E.PA  di Paderno; in questa discarica in attività sono entrati e stanno entrando rifiuti inerti.
11)      Discarica Sorelle Vianelli di Paderno; in questa discarica sono stati scaricati in modo incontrollato rifiuti industriali da anni sopra ci vive una comunità Rom che l’ASL ha prescritto l’allontanamento per gravi rischi per la loro salute
12)      Discarica  Paderno (non catalogata) ; posta in prossimità della tangenziale Ospitaletto Concesio è sta riempita anni fa con rifiuti vari e in modo incontrollato.
13)      Discarica località Tre Cortili di Paderno; in questa discarica di circa 2 ettari sono stati scaricati in modo incontrollato rifiuti anche industriali è poi stata ricoperta ed ora la superficie è coltivata.
14)      Discarica località Tre Cortili di Paderno; in questa cava di circa un ettaro posta a nord della ferrovia BS - Edolo sono stati scaricati in modo incontrollato rifiuti anche industriali è poi stata ricoperta ed ora è coltivata.
15)      Discarica Giugni di Paderno; questa discarica di circa 1 ettaro è stata riempita con rifiuti anche industriali e in modo incontrollato circa 25 anni fa ed ora l’area è coltivata.
16)      Discarica Pianera di Castegnato; trattasi della seconda discarica più pericolosa della zona dopo la Vallosa individuata come Sito Nazionale Caffaro, si estende su un’area di circa 5 ettari, è stata riempita in modo incontrollato con rifiuti industriali e solidi urbani negli anni settanta, nel 2002 è stata posta sotto sequestro penale è stata caratterizzata in modo assolutamente e volutamente incompleto trovando comunque un inquinamento diffuso che ora sta inquinando le falde anche con sostanze cancerogene e proprio in questi giorni è tornata alla ribalta per il sequestro da parte del NOE di un’altra porzione di terreno facente parte della stessa discarica.
17)      Discarica Pianerino di Castegnato; si tratta della terza discarica della zona inserita nel Sito Nazionale Caffaro e che, a distanza di ormai 10 anni, incredibilmente non è ancora stata in nessun modo investigata.
18)      Discarica ASO di Travagliato; è una discarica di circa 1 ettaro nella quale la ASO ha scaricato le proprie scorie senza alcuna precauzione e da anni le falde sottostanti sono inquinate
19)      Discarica Bettoni di Travagliato: è una discarica di inerti e assimilabili appena autorizzata che ospiterà circa 2 milioni di m3 di rifiuti.
20)      Discarica Del Bono di Castegnato; è una discarica  di oltre 5 ettari di inerti anche se più volte fermata per irregolarità
21) Discarica Gottardi di Castegnato; è una discarica di circa un ettaro attigua     all’autostrada A4 riempita in modo incontrollato con rifiuti ricoperta di terra ed ora coltivata.
22)      Discarica Travagliato località Finiletti; è una discarica di inerti di circa 2 ettari ricoperta e attualmente coltivata
23)      Discarica Franciacorta Immobiliare di Paderno; è una discarica di circa 2 ettari riempita in modo incontrollato con rifiuti anche industriali, oggetto di controlli che hanno registrato superi dei limiti per PCB, Piombo, tricloroetano toluene e metalli pesanti e finora non è stato fatto nulla.
24)      Nuova discarica, coperta da terreno vegetale e attualmente coltivata, individuata aCastegnato durante i carotaggi per la realizzazione della costruenda TAV sono stati trovati inquinanti molto pericolosi in concentrazioni oltre i limiti di legge, quali  PCB piombo amianto cadmio e cromo esavalente.
25)      Discarica Stefana di Ospitaletto l’ultima scoperta in ordine di tempo a seguito dei sondaggi effettuati da CEPAV 2 per la realizzazione dell’ alta velocità, situata all’interno dell’area cintata da alte mura dell’acciaieria, in questo caso davvero è evidente la responsabilità e conseguentemente l’obbligo di bonifica.

Queste sono le 25 discariche presenti nel raggio di tre KM nei comuni sopracitati, a queste, per completare il quadro già drammatico, vanno aggiunte altre quattro grandi discariche poste a non più di 4km, la enorme discarica RSU di Castrezzato , la discarica di rifiuti speciali Rovedil di Rovato, la discarica di rifiuti speciali Cogeme di Fantecolo e le discariche del sito Macogna di Cazzago – Travagliato.

Un dato emblematico che da l’idea della gravità della situazione; Castegnato ha già un “patrimonio” di rifiuti interrati nelle sue 10 discariche pari a oltre 10 milioni di m3 che significa 3.000 m3 di rifiuti per ogni famiglia vale a dire 10 volte il volume del loro appartamento (record provinciale)
Una situazione ambientale pesantissima che non può non avere ripercussioni sulla salute dei residenti, forse non a caso le popolazioni dei comuni di Ospitaletto e Castegnato hanno segnato negli anni presenze anomale di leucemie al punto che l’ASL nel corso di un incontro con noi e alla presenza del sindaco di Ospitaletto si impegnò a interessare del problema l’Istituto Superiore di Sanità e la stessa presenza di neoplasie risulta maggiore che in altre zone della provincia forse anche perchè la qualità dell’aria è pessima  segnaliamo in particolare oltre al dato delle PM 2,5 ( 4 volte oltre i limiti) il dato Benzo(a)pirene (cancerogeno che appare più alto di quello misurato a Piombino e molto più alto di quello misurato presso l’inceneritore di Brescia, la qualità del suolo sembra compromessa dalla presenza notevole di diossine riscontrate recentemente anche nelle uova di due allevamenti di galline in altrettante cascine e la stessa qualità dell’acqua determina apprensione per l’alta presenza di nitrati prossimi ai limite di legge ma 4 volte oltre la soglia raccomandata OMS (organizzazione mondiale della sanità). 
                                 Circolo Legambiente Franciacorta
Fonte: www.partecipazionecivicacortefranca.blogspot.it

Aurelio Gatti detto Micio un pennino graffiante iseano

Micio Aurelio Gatti
Franco Fava


don Angelo

Fasòl

Zani

Manenti-Sigismondi-Micio-Tonino Antonioli

La Compagnia del Dio Bacco

Zini

Gruppo iseano

Adriano l'elettrico


Gruppo Spontaneo

Aurelio Gatti detto Micio, La famiglia paterna è originaria di Clusane d’Iseo, borgo abbandonato dal bisnonno che ha aperto una forneria a Iseo a metà 800.

Il nonno materno, ferroviere, socialista e cacciatore, viene invece da Villafranca di Verona.

Ha iniziato a disegnare caricature da autodidatta al liceo “Arnaldo” e sul trenino della SNFT che in un’ora abbondante portava a Brescia gli studenti.

Ha continuato a studiare le fisionomie dei suoi compaesani incoraggiato dal parere di Battista Campani (classe 1887), suo parente, noto pittore di paesaggi e arguto caricaturista.

Il lavoro di export-manager lo ha costretto a viaggiare per anni in Italia e all’estero permettendogli di visitare musei e celebrati ristoranti.

È felicemente sposato con Rosanna da 55 anni con figli e nipoti (non a carico).
Ha collaborato con le riviste “AB” di Brescia e “Franciacorta Magazine”.
Si è presentato agli Iseani con due mostre: nel 1975 alla Galleria l’Approdo dell’amico Nino Bottarelli e nel 1987 nella sala dell’APT.
Da Presidente dell’Arsenale ha invitato i caricaturisti bresciani ad esporre ad Iseo formando il gruppo dei “Pennini Graffianti” nel 2005. Con questi ha partecipato a numerose esposizioni a Brescia e in provincia, l’ultima insieme a Sergio Staino e Giorgio Tura.
Da giovane ha praticato in modo sconfortante il gioco del calcio rivelandosi, tuttavia, in seguito uno dei pochissimi veri intenditori a livello internazionale.
È uno dei rari italiani che non ha mai goduto di raccomandazioni a livello politico od ecclesiastico.
È stato animatore, benché stonato del Gruppo Spontaneo, sodalizio di cantori dediti alla raccolta (nelle osterie) di vecchie canzoni dialettali.
Ha soltanto due rimpianti: non avere gambe lunghe e una voce intonata.

Aurelio MICIO Gatti

Classe 1933

Agente di Commercio

Caricaturista

lunedì 29 dicembre 2014

PADERNO FRANCIACORTA dice sì ai «botti» per San Silvestro e Capodanno


L’Amministrazione del Comune franciacortino, nei giorni scorsi, ha emesso un’ordinanza in deroga che consente l’uso di fuochi d’artificio sul proprio territorio. 
La deroga ordina la sospensione su tutto il territorio comunale del divieto di accensione di fuochi d'artificio liberi. 

Le bollicine nostrane (Franciacorta) superano lo champagne

170 milioni di brindisi saranno tricolori, il derby si chiude a favore delle bollicine italiane +24 contro i +7 dello champagne
In Cina consumo raddoppiato.
Le bollicine italiane non conoscono crisi: nel 2014 export + 24% sul 2013, con record storico di 350 milioni di bottiglie italiane consumate all'estero, secondo stime Coldiretti. Con Regno Unito che scavalca gli USA e diventa primo mercato

PROVAGLIO D'ISEO cercasi volontari per la grande festa in piazza di fine anno

A.A.A. Cercasi volontari per dare una mano alla festa in piazza per l'ultimo dell'anno a Provaglio d'Iseo... Se non sapete cosa fare... e avete voglia di divertirvi mettendovi a disposizione degli altri... c'è posto per tutti... Musica... vin brulé... kisuli'... e il piacere di stare insieme... 
Per ulteriori dettagli e adesioni contattate il Comune di Provaglio d'Iseo - via Europa 5  tel. 030 9291011 - 

sabato 27 dicembre 2014

Clusane. Impegno della Regione alla realizzazione dell'incubatoio ittico

Il dispositivo promosso dell’Assessore al Turismo, Commercio e Terziario, Mauro Parolini, sollecita il governo regionale a individuare nel bilancio i fondi necessari a coprire il costo residuale dell’opera.

Accolto Odg Nuovo Centro Destra per trovare tutti i fondi necessari. Parolini: "intervento che tutela pesca professionale e rafforza attrattività lago" 
La realizzazione dell’incubatoio ittico sul lago d’Iseo, in Località Clusane, incassa l’impegno di Regione Lombardia. Il Consiglio Regionale ha infatti approvato stamane un emendamento al Bilancio di Previsione 2015-2017 che prevede lo stanziamento di 100.000 euro destinati al finanziamento della costruzione dell’opera. Durante la sessione di bilancio è stato inoltre votato all’unanimità un ulteriore Ordine del Giorno a firma Nuovo Centro Destra, che impegna la Giunta a trovare le risorse rimanenti per il completamento dell'intervento. Il dispositivo promosso dell’Assessore al Turismo, Commercio e Terziario, Mauro Parolini, sollecita quindi il governo regionale a individuare nel bilancio i fondi necessari a coprire il costo residuale dell’opera a carico della Regione per 230.000 euro complessivi. In una nota Parolini ha sottolineato “l’importanza che tale intervento ricopre per l’equilibrio ecosistemico e per quello tra il pescato e il necessario ripopolamento ittico dei laghi”. “La realizzazione di questo impianto ittiogenico – ha concluso Parolini – avrà inoltre ripercussioni positive sull’attrattività e il tessuto produttivo del Lago d’Iseo e dell’area turistica del Sebino, in quanto la tutela della pesca professionale che ne deriva è un elemento strategico strettamente legato alla cultura gastronomica del territorio, che qualifica la ristorazione locale, il turismo e il mercato alimentare".
 Si tratta di una risorsa strategica per l‘economia del lago e che consentirà agli oltre trenta pescatori professionisti di continuare un’attività non solo tradizionale, ma virtuosa e importante per lo stesso ecosistema del lago che serve anche ad alimentare l’indotto turistico e gastronomico dell’intera zona.
Va ricordato che l’incubatoio non è solo allevamento di pesci e ripopolamento del lago, ma serve anche per l’attività di conservazione e lavorazione del pescato. La Regione finanzierà l’incubatoio con un soldi mancanti per un totale di 100 mila euro”.

martedì 23 dicembre 2014

Nella chiesetta romanica di SAN GLISENTE A BERZO si rinnova la magia del solstizio

Caro Enzo
stamattina alle 8,12 con gruppo del Cai di Esine abbiamo osservato con successo il solstizio d'inverno nella cripta romanica di San Glisente.
Ti allego le foto.
Un abbraccio
Gaudenzio


Non c’è più dubbio. La chiesetta romanica posta in vetta al monte San Glisente di Berzo Inferiore è orientata secondo lo spazio ed i ritmi naturali del cosmo. Nel giorno del solstizio d’inverno un raggio di luce ha trafitto la piccola finestra posta sopra l’altare illuminando la volta della cripta. Una magia che si ripete da secoli ogni 21 dicembre. A fotografarla per la prima volta sono stati i Lupi di San Gliesente guidati dallo studioso Gaudenzio Ragazzi. Il gruppo di volontari (302 iscritti, presidente Edoardo Marioli) si dedica da anni alla manutenzione dei sentieri della Valgrigna e gestisce i bivacchi Baita del Giaol, Marino Bassi in Val di Frà, e il Lupi di San Glisente al Fop de Casì, ma da alcuni anni ha avviato un percorso di ricerca storicoculturale sul monte in cui nel 796 morì l’eremita, il frate Umiliato Glisente. Diciannove volontari esinesi guidati dal vicepresidente Devis Mazzoli, da Gian Mario Stofler e dallo studioso Gaudenzio Ragazzi sono partiti dal centro di Esine alle 5 di mattina; hanno raggiunto a bordo di un fuoristrada la località Vacaret; quindi a piedi si sono recati fino alla sommità del monte, ed hanno atteso il sorgere del sole. «Il cielo era terso ed abbiamo potuto godere dell’incomparabile scorcio delle Alpi, fino al Monte Bianco - confida Gian Mario Stofler-. Ma la sorpresa è arrivata al sorgere del sole, quando la grotta si è illuminata di luce abbagliante. È stato uno spettacolo emozionante». L’obiettivo della spedizione era verificare la tesi secondo la quale gli spazi del piccolo tempio fossero direttamente collegati- gli astronomi direbbero orientati - secondo lo spazio e dai ritmi naturali del cosmo. « Abbiamo appurato spiega Gaudenzio Ragazzi che la posizione delle due monofore, quella della finestra alle spalle dell’altare e l’orientamento delle quattro colonne non segue canoni o regole meramente estetici, ma una geometria precisa, per mezzo della quale l’uomo, consapevole o meno, viene messo in condizione di incontrare materialmente l’infinito, l’assoluto ,Dio. La conferma è arrivata al sorgere del Sole, nel giorno del solstizio d’inverno». «Questo conferma ulteriormente la nostra teoria conclude lo studioso Gaudenzio Ragazzi-:il principio che ha guidato la costruzione della cripta e dell’edificio superiore era quello di edificare un luogo sacro in armonia con l’universo, cioè orientato secondo il cielo». Ora si procederà a verificare l’orientamento ed il collegamento esistente con altri due templi camuni: le chiese di San Fermo a Borno , e Santa Cristina a Lozio. 
(GdB 23.12.14) 

venerdì 19 dicembre 2014

San Pellegrino Terme apre un percorso termale all'avanguardia a pochi chilometri dal lago d'Iseo


«A forza di guardare il cielo e di respirare l’aria della notte, mi pareva di riempirmi di stelle».Tiziano Terzani

Solo un'ora per raggiungerle dal lago d'Iseo, una nuova opportunità per l'offerta turistica del territorio. Le nuove terme sono frutto di un sapiente mix di vecchio e nuovo, di funzioni ridisegnate e di spazi moderni all’avanguardia. Definito «Un monumento all’acqua» dagli architetti di De8 Studio, che hanno curato la progettazione.
Quattromila metri quadri di superficie coperta, altri 5.000 di spazi esterni, 15 vasche a differenti temperature, 5 tipologie di saune, 3 di bagni vapore, stanze del ghiaccio e del sale, una zona massaggi e un’altra relax. Un lavoro che si muove tra similitudini e contrasti, tra impianti hi-tech e tecniche di puro artigianato. Il risultato è davvero tutto da vedere: una struttura moderna ma nel contempo capace di legare San Pellegrino ai fasti del suo passato, quello termale. Quì informazioni, orari e tariffe online !


giovedì 18 dicembre 2014

Preparatevi, è in arrivo il gelo con il ciclone Ivan il Terribile!!

Fino a pochi giorni fa sembrava che l’alta pressione di Natale che in queste ore sta conquistando l’Italia potesse durare almeno fino alla fine dell’anno e invece la situazione potrebbe cambiare.
Alcuni modelli meteorologici intravedono subito dopo Natale un indebolimento del Vortice Polare che permetterebbe all’alta pressione delle Azzorre, impossibilitata fino adesso a di visitare il Polo Nord, di espandersi verso latitudini settentrionali. In questo modo dal Polo Nord si staccherebbe un nocciolo di aria artica che ben presto giungerebbe in Europa e quindi in Italia. Il terribile Ivan (questo il nome del ciclone freddo polare) nel suo avvicinarsi all’Italia richiamerebbe venti gelidi sia da Nord che da Nordest.
Questa bassa pressione porterebbe pioggia diffusa e anche neve fino a quote bassissime, se non in pianura su alcune regioni italiane. Calo repentino delle temperature che andrebbero sotto la media stagionale di parecchi gradi. Questa è una tendenza, non una certezza. Nei prossimi giorni eventuali sviluppi.
Fonte: ilMeteo.it

martedì 16 dicembre 2014

PARATICO, nascerà il parco dei Tassoidi

A Paratico, dopo 20 anni, sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per la riqualificazione del parco Tassodi, la pregiata area verde dove alla fine del 1800 erano state messe a dimora centinaia di piante acquatiche. Da quando era passata al Comune, nel maggio di quest’anno, l’area è stata sotto controllo di esperti che hanno elaborato un piano di recupero in chiave paesaggistica e turistica. La prima fase è ora in corso con i lavori per la pulizia della parte esterna, la cosiddetta cintura del bosco Taxodium, un’area di oltre 11 mila metri quadri. È l’intervento più urgente che consente di eliminare rovi, sterpaglie e rifiuti accumulati nel sottobosco in questi vent’anni in cui i privati non hanno mai fatto alcun tipo di manutenzione. L’intero progetto consentirà di restituire splendore a questo parco,un vero e proprio orgoglio per la comunità di Paratico. Per ora, quindi, si tratta solo di eliminare sterpaglie e piante rotte certo, ma si parla di piante alte anche di grosso fusto e i lavori dureranno una decina di giorni e peseranno sulle casse comunali per circa 14mila euro. A questi si aggiungeranno poi altri 12mila euro che serviranno a finanziare la fase successiva del progetto: taglio e potatura del sottobosco,da effettuarsi in pieno inverno per non disturbare la fauna che si è insediata nell’area dei Tassodi. Le operazioni specifiche sugli esemplari di Taxodium saranno concordate in stretta collaborazione con il parco dell’Oglio Nord.

sabato 13 dicembre 2014

SALE MARASINO: scritte e graffiti sulla croce alla Punta Almana

Da molti è stata definita la solita lurida mania di coglioni quella di insozzare monumenti o muri o altri simboli del territorio quasi come per marcare il territorio, come fanno i cani e altri animali, e anche a Sale Marasino pare sia diventata una sporca abitudine quella di recarsi alla Punta Almana e lasciarci un segno e così la grande croce di ferro che dall’alto del crinale salese si affaccia sul lago, è stata scambiata per una lavagna e riempita di scritte di vario genere, fatte con pennarelli. Segni frutto di gesti poco rispettosi che richiederanno un’altra volta l’impegno dei volontari del Gruppo amici della montagna salese (che sono un po’ i custodi del monumento), costretti ad armarsi di stracci e diluenti e salire ai 1.390 metri del monumento per ripulirlo. L’ultimo episodio si è verificato nello scorso fine settimana, ma la croce della Punta Almana era già stata oggetto di episodi vandalici nel maggio di quest’anno e del 2013. Anche in quei casi qualcuno aveva lavorato lasciato la sua firma «griffato» la croce da cima a fondo. Ora si spera che imbrattare la croce non diventi una moda, e dunque è pressante l’invito di non sporcare questo simbolo ricordando anche che chi vuol scrivere i suoi pensieri lo può fare utilizzando il quaderno che si trova in un cassetto sotto l’altare, conservando dignitosamente la croce contando dunque sull’educazione degli escursionisti. La croce della Punta era stata eretta 33 anni fa e oggi rappresenta un riferimento per gli appassionati che raggiungono la cima dalla Forcella di Sale, da Gardone Valtrompia o da Sulzano ed è particolarmente visitata due volte all’anno: l’ultima settimana di maggio, in occasione della Festa della montagna salese, e il 19 agosto, per la fiaccolata notturna in memoria di don Angelo Boldini.

PILZONE d'ISEO: programmati lavori contro allagamenti


A Pilzone di Iseo il nubifragio che in estate aveva allagato le case di via Fenice, invadendo d’acqua e fango taverne e scantinati, aveva evidenziato un problema con cui i residenti convivono da anni. Lo scorso luglio il problema era stato acuito dall’esondazione della valle Tavarelle, ma i problemi di deflusso verso il lago si verificano ogni volta che l’intensità delle piogge si fa sostenuta. Nei sopralluoghi dei tecnici del Comune è emersa la necessità di sostituire un tubo troppo piccolo per le portate richieste dai volumi di acqua che si convogliano sotto la via, collegando quello nuovo con le due pompe che si trovano ai lati di una abitazione affacciata sulla provinciale. Allo stesso modo dovrebbe essere cambiato anche il tubo che attraversa strada e pista ciclabile e porta l’acqua nel lago. La risoluzione dei problemi di via Fenice sono però collegati ai lavori di ampliamento della pista ciclabile del Sebino, che nel tratto della frazione di Iseo verrà realizzata per circa mezzo chilometro, partendo dal confine di Sulzano per raggiungere proprio il tratto di pista di via Fenice, che dal passaggio a livello di via Papa Giovanni raggiunge Covelo. Per l’opera, la cui progettazione è in carico alla Comunità Montana, sono stati messi a bilancio 171 mila euro, che figurano nel Piano triennale delle opere pubbliche dell’en- te sovracomunale. Nel momento della costruzione della pista per le due ruote è previsto l’ammodernamento di alcuni «sottoservizi», tra cui proprio quelli ormai inefficienti di via Fenice e dunque si devono attendere i lavori per la pista prima di procedere a quelli sulla valletta.

SEBINO: sette milioni di euro per la Navigazione sul lago d’Iseo

Sono stati messi a bilancio circa sette milioni di euro per la navigazione sul lago d’Iseo. A stanziarli è la giunta regionale che, con una delibera, ha approvato lo schema di «Convenzione per lo svolgimento dei servizi di navigazione pubblica di linea sul lago d’Iseo, il conferimento delle risorse funzionali, la condivisione di un quadro programmatico dei relativi investimenti e il finanziamento degli interventi di ammodernamento e rinnovo della flotta regionale». In particolare per il contributo d’esercizio vengono stanziati quasi 2,2 milioni di euro annui, a partire dal 2015, sul capitolo «Contributi per lo svolgimento dei servizi lacuali di trasporto pubblico di persone svolto sul sul capitolo «Ammodernamento della flotta di navigazione pubblica di linea regionale». La delibera sottolinea anche la necessità di «disciplinare con un nuovo atto» la convenzione risalente al 2002 tra Regione e Consorzio dei laghi d’Iseo, Endine e Moro, visto che nel frattempo è arrivata una nuova legge sul sistema tariffario integrato regionale. La convenzione, da stipulare con l’Autorità di Bacino, prevede il conferimento a quest’ultima del diritto d’uso delle unità della flotta regionale e delle strutture demaniali strumentali all’esercizio della navigazione pubblica di linea e il periodico aggiornamento degli elenchi dei beni conferiti. Inoltre l’Autorità deve impegnarsi per l’attuazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e anche per il rinnovo delle unità della flotta e delle strutture demaniali, definendo azioni, responsabilità e tempi certi per la realizzazione e il completamento degli interventi. Il documento da stipulare, nelle intenzioni della Regione, è funzionale alla programmazione di un quadro complessivo di interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e della qualità del servizio di trasporto pubblico locale su acqua erogato sul lago d’Iseo. Per gli interventi di manutenzione straordinaria per il biennio 2014/2015 vengono previsti 1,2 milioni di euro: 460mila sul bilancio 2014 e 740mila sul bilancio 2015. Infine, l’acquisto di due nuove unità di navigazione, con avvio della progettazione nel 2014 e realizzazione nel 2015, è finanziato con 3,8 milioni di euro. (fonte: radiovallecamonica.it)