mercoledì 26 novembre 2014

SARNICO Villa Luigi Faccanoni detta Surre

(Tesi magistrale di Valentina Cristini)  
Epoca: 1912
Luogo: Sarnico
Committente: ing. Luigi Faccanoni (1867-1939)
Progettista: arch. Giuseppe Sommaruga (1867-1917)
Decoratore: Ambrogio Pirovano (1864-1920)
Questa grande villa è collocata sulla strada che da Sarnico conduce a Predore, nella località denominata “Surre”. È costruita in posizione leggermente rialzata, sullo sfondo di una montagna a tratti verde e a tratti rocciosa, e si affaccia maestosa sul lago (fig. 1). Si tratta di una zona di antico insediamento romano come attestano diversi ritrovamenti, tra cui quello in occasione dello scavo delle fondamenta della villa, di tombe, vasi lacrimatori e altri reperti risalenti a tale periodo1.
Fu l’ing. Luigi Faccanoni a commissionarne la costruzione all’arch. Giuseppe Sommaruga2 nell’anno 1912, cosi come è ricordato da una targa decorata in cotto applicata sul fronte della villa3 (fig. 2).
Luigi Faccanoni (Savona, 1867 - Sarnico, 1939) trascorse gli anni dell’infanzia nella città ligure dove il padre Francesco si era trasferito per lavoro portando con sé tutta la famiglia. Qui compì i primi studi che completò nel 1892, quando si laureò in ingegneria al Politecnico di Milano. Iniziò quindi a lavorare con la famiglia, ed in particolare con i fratelli maggiori Pietro e Giuseppe, nell’ambito della costruzione di opere pubbliche, anche di grande portata, in Italia e nell’Impero Austro Ungarico.
Lavorò per molti anni a Vienna dove conobbe la futura moglie, Erminia Lorek, dalla quale ebbe tre figli: Angela, Erminia e Giuseppe.
Oltre ad essere imprenditore si dedicò anche alla politica e ricoprì la carica di sindaco del Comune di Predore dal 1917 al 1920. Seguendo l’esempio di quanto aveva fatto lo zio Antonio a Sarnico,
1 Sarnico, testimonianze e aspetti di ieri e di oggi, a cura di Adriano Vaini, Sarnico (Bg) 1986, p. 75.
2 Per una biografia su Giuseppe Sommaruga si veda la schedatura di Villa Pietro Faccanoni, poi Passeri p. 154.
3 C. PEROGALLI, M.G. SANDRI, V. ZANELLA, Ville della provincia di Bergamo, Milano 1983, p. 330.
commissionò a sue spese la costruzione di un asilo infantile per il paese di Predore che intitolò ai genitori Francesco e Angela Paris4.
La costruzione di questa villa avvenne dopo molti altri lavori, tra cui abitazioni private, edifici pubblici e un mausoleo che lo stesso architetto aveva progettato per diversi membri della famiglia Faccanoni. Questi ultimi, originari di Sarnico, non erano tanto interessati a valorizzare il paese dal punto di vista turistico, piuttosto, aspiravano a dimostrare l’alto status sociale raggiunto e ad ottenere prestigio a livello della comunità d’origine5.
Sebbene nell’importante saggio di Eleonora Bairati e Daniela Riva si dica che non vi è alcun documento grafico riguardante Villa Luigi Faccanoni, né se ne trova traccia nella pubblicistica dell’epoca6, a seguito di una ricerca condotta nell’Archivio Comunale di Sarnico è emerso un documento recante la data 24 giugno 2013 scritto dal Comune di Sarnico alla Prefettura di Bergamo riguardante la decisione di spostare più a lago un tratto di strada che da Sarnico conduce a Predore in seguito alla richiesta avanzata dall’ing. cav. Luigi Faccanoni che, in tale località, stava costruendo la sua villa privata e che quindi voleva fare spazio per posizionare l’entrata di tale villa in un punto più pianeggiante. In allegato a tale documento vi è una piccola planimetria realizzata a inchiostro e acquerello su velina nel quale si mostra la proprietà Luigi Faccanoni, corrispondente al mappale 313, nel quale si scorge la pianta della villa, i viali di accesso e la zona dove andrà collocato il cancello una volta effettuato lo spostamento della strada7.
Oggi è possibile vedere l’ingresso costituito da una grande cancellata in ferro battuto disposta ad esedra che si apre dalla strada e affiancato a sinistra da un piccolo edificio adibito a portineria (fig. 3). Due grandi cancelli carrabili sono alternati con tratti di ringhiere poste su muretti rivestiti a bugnato (fig. 4). La struttura di base, piuttosto lineare, è intrecciata da innumerevoli elementi vegetali come viticci d’uva e dall’usuale motivo a nastro, prediletto dal Sommaruga (fig. 5). Anche in questo caso, come si è visto per le due precedenti ville Faccanoni, l’Architetto realizzò un progetto “globale” occupandosi anche degli elementi decorativi che dovevano andare a completare e arricchire l’edificio.
Attraversato l’ingresso ci si trova di fronte ad un complesso di vaste dimensioni ma dalla volumetria compatta (fig. 6) che si sviluppa su tre piani con l’aggiunta, in posizione angolare, di
4 A. GIORGI, Faccanoni. Note storiche e biografiche sul ceppo di Sarnico sino al 31 dicembre 1994, Predore (Bg) 1994, pp. 106-110.
5 Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, pp. 123-124.
6Ivi, p. 127.
7 Per il riferimento si veda il documento in appendice, doc. 17, pp. 266-267.
una torretta a base quadrata con loggia panoramica dalla quale si può godere pienamente del ambiente circostante (fig. 7).
Sommaruga si trovò, in questo caso, ad affrontare un progetto ex novo, e decise, non si sa se su esplicita richiesta del committente, ma certamente forte della sua autonoma personalità, di proporre qualcosa di diverso rispetto alla sua produzione precedente, rendendo esplicito ciò che era stato scritto su di lui dai critici coevi, ovvero il suo essere un architetto modernista ma ancora legato in maniera costruttiva alla tradizione8.
Villa Luigi Faccanoni richiama certamente ad un vago clima rinascimentale ma è al manierismo che Sommaruga guarda quando progetta la facciata, costituita da una grande varietà di materiali, composti per successive addizioni di parti; così, dal basamento a bugnato rustico interrotto da archi ribassati, davanti al quale è stato aggiunto nel 1926, e quindi non facente parte del disegno originale, il grande porticato-pronao sul quale è posizionata una balconata9 (fig. 8), si stacca con una parte decorata con cementi plastici in altorilievo, e, passando per una fascia in ceramica lavorata a bassorilievo e interrotta da una serie di aperture regolari quadrate (fig. 10), si termina nella gronda a guscio dove sono applicati inserti iridescenti che, su di uno sfondo a mattoncini in cotto, formano disegni geometrici10.
Simili effetti luministici e cromatici sono ravvisabili anche nel seminterrato della villa, al quale è possibile accedere attraverso l’originale grotta artificiale (fig. 9), anch’essa di clima manierista, posizionata nel parco e antistante l’edificio. In questo ambiente, che un tempo ospitava degli acquari, sono presenti delle rocce entro cui sono inseriti degli elementi in ceramica colorata che ricordano vagamente, ma forse casualmente, certe opere del architetto modernista catalano Antonì Gaudì11;12. In tempi successivi, quando già era proprietario Giusi Faccanoni, tale spazio fu adibito a cantina vitivinicola; purtroppo tale progetto imprenditoriale non ebbe seguito ma all’epoca a Villa
8 U. MONNERET DE VILLARD, L’architettura di Giuseppe Sommaruga, prefazione di Ugo Monneret de Villard, Milano 1908.
9 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 82.
10 D. RIVA, Giuseppe Sommaruga tra tradizione e modernità, in Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, p. 18.
11 Ivi, p. 18.
12 Antoni Gaudi y Cornet (Reus, 1852-Barcellona, 1926). Studiò alla Scuola di Architettura di Barcellona fino al 1878. Elaborò uno stile originale e personalissimo che, sebbene prendeva spunto dal gotico catalano, addirittura anticipò i modi e le linee dell’Art Nouveau. Le sue maggiori opere si trovano a Barcellona come il parco Güell, la casa Battllo, la casa Milà e la Sagrada Familia. Frequentemente decora le sue architetture con numerosi mosaici multicolore che creano giochi di luce e spaziali tanto da far apparire gli edifici come grandi sculture (G. FAHR-BECKER, Art nouveau, Königswinter 2004, p. 398).
Surre venivano prodotte poche ma scelte bottiglie con le uve provenienti dai vitigni autoctoni dalla vicina Val Calepio13.
Notevoli sono gli altorilievi in cemento plastico, a cui si è accennato, che si stagliano sulla facciata della villa: essi rappresentano dei putti che, suddivisi in più gruppi, giocano tra loro sorreggendo festoni di foglie e fiori (fig. 11). Basandosi su un confronto iconografico con opere per le quali esiste una documentazione certa è ipotizzabile che anche questi altorilievi furono realizzati, su disegno di Sommaruga, dallo scultore-artigiano Ambrogio Pirovano che durante la sua carriera collaborò costantemente con l’architetto14.
Ambrogio Pirovano (1864-1920) nacque a Milano da Cesare, abile scultore del legno attivo nell’ambito lombardo della seconda metà del XIX secolo. Nel 1879 si iscrisse alla Scuola di architettura dell’Accademia di Brera che però lasciò nel 1881 decidendo di seguire le orme paterne e dedicandosi quindi allo studio del disegno di figura che aveva intrapreso già dal 1880 sotto la guida di Raffaele Casnedi. Dal 1884 seguì le lezioni alla Scuola di nudo e, dopo aver seguito anche l’insegnamento di storia dell’arte, concluse gli studi nel 1887. Al periodo in accademia si deve probabilmente affiancare la pratica alla disciplina della scultura che il giovane Ambrogio ricevette direttamente dal padre, con il quale, tra l’altro, collaborò per diversi lavori. La sua carriera autonoma, ricca di commissioni che lo videro impegnato nella decorazione di ville, hotel e monumenti funerari, iniziò dalla metà dell’ultimo decennio del XIX secolo. A partire dal 1891 partecipò a tre edizioni dell’Esposizione triennale organizzata dall’Accademia di Brera e nel 1895 venne nominato Socio Onorario della stessa Accademia grazie al suo riconosciuto successo nel campo delle Belle Arti. Sempre nello stesso anno sposò Maria Rigotti dalla quale ebbe tre figli: Ernesto, che diverrà celebre pittore, Giulio e Carla. Nel 1896 eseguì alcuni cementi plastici per la chiesa di Santa Maria al Paradiso, progettata dal fratello Ernesto, anch’egli attivo nel campo artistico: fu infatti uno dei più importanti architetti eclettici del periodo. Il rapporto di Ambrogio Pirovano con Giuseppe Sommaruga ebbe inizio con il cantiere di Palazzo Castiglioni del 1901-1903 dove venne chiamato per eseguire le decorazioni in cemento e successivamente per riempire con un fregio floreale gli spazi lasciati liberi dopo la rimozione delle due scandalose sculture che ritraevano le allegorie della Pace e dell’Industria, nelle vesti di due poco vestite signore, eseguite dallo scultore Ernesto Bazzaro. A Milano eseguì numerosi altri interventi, anche figurando con il nome della ditta
13 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 84.
14 E. BAIRATI, Sommaruga e le arti applicate, in Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, pp. 28; 33.
‘Pirovano Ambrogio & C.’, specializzata in lavori di decorazione in cemento, stucco, marmi e pietre artificiali. A partire dal 1908 circa fu attivo in Istria e a Trieste dove probabilmente conobbe anche i Faccanoni che nella periferia della città friulana possedevano una grande cava15.
Gli inserti decorativi con putti ricorrono molto frequentemente nelle opere di Giuseppe Sommaruga e si possono osservare, ad esempio, sul frontone del Mausoleo Faccanoni a Sarnico del 1907, anche in questo caso eseguito da Ambrogio Pirovano16.
Restando all’esterno della villa si possono notare alcuni elementi particolari come il voluto contrasto cromatico tra la pietra bianca del rivestimento a bugnato e quella grigia utilizzata per gli architravi e i davanzali delle finestre e per i basamenti e capitelli delle colonne del portico. Insoliti, rispetto alla precedente produzione di Sommaruga, sono anche la lunga balconata, sul lato sinistro dell’ultimo piano, e l’ingresso della parte posteriore, sottolineato da due obelischi, che presenta una passatoia verso il giardino ad imitazione del ponte levatoio di un castello medievale17 (fig. 12).
All’interno della villa il piano terra è destinato ad ambiente di rappresentanza e vi si trovano tre sale di ampie dimensioni illuminate da grandi finestroni. I pavimenti sono in parquet o in piastrelle con motivi colorati. Sul soffitto della sala da pranzo, posizionata sulla destra, si trova una cornice in stucco entro cui è dipinto ad affresco un illusionistico graticcio ricoperto da rigogliose piante di frutti attraverso cui si può scorgere l’azzurro-grigio del cielo (fig. 13). Sempre nello stesso ambiente è possibile vedere una fascia decorativa in stucco piatta lavorata ad intaglio, che è stata ricostruita sul disegno originario durante gli ultimi restauri18: entro uno schema ad andamento alternato lineare e curvo si dispongono rami fioriti, fronde cariche di melograni, grandi foglie dal contorno frastagliato tra cui si scorgono, insolitamente, alcuni animali come ad esempio un aquilotto che si reca al nido per nutrire i propri piccoli, un pavone, un coniglio e un’aragosta (fig. 14).
Sono autentici anche il camino in pietra nera, anch’esso lavorato con effetto ad intaglio, della sala centrale (fig. 15) e i serramenti in legno, ognuno con un disegno differente ma sempre elegante (fig. 17); alcuni di questi sono chiusi da vetri colorati ed arricchiti da disegni a volute dal gusto rocaille.
In posizione centrale rispetto alla pianta dell’edificio è collocato il vano della scala principale che permette di raggiungere i piani superiori dove si susseguono una serie di camere da letto che, nonostante i recenti restauri, conservano i serramenti e le decorazioni originali. La scala non ha
15 Ernesto Pirovano 1901-1972, a cura di Sergio Rebora, con la collaborazione di Carlo Migliavacca, Milano 2001, pp. 19-25.
16 BAIRATI 1982, pp. 28; 127.
17 Giuseppe Sommaruga: un protagonista del Liberty italiano, catalogo della mostra tenutasi a Milano 28 Maggio- 30 giugno 1982, testi a cura di Eleonora Bairati e Daniele Riva, Milano 1982, p. 125.
18 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 87.
dimensioni tali da poter essere definita monumentale ma è di forte impatto soprattutto grazie alla ringhiera in ferro battuto dal disegno originale e diverso da quello utilizzato per le altre ville Faccanoni. La balaustra, con corrimano in legno, è posizionata in diagonale in modo da seguire l’andamento dei gradini in marmo, è formata da moduli rettangolari riempiti a grata e intervallati da nastri ed elementi floreali verniciati che riproducono piante di rose rampicanti (fig. 16).
I circa 34 ambienti che vanno a comporre l’edificio sono distribuiti in modo tradizionale e non mostrano la libertà di snodo e la continuità visti per la Villa Giuseppe Faccanoni, forse a causa di specifiche esigenze e richieste del committente19.
La villa è circondata da un vasto parco con piante secolari e innumerevoli varietà di fiori dove sono collocate diverse piccole strutture, alcune delle quali progettate dallo stesso Sommaruga, come serre, statue, tra cui un busto di Pietro Paleocapa (1788-1869) celebre ingegnere idraulico20, panchine in pietra decorata, un gazebo, un’uccelliera e una fontana (fig. 18). Sempre nel parco, nella zona laterale alla villa, sorge un edificio un tempo adibito a rimessa e a scuderia che è stato recentemente ristrutturato e trasformato in un centro congressi.
In origine un ponte in pietra e ad arco ribassato, collocato nella parte destra della proprietà, collegava la villa al giardino e alla darsena che si trovano dall’altro lato della strada, in riva al lago21. Nel 1982 l’allargamento di tale strada ha imposto l’abbattimento della struttura22 che è però stata sostituita, in tempi recenti, con una passerella in ferro.
L’ing. Luigi Faccanoni trascorse proprio in questa villa di Sarnico i suoi ultimi e solitari anni, e, dopo la sua morte, sopravvenuta il 17 luglio del 1939 a causa di un ictus, fu il figlio Giuseppe detto Giusi (1916-1987) ad abitarla per diverso tempo.
In seguito la villa fu acquistata dal comm. Achille Bortolotti, pronipote dell’ing. Luigi Faccanoni, il quale nel 1987 avviò una serie di opere di restauro conservativo dell’edificio, che allora versava in cattivo stato, soprattutto per quel che riguardava gli interni, allo scopo di destinarlo alla sede degli uffici della sua società, il Gruppo Bortolotti: si imbiancarono le pareti, si sostituirono l’impianto elettrico e quello idrico, non più a norma, si verniciarono i serramenti e si lucidarono i pavimenti, il
19 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 84.
20 GIORGI 1994, p. 109.
21 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 82.
22 PEROGALLI, SANDRI, ZANELLA 1983, p. 331.
tutto mantenendo inalterate le caratteristiche originarie dell’edificio23. Tali interventi furono continuati dalla Società Tamoil, successiva proprietaria, che ha curato anche il riordino del parco.
Attualmente la villa, denominata Villa Surre, è in perfetto stato di conservazione ed è utilizzata come location per eventi e come centro congressi24.
23 La pratica riguardante la ristrutturazione e il parziale cambio di destinazione d’uso dell’immobile è stata consultata presso l’Archivio dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sarnico (Bg).
24 Il liberty a Sarnico, a cura della Biblioteca comunale di Sarnico, testi di Isa De Luca, fotografie e progetto grafico di Giuseppe M. Tobias Faccanoni; collaborazione Pro loco di Sarnico, Sarnico (Bg) 2006, p. 74.

Eventi catastrofici, attivato il 'Sistema di coordinamento' sul lago d'Iseo

Da qualche giorno sul lago d'Iseo è stato attivato il 'Sistema di coordinamento', capace di unire il lavoro di nove gruppi di Protezione civile e di quattro associazioni specializzate nel soccorso, che ha 'debuttato' sabato 15 novembre durante l'alluvione che ha messo in crisi Sale Marasino e Pisogne.
La base operativa è la 'centrale' collocata nel complesso dei Disciplini, sopra i Vigili del fuoco. Lo spazio dedicato al Sistema di coordinamento è dotato di cinque postazioni radio, la segreteria ed i computer.
'Dalla centrale possiamo localizzare i gruppi in azione sul territorio radiolocalizzandoli con un sistema Gps', ha detto Stefano Picchi, coordinatore dei gruppi di Protezione civile. 'In pratica lavoriamo su una cartina telematica che si aggiorna di continuo mostrando la posizione di uomini e mezzi'.
Sul Sebino operano oltre duecento volontari, alcuni addestrati all'utilizzo di mezzi di primo soccorso come la mini pala ed il cassonato 4x4 con modulo antincendio. I gruppi che fanno parte del Sistema sono quelli di Sale Marasino, iseo, Marone, Monte Isola, Zone, Sulzano, Provaglio, Paratico ed Ome, più i sub di Monte Isola, il Cb club Sebino, il Gruppo soccorso di Pisogne e la Procivil Camunia. Il nuovo assetto di emergenza rientra nell'ampio lavoro di gestione associata che i Comuni stanno progressivamente delegando alla Comunità montana.

SEBINO: accordo sul GAL fra Comunità Montana e Valle Camonica


 Accordo significativo tra la Valle Camonica e il Sebino: un asse territoriale Valle Camonica – Sebino - Franciacorta ma anche un no alla Valtrompia: così si è espressa all’unanimità l’assemblea dei nove Comuni della Comunità montana sebina, riunitasi lunedì per deliberare sulla programmazione futura per Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Le risorse economiche a disposizione sono 65 milioni di euro da distribuire per i gruppi d’azione locale (Gal) che ad oggi, in Lombardia, sono 16. Troppi se si calcola che ogni progetto deve avere l’importo minimo di 5 milioni di euro: il rischio è quello di rimanere esclusi, visto poi che i Gal bresciani da tre dovrebbero diventare due. La Comunità montana del Sebino ha così recepito l’invito della Regione e ha deciso di aggregarsi alla Valle Camonica seguendo un percorso che dà maggiori garanzie che arrivino risorse sul territorio. In una valutazione di risorse Valle Camonica e Sebino hanno molto in comune e si è deciso di puntare ad una strategia di tipo agricolo che comprenda le filiere bosco-legno, lattiero-casearia, olivicola, vitivinicola e del pesce, legato all’acqua ed al lago. Inoltre è stato esteso l’invito a prendere parte all’aggregazione anche ai Comuni di Provaglio d’Iseo e Corte Franca che hanno accettato. La Valle Camonica, con l’unione di Sebino e Franciacorta, si arricchirà di molti elementi così come di riflesso i due territori che si sono distaccati dalla Valtrompia. Con questa realtà, risultata «troppo eterogenea sia come risorse territoriali sia che come progettazione», nel periodo 2007-2013 la Comunità Montana del Sebino aveva costituito il Gal Gölem, scegliendo come simbolo il Guglielmo, a scavalco tra i due territori. Però i dati del precedente Piano di sviluppo locale hanno mostrato come la Valtrompia abbia ottenuto il doppio delle risorse economiche, ovvero 1 milione e 600mila euro per i progetti sul suo territorio, contro gli 800mila euro stanziati per il Sebino.

giovedì 30 ottobre 2014

Tra leggende e realtà: le streghe della Valle Camonica, sabba, riti, roghi e inquisizione

« Signori miei, son stato in Valcamonica
per consultare le streghe di quel loco
se mi saprebbon di Turpin la cronica
mostrar per forza d'incantato foco;
una vecchiarda in volto malinconica
rispose allor con un vocione roco:
-Gnaffe, che sì tu lo vedrai di botto;
entra qui tosto meco e non far motto »
(Teofilo FolengoOrlandino, I, stanza 12)
« (...) in alcune parti della Lombardia e soprattutto in quei luoghi in cui detto Giorgio[22] svolgeva il ruolo di inquisitore, furono trovate molte persone di ambo i sessi che, dimentiche della propria salvezza e allontanandosi dalla fede cattolica, avevano formato una setta, rinnegato la fede abbracciata con il sacro battesimo, calpestato la santa croce con i piedi e perpetrato su di essa atti ignominiosi. Avevano poi abusato dei sacramenti e soprattutto dell'Eucarestia, eletto il diavolo come loro signore e protettore, prestandogli obbedienza e venerandolo; con i loro incantesimi, formule magiche, sortilègi ed altri nefandi atti superstiziosi avevano in molte maniere danneggiato le bestie e i frutti della terra. »
(Adriano VIDudum, uti obis, breve del 10 luglio 1523[23])
« (...) in Pisogne e in Edolo furono abbruciate nel 1510 sessanta streghe e alcuni stregoni che assaltavano huomini, donne, animali, seccavano prati, herbe, etc coi loro incantesimi. Quando furono menati al fuoco, dicevano che non lo temevano, che avrebbero fatto miracolo, loro era apparso il diavolo. Assurde accuse, ma allora i più le credevano ond’è a lodarsi la prudenza del governo di Venezia in tali occasioni (...) il vescovo Zane d’altra parte avuto eccitamenti dalla Valle Camonica, v’andò con un domenicano e predicatori e fece abbruciare alcune streghe ad Edolo. »
(Cocchetti, Brescia e sua provincia, tratto dalla Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto1859)
« In Valcamonica et etiam qui a Bressa et per tutto lo mondo è sparsa questa triste eresia et abnegazione del Signore Dio e dei Santi. Et sono già stati brusati in Valcamonica in quattro luoghi circa 64 persone, maschi et femmine, at altrettanti e più ne sono in presone (...) et ne sono circa 5000, cosa inestimabile (...) »
(Marin SanudoDiarii, Tomo XXV, pg 586, Venezia 1536[24])

Servizio di Milla Prandelli

Un racconto della storia d'Iseo tramite immagini

Una storia raccontata attraverso i calendari della Farmacia Gandossi 

lunedì 20 ottobre 2014

"Löc de la Begia" , dove il tempo si è fermato

E' un luogo magico dove il tempo sembra essersi fermato.
La sua atmosfera ti cattura e ne rimani affascinato senza scampo, è la Quattrocentesca casa detta "Löc de la Begia" (si trova in via Inganni a Gussago) costruita dagli Averoldi, che è, a detta di F. Lechi, fra le più interessanti del nostro quattrocento.

La casa, scrive il Lechi, presenta un portico basso perchè il pilastro in pietrame è corto e dopo poco più di un metro di fusto ha inizio l’attacco dell’ampio arco a tutto centro. E’ necessario questo senso di forza per sostenere la prima loggia che è formata da archi ogivali in numero doppio di quelli del portico, ma alti e snelli, quanto i primi sono tozzi, per sostenere ancora “la baltresca” che giunge sotto la gronda del tetto con pilastrini in cotto che ripetono il ritmo di quelli del pian terreno. Il portico presenta una certa varietà nelle aperture che denotano le modifiche apportate nei secoli. Sul lato corto di sera si apre il pozzo, nobilitato da una cornice del Cinquecento, di fronte nel lato di mattina sale la vecchia scala, modesta, rudimentale a chiocciola, simile a tante altre coeve. Le finestre danno luce ad ampi locali; in uno di essi, la caminada, vi era un bel camino in pietra con modiglioni a zampa di leone, oggi trasferito nella villa Togni, già Averoldi e Raccagni. Da questo locale, che ha al centro una colonna a sostegno della lunga trave centrale, si diparte un scala di legno recentemente costruita per le esigenze di oggi. Essa è stata costruita con le ancore sanissime roveri di travature recuperate da antichi edifici di Brescia distrutti nei bombardamenti del 1945, è una copia di una simile scala esistente nella Cà d’Oro a Venezia.
Al piano superiore la loggia è tutta aperta: non si può capire se un tempo vi fosse, come supponiamo, il soffitto a travetti per dividere la galleria stessa dalla baltresca sovrastante, come d’uso. Oggi si scorge scoperta la rustica travatura del tetto. Le sale che si affacciano sulla loggia erano molto adornate perché si trattava dell’appartamento di rappresentanza.

Incominciando da ponente vi è una sala sulle pareti della quale si scorgono tracce di affreschi monocromi del secolo XVI; erano otto pannelli e rappresentavano Apollo con vari musici, di modesta fattura. 
Questo è quanto affiora sotto lo strato di calce. Sul camino lo stemma di famiglia con contrassegni della dignità di vescovo. Dopo questo, altri due vasti ambienti: il grande salone con le pareti affrescate e un’altra sala. Su tutti i soffitti in legno a grandi travi, cordonate ornate da tavolette dipinte, con fregi, stemmi, animali e teste umane, in maniera ancora molto semplice e modesta. Anche questo è un elemento che può convincere a determinare la data di costruzione nella prima metà del secolo XV (Quattrocento). L’ultimo locale verso mattina , ricavato in un corpo aggiunto in epoca più tarda, alterato in piccoli scomparti, porta sulle pareti tracce di affreschi cinquecenteschi monocromati.
Fonte: Enciclopedia Bresciana

giovedì 16 ottobre 2014

La nuova Orchestra delle Bollicine sotto la direzione del M° Parzani, al via le audizioni gratuite per una Orchestra giovanile di Franciacorta

L’ „Orchestra delle Bollicine“ dell’Accademia Musical-mente sta per trovare tutte le sue componenti strumentali.
Partita con l’appoggio dei comuni dove  l’Accademia storicamente ha sede (Gussago, dove si sono svolte le masterclass per l’Orchestra con il Maestro Alessandro Cadario,  Monticelli Brusati, Paderno Franciacorta e Brescia con due sedi) il progetto può contare sui finanziamenti della Fondazione Comunità Bresciana e della Regione Lombardia. Entrambe hanno valutato e deciso di approvare l’iniziativa, per la sua indiscussa valenza civica e pedagogica, oltre che di notevole promozione del territorio bresciano come impulso verso una cultura musicale di valore.
 Il progetto prevede appunto la creazione di un’orchestra sinfonica  aperta alla partecipazione dei giovani musicisti bresciani e franciacortini under 18 che suonino uno strumento orchestrale.
I posti disponibili sono molti, gli iscritti al bando circa una ventina: quattro dal Conservatorio di Brescia, due dal liceo musicale di Brescia, i restanti ragazzi dalle molteplici realtà di tutta la provincia.
Le audizioni per l’ammissione dei giovani musicisti esterni si sono tenute il giorno martedi 14 ottobre alle ore 18,00 presso la Scuola Media Statale” A. Venturelli”, sede di Gussago , alla presenza del maestro Daniele Parziani che ha verificato i livelli dei brani presentati.
Ogni partecipante è stato sottoposto ad una audizione di prova in orchestra, ovvero è stata data ai candidati una partitura di tre brani musicali, a loro sconosciuti, “da leggere a prima vista”, poi hanno suonato, sollecitati e guidati da un paziente ed ispirato Parziani, insieme all’Orchestra di Musical-Mente che ha in precedenza scelto e preparato i brani.
Dopo l’esibizione è stato consegnato  un giudizio di “idoneità”  come componente della neonata Orchestra,  ai seguenti candidati:
per il pianoforte: Fazio Francesca e Lancini Federico;
per il clarinetto: Canori Alessandro e Recenti Federico-Dante
per il fagotto: Stabile Giorgio
per il flauto traverso : Ferrari Gaia e Martinelli Gaia
per il violino : Premi Chiara
per la viola: Benassa Viola e Musatti Anna
per il contrabbasso: Spagnoli Federico
per l’arpa: Faustini Sara
per le percussioni: Marcolini Ettore

La commissione esaminatrice era composta dal direttore artistico Paola Ceretta, dal Maestro Parziani, dal rappresentante di “Sconfinarte” Paola Boschi, dalla direttrice dell’Accademia “Pietta” di Passirano Daniela Cappelletti e dalla commissione tecnica formata dai docenti di Musical-Mente.
La Direttrice dell’Accademia, Paola Ceretta,  durante la conferenza stampa che ha preceduto l’audizione, ha sottolineato i criteri con cui si sono valutate le abilità tecniche dei ragazzi, ma anche la loro capacità di cooperare con gli altri e la serietà di intenti che un’esperienza orchestrale presuppongono.

Erano presenti anche Marcello Bergoli, assessore alla cultura del comune di Passirano, dichiaratosi contento di partecipare al progetto per l’attenzione e l’interesse che la cultura musicale di livello alto suscita nei giovani, e Luca Ferrari assessore alla cultura del comune di Paderno, il quale si è dichiarato felice di appoggiare il progetto che offre una ulteriore opportunità culturale ai ragazzi di Paderno F. già ben consapevoli della realtà dell’Accademia Musical-mente e della serietà dei suoi interventi sul territorio.

 Il progetto, a partire da sabato 25 ottobre data della prima prova, si  prefigge per i mesi successivi un percorso serio e  professionale (due incontri al mese con il M° Parzani e uno con Maestri del territorio divisi per sezioni)  in collaborazione con l’Orchestra de “I Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano”, importante formazione giovanile ad alto livello di produzione grazie ad una particolare metodologia musicale e pedagogica.
Sarà proprio il Direttore dei “Piccoli”, il M°. Daniele Parziani,  a dirigere l’Orchestra delle Bollicine e renderà ogni prova “ non un momento in cui studiare la parte ma un momento di sintesi a cui arrivare già preparati e che così sarà di crescita e di sintesi “ – come ha tenuto a sottolineare prima della selezione – “questa è la reale differenza fra un’orchestra giovanile e un’orchestra amatoriale. In quest’ultima prevale l’aspetto ludico che rende le prove un momento di studio”.

Per informazioni più dettagliate è utile visitare il sito www.musical-mente.it e il sito dedicato: http://orchestradellebollicine.weebly.com/
 o telefonare al numero di cell. 339-2506646.



martedì 14 ottobre 2014

LOVERE : un corso gratuito rivolto agli operatori turistici promosso dall'amministrazione comunale.....perchè il turismo è comunicazione!



DO YOU SPEAK ENGLISH??

NO..?!

KEEP CALM

AND

GO TO "CENTRO CIVICO CULTURALE" A SEGUIRE IL CORSO GRATUITO DI PERFEZIONAMENTO DELLA LINGUA INGLESE PER OPERATORI TURISTICI E COMMERCIALI.

Per chi fosse interessato il termine per le iscrizioni scade il 27 ottobre!

Per info: IAT ALTO SEBINO
tell. 035.962178

lunedì 13 ottobre 2014

Il SOROPTIMIST CLUB ISEO (Vallecamonica-Sebino- Franciacorta) mette a disposizione 1 Borsa di Studio per il Corso di Perfezionamento "Project Mangement per la Montagna"


Il Soroptimist Club di Iseo, associazione composta da donne con elevata qualificazione nell'ambito professionale che opera per la promozione dei diritti umani, per l'avanzamento della condizione femminile e per la accettazione delle  diversità, nell'ambito delle azioni individuate a sostegno dei temi proposti da EXPO 2015 mette a disposizione 1 borsa di studio per il Corso di Perfezionamento "PROJECT MANAGEMENT PER LA MONTAGNA: METODOLOGIE E STRUMENTI DI GESTIONE DI UN PROGETTO", proposto dalla sede distaccata di Edolo (Bs) dell'Università di Milano, altresì nota come "Università della Montagna".
La borsa di studio erogata dal Soroptimist Club Iseo– a copertura totale della quota di iscrizione per la partecipazione al corso – è dedicata a soggetti in possesso dei seguenti requisiti:
1. Candidata di sesso femminile;
2. Residenza in uno dei comuni delle seguenti aree geografiche: Valle Camonica (BS), Sebino Bresciano (BS) e Franciacorta (BS);
3. Superamento della procedura di selezione per l'accesso al corso, con posizionamento ai primi posti della graduatoria, stilata in base al merito.

Le domande di partecipazione alla borsa di studio dovranno essere inviate via mail a:soroptimist.iseo@gmail.com e contestualmente alla segreteria organizzativa del corso di perfezionamento, attraverso la procedura indicata nel bando per la partecipazione alla selezione al corso.
Le modalità di iscrizione sono riportate sul bando che scade il 24 ottobre 2014:http://www.unimi.it/cataloghi/corsiperf/Bando_II_CdP_2014-2015.pdf

Per scaricare la brochure informativa:
http://www.unimontagna.it/web/uploads/2014/10/UNIMONT_leafletcdp_24ott.pdf

Al termine del processo di selezione, condiviso con il Soroptimist Club Iseo, per quanto relativo alla borsa di studio, sarà cura del Soroptimist Club Iseo, congiuntamente a Università della Montagna, comunicare all'assegnatario esito e modalità di assegnazione.
Il Soroptimist Club Iseo conferma così il proprio impegno per lo sviluppo del panorama professionale femminile, contribuendo a realizzare un mondo in cui le donne possano mettere in azione il loro potenziale individuale e collettivo, le loro aspirazioni e avere pari opportunità di creare forti comunità pacifiche capaci si tessere reti locali di valorizzazione del territorio e delle appartenenze.
Ricordiamo che il corso verrà erogato in blended learning (potrà essere frequentato in presenza, per tutti i partecipanti che potranno recarsi presso la sede di svolgimento, a Edolo (Bs) Italy, oppure a distanza, per ragioni di distanza geografica dalla sede di svolgimento del corso, in modalità telematica/e-learning attraverso apposita Aula Virtuale).
Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria Didattica Sede di Edolo
Via Morino 8 -  25048 Edolo BS
Tel. 0364/71324 – E-mail corso.edolo@unimi.it
www.unimont.unimi.it

domenica 21 settembre 2014

ISEO 22 settembre 2014 l'Amministrazione Comunale presenta una App per promuovere Iseo e le sue frazioni

Lunedì 22 settembre presentata la app "Iseo", sviluppata dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con il team di iTown, per promuovere Iseo e le sue frazioni.

 iTown App è la nuova applicazione gratuita per cellulari smartphone e tablet che permette ad ogni cittadino di avere il suo Comune sempre "in tasca", destinata a cambiare i modi di fruizione dei servizi e dei consumi sul territorio, e come tutte le economie nate dall'innovazione tecnologica abbatte i costi e crea valore.
Attraverso di essa il territorio potrà far conoscere a un pubblico più ampio non solo i servizi e le proposte culturali del Comune, ma anche le attività commerciali e l'offerta turistica della città. Un servizio pensato per soddisfare le esigenze dei residenti e degli ospiti del territorio che cercano alloggi, attrazioni, nozioni storiche e culturali, informazioni su eventi, scuole, negozi.
iTown è un prodotto frutto delle giovani e dinamiche energie del gruppo iTown Lab, che nasce e cresce sulle rive del lago di Garda ed ora viene proposta anche dal comune di Iseo. Diverse professionalità sono intervenute per formarlo. La sinergia nasce da un gruppo di programmatori per dispositivi mobile esperti nel settore, con un background solido alle spalle, e da personalità creative sempre in movimento ed esperte dell'economia turistica. 
La start-up nasce in una dimensione collettiva e istituzionale che spiega l'energica e unanime concessione di patrocini pubblici. Coinvolgendo tanti cittadini e giovani studenti, di fatto si rende partecipe e condiviso l'onore e l'onere di mantenere l'immagine complessiva reale e virtuale del proprio territorio. Questo spiega la concessione di patrocini pubblici: l'applicazione è un'occasione di visibilità e altresì di risparmio nella stampa di brochure e materiale promozionale da parte di ogni ente pubblico coinvolto
L'applicazione nativa per Apple e Android si traduce automaticamente in diverse lingue tra cui italiano, inglese, tedesco e russo e in via di sviluppo spagnolo, olandese e cinese.

lunedì 15 settembre 2014

Bergamo: la Provincia lancia "Iseo Express" per raggiungere il Sebino senza attese


La Provincia di Bergamo dà l’avvio ad una importante sperimentazione costruita nell’ambito della progettualità di eccellenza per la promozione e lo sviluppo del sistema turistico nazionale con il Progetto “Iseo Express” destinato a valorizzare e potenziare la fruibilità dei Laghi di Iseo e di Endine.
Nel prossimo futuro i turisti che sbarcano all’Aeroporto “Il Caravaggio” di Orio al Serio potranno beneficiare di uno speciale servizio che li porti direttamente verso le strutture ricettive dell’area lacuale senza dover subire inutili attese legate agli orari dei servizi pubblici.
Il transfer è progettato come servizio dinamico e continuativo mediante l’utilizzo di “navette a chiamata”, verso le due principali direttrici lacuali: Aeroporto BGY Trescore Balneario, Endine Gaiano, Lovere, Pisogne e Aeroporto BGY Grumello d/Monte, Sarnico, Paratico, Iseo, Marone.
La fase esecutiva del progetto, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e gestionali, viene affidata a Turismo Bergamo.

Prossimamente sarà attivo il servizio di prenotazione dal sito :http://www.iseoexpress.it/index.php/it/
Sarà possibile prenotare il transfer, in alternativa la richiesta potrà essere effettuata già al momento della scelta della struttura ricettiva tramite gli appositi siti di prenotazione online.
Selezionato il servizio, i turisti troveranno all’aeroporto il mezzo, un’autovettura o un bus di diversa capienza in ragione del numero dei posti necessari, che li porterà direttamente alle strutture ricettive prenotate. Per incentivare l’uso della navetta sono state studiate interessanti proposte. In particolare chi usufruirà di almeno un pernottamento nelle località lacuali si vedrà dimezzato il costo della navetta. Ad esempio il transfer Orio-Sarnico ha un costo (approssimativo, in quanto al momento non sono state ancora rese note le tariffe) di 40 euro a tratta, ma se si rimane una notte il ritorno è gratuito. Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ecologica di Iseo Express e ai passeggeri con difficoltà motorie grazie all’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale attrezzati per il trasporto disabili. A bordo delle navette sarà inoltre messo a disposizione dei turisti un «welcome kit» di materiale promozionale del territorio. Si tratta di guide e depliant che daranno un assaggio di quanto sanno offrire i nostri laghi. Per l’Iseo, non solo il Basso Sebino, ma anche - ad esempio - gli orridi, nel tratto tra Riva di Solto e Castro: imponenti rocce a picco sull’acqua, una delle sorprese naturalistiche di maggior valore del lago. Non da meno il lago di Endine, nel cuore della Val Cavallina. È un luogo di svaghi sereno e distensivo, una palestra all’aperto per gli sport d’acqua (vela, wind-surf, canoa e canottaggio), e rinomato luogo di pesca, d’inverno, con le acque ghiacciate, offre uno spettacolo veramente singolare.
La bellezza del lago può essere apprezzata percorrendo a piedi le antiche mulattiere da Endine a Ranzanico e da qui a Bianzano, visitando Spinone, circondata dai canneti, Monasterolo del Castello, per il maniero duecentesco e la parrocchiale del Fantoni o i paesi collinari che si affacciano sul lago.

giovedì 4 settembre 2014

CLUSANE D'ISEO 4.9.14 Camping Girasole devastato dalle fiamme



Questa mattina all'alba, intorno alle 4.00, gli abitanti di Clusane sono stati svegliati da una serie di forti boati.
Un forte incendio è scoppiato nel camping Girasole ed ha richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco. Pare che l'origine dell'incendio non sia doloso, ma causato da una quindicina di bombole del gas che sono improvvisamente scoppiate nella zona adiacente la recinzione.
L'incendio pare abbia distrutto una quarantina di roulottes, e provocato intossicazione a sette persone soccorse dal 118, al momento non si segnalano vittime o feriti gravi.
Il coraggioso intervento dei Vigili del Fuoco, intervenuti malgrado le fiamme altissime e gli scoppi delle bombole ancora in atto, ha impedito il peggio .
Ora gli stanziali già temono che questo brutto incidente possa pesare negativamente sulla loro causa, e preso come pretesto per accusarli ulteriormente di incuria e mancato rispetto delle regole e norme di sicurezza.

lunedì 1 settembre 2014

Acoustic Franciacorta 2014: si chiude con un viaggio attorno al mondo con la chitarra di Fernando Perez l’undicesima edizione del Festival franciacortino


Joe Zhu (fingerstyle) - Cina
Si chiude nel Monastero di San Pietro in Lamosa, dove tutto ebbe inizio nel lontano 2004, l’undicesima edizione di Acoustic Franciacorta che, con quasi 3000 presenze, si conferma un appuntamento molto amato dal pubblico che ha seguito sempre numeroso e attento tutte le serate in programma quest’anno, cinque appuntamenti consecutivi di elevata qualità artistica e fortunatissimi dal punto di vista meteorologico.
Acoustic Franciacorta 2014: inaspettato vortice acustico che ha portato artisti, tecnici, volontari e pubblico a viaggiare tra i filari della Franciacorta e le architetture medievali dei comuni di Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome e Provaglio d’Iseo per cinque giornate, da mercoledì 27 a domenica 31 agosto.
Chris Proctor (fingerstyle) - U.S.A.
Tutte le serate hanno registrato una grande affluenza di pubblico, dal più affezionato che non si perde una nota, a nuovi ascoltatori stupiti dalle possibilità di suono offerte dalla chitarra, per un
totale di circa 3000 presenze suddivise nelle cinque serate.
Tante sono le immagini da conservare di questa undicesima edizione: l’inaugurazione molto partecipata nel Cortile della Pieve di Santa Maria che ha reso ancor più suggestivi gli interventi dei protagonisti musicali; l’eleganza del Borgo Santa Giulia che ha ospitato la prima volta in Italia di un emozionato Joe Zhu; la consueta magia del Sagrato della Pieve di S. Andrea che ha accolto la poesia di musica e parole di Simone Cristicchi; la familiarità della Cascina Pio IX che ha ospitato la “Jam session sotto le stelle” che si è trasformata nella prima Notte Bianca di Acoustic Franciacorta;l’incantevole Chiesa di San Michele protetta dagli alpini in cui è andata in scena tra gli ulivi la serata più eclettica del Festival; il solido Monastero di San Pietro in Lamosa tra le cui mura hanno risuonato note e passi per tutta la giornata fino a tarda notte.
Orchesta Cocò (manouche) - Italia
“Le sensazioni sono molto positive. Quest’anno tutto è andato per il meglio, quasi non vorrei che il Festival finisse, nonostante il notevole impegno richiesto.” Con queste parole Giorgio Cordini, il
direttore artistico, saluta e ringrazia il pubblico durante l’ultima serata prima degli straordinari concerti di Alberto Caltanella, Bocephus King, Fernando Perez. È proprio di questi musicisti l’ultima immagine che vogliamo conservare: Bocephus King seduto a terra in mezzo al pubblico, a piedi scalzi, applaude e si muove al ritmo delle note di Fernando Perez.
Questo è Acoustic Franciacorta che saluta con un "Arrivederci al prossimo anno!!"

sabato 23 agosto 2014

Street Food Montisolano : il lago in padella ....

Un appetitoso cartoccio di fritto di lago, servito in un comodo sacchetto personalizzato, rappresenta il perfetto street food per un pausa riflessiva nello scenario lacustre.
Qui, l’instancabile Andrea Soardi, simpatico portatore sano di passione e dedizione per l’attività di famiglia, si muove con costanza tra le consegne a domicilio e i vari mercati del lago: Edolo, Pian Camuno, Marone, e quello più antico di Pisogne.
 Il pesce è di eccellente qualità, sempre freschissimo e garantito da una fedelissima tradizione della pesca che risale al nonno, per questo la composizione del cartoccio dipende dal pescato del giorno. Notevoli anche i piatti più elaborati come le lasagne con ragù di lago, il filetto di coregone ripieno al forno e le polpette di pesce.  
Se si è fortunati si possono gustare: l’agone, il latterino e i morbidissimi tranci di merluzzo. Un’esperienza “da fare” per i palati più sofisticati, esperti di pesce fresco, che qui mantiene tutto il sapore dolce dell’acqua di lago.

In corsa verso l'Oscar degli Street Food italiani, prestigioso riconoscimento nazionale di settore, che vede in lizza altri 3 bresciani, 29 lombardi per un totale di oltre 500 in tutta Italia. 
Puoi votarlo nel sito www.cibodistrada.it entro il 20 settembre
Street Food moda ?
Invenzione del momento?
Macchè è sempre esistito!!

Piccole isole, piccoli misteri : l'isola di Loreto del lago d'Iseo

Storie di monasteri, vicende di eremiti, distruzioni e ricostruzioni sono lo scenario dei fatti, scarsamente documentati, della magica isola di Loreto, situata nel lago d’Iseo, che deve la sua originalità alla varietà del suo paesaggio e alle sue bellezze naturali; incorniciato, verso nord, dai monti perennemente innevati del ghiacciaio dell’Adamello, dai quali giungono le acque che lo alimentano attraverso il fiume Oglio; a sud, invece, il paesaggio si fa più collinare e dolce e questi aspetti si affermano, prepotentemente, in molti tratti delle coste, tra le pareti rocciose che si tuffano a picco nel lago e le stupende colline verdeggianti.
In questo lago così affascinante nella sua semplicità, pittoresco e suggestivo, conosciuto ed apprezzato sin dai tempi più antichi da poeti e pittori, si trova l’isola di Loreto, di cui scarseggiano i documenti storici, sebbene il ritrovamento di alcune monete, risalenti al 1238, epoca di Federico II, al periodo visconteo e a quello cinquecentesco della Serenissima, abbia fatto ipotizzare che essa fosse un luogo d’incontro di pescatori, mercanti e pellegrini diretti verso il convento di clausura femminile annesso a un santuario. A fine ‘500, un eremita di nome Pietro vi eresse un romitorio, i cui resti furono visibili fino alla fine dell’800. L’isola divenne di proprietà della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa agli inizi dell’Ottocento, ma alla sua morte, gli eredi la vendettero al capitano della marina Vincenzo Richieri, di Sale Marasino, che costruì l’odierna villa, cercando di ricreare l’antico castello medioevale dai ruderi rimasti dell’antico edificio. Dagli scavi per la costruzione della villa vennero rinvenuti vari oggetti: macine, frammenti di tegole e monete che il capitano tentò di catalogare. Dopo la morte di Richieri, la villa cambiò numerosi proprietari fino all’acquisto, una decina di anni fa, da parte della “Società Loreto” di Erbusto, trasformandosi, da scoglio nudo, in un magnifico bosco di pini, larici, piante esotiche. Bellissima, misteriosa, inaccessibile… sono questi i motivi che hanno visto contesa per secoli.
Davide Bortolotti, in una lettera del 1824 descrive le piccole isole di San  Paolo e di Loreto. "Ai piedi dell’orgoglioso Monte d’Isola giacciono due umili isolette singolarmente piccole e quasi a fiore dell’onda che diresti ivi porte per far meglio risaltare la grandezza e l’elevazione della superba loro dominatrice. Quella a settentrione del Monte viene detta Loreta, S.Paolo ha nome l’altra a mezzogiorno la quale venne anche non affatto impropriamente paragonata all’arca di Noè” 

Piccole isole, piccoli misteri : l'isola di San Paolo del lago d'Iseo

La storia documentata di S.Paolo inizia nel 1091 quando due fratelli longobardi, con la madre, decidono di donare ai monaci Cluny un’isoletta del Lago d’Iseo sulla quale vi erano alcune case e una chiesa dedicata a San Paolo. I monaci di Cluny costruirono sull’isoletta un priorato in cui vi si stabilirono otto frati, l’isola costituiva un riparato punto di osservazione e di sosta lungo l’unica via di comunicazione fra Iseo e la Valle Camonica. I monaci cluniacensi abitarono per oltre tre secoli il piccolo monastero di S.Paolo, finchè il convento fu donato ai frati minori dell’Osservanza di Brescia che col tempo lo ristrutturano ed ampliarono. Nel corso di tutto l’800 l’isola passò nelle mani di diversi proprietari diventando persino un albergo nel 1890, che però non durò molto. A fine ‘800 però fini nelle mani sbagliate, quelle del signor Trapattoni di Milano che rase al suolo tutto ciò che c’era sull’isola. La distruzione dell’antica chiesa e del monastero colpì molto la fantasia popolare, che ideò “un cupo finale per il demolitore di edifici sacri, narrando del suo corpo straziato alla deriva, in una notte di sarneghéra “(uragano proveniente da Sarnico). Nel 1915 la famiglia Beretta acquistò l’isola e la ristrutturò costruendo una villa e un giardino che tutt’oggi spuntano dall’acqua, ben tenuti, comunicando sempre un fascino misterioso e indescrivibili suggestioni.
Leggenda:La leggenda narra che i frati di S.Paolo producessero con pochi tralci di vite e qualche ulivo, una grappa che possedeva poteri benefici, la grascio de S.Paol, immancabile in ogni casa di Montisola.
Davide Bortolotti, in una lettera del 1824 descrive le piccole isole di San  Paolo e di Loreto. “Ai piedi dell’orgoglioso Monte d’Isola giacciono due umili isolette singolarmente piccole e quasi a fiore dell’onda che diresti ivi porte per far meglio risaltare la grandezza e l’elevazione della superba loro dominatrice. Quella a settentrione del Monte viene detta Loreta, S.Paolo ha nome l’altra a mezzogiorno la quale venne anche non affatto impropriamente paragonata all’arca di Noè” 

venerdì 22 agosto 2014

E' iniziata la vendemmia in Franciacorta

Berlucchi ed altre aziende vinicole in Franciacorta sono già alle prese con la vendemmia, in evidente anticipo rispetto al 2013 anno in cui le abbondanti piogge del primo semestre fecero slittare di qualche giorno il via ufficiale.
Dall’azienda di Borgognato Guido Berlucchi primo produttore del territorio con oltre 400 ettari di vite i primi esiti: «Le temperature fresche e le forti piogge — spiega Arturo Ziliani, amministratore delegato di Berlucchi — ci obbligano a fare una cernita già in vigna: prima che i raccoglitori entrino in campo una squadra specializzata taglia e lascia terra i grappoli con problemi sanitari».
Impossibile fare una valutazione sulla qualità. «Sarà un anno difficile con rese inferiori rispetto alla precedente — sottolinea Ziliani — ma potremmo avere qualche piacevole sorpresa positiva per la qualità. Le annate fredde in passato hanno garantito un’elevata acidità delle uve in grado di fornire grande freschezza e longevità dei vini».
E i prezzi? «Il costo delle uve subirà lievi aumenti», ammette Arturo Ziliani che aggiunge: «Questo non si ripercuoterà sul costo delle bottiglie. Una parte dei vini Chardonnay e Pinot nero destinati ai non millesimati arriva infatti da uve precedenti, quando il meteo è stato meno sfavorevole».

mercoledì 20 agosto 2014

SARNICO - PARATICO - CLUSANE nelle scene del film "Sabato, domenica e venerdì" 1979 con Adriano Celentano


domenica 10 agosto 2014

ISEO : San Silvestro luogo del cuore da salvare! votate!!

La chiesa è aperta al pubblico nei seguenti giorni:
mercoledì-sabato-domenica 9.00-10.30

Un passato legato all'episcopato bresciano, alle confraternite discipline e al culto dei morti. Un presente di bisogni urgenti di interventi restaurativi. Un futuro incerto. 
Aiutateci a dare un futuro sicuro a questa chiesa,
votate "chiesa di San Silvestro - Iseo" 
sul sito del FAI - luoghi del cuore,
scaricando l'app oppure compilando i moduli raccogli firme nelle sedi delle delegazioni o le cartoline che trovate nelle filiali di Banca Intesa, cartoline che troverete anche all'interno del prossimo numero di PUNTO D'INCONTRO , periodico free-press distribuito nel Basso Sebino e in Franciacorta, in uscita il 2 agosto 2014.
 La chiesa romanica di San Silvestro era probabilmente l'oratorio privato del vescovo di Brescia durante i suoi soggiorni estivi a Iseo. Ad aula unica, suddivisa in ripiani, quello sotterraneo conosciuto con il nome di "Carnerio", divenne nel XV secolo di proprietà della Confraternita dei Disciplini della Santa Croce e, dal XX secolo, fu adibita a magazzino e poi a falegnameria. Al suo interno conserva affreschi del XV, XVI e XVII-XVIII secolo, fra i quali si segnalano in particolare la "Danza Macabra" e il "Ritrovamento delle Sante Croci".


LA DANZA MACABRA

 (sec. XIV, inizi), affresco, di Ignoto che appare ora monocromatico; in origine era di vivaci colori, nel registro inferiore dell'abside. Originalissima, ripete ad ogni riquadro, compreso in un colonnato di stile rinascimentale, la figura della Morte - sempre diversa e terribile - e delle sue prede. Don Ghiroldi scrive:

«La Danza macabra di S. Silvestro […] è costituita da otto riquadri bi-cromi (bruno e ocra) in cui sono inseriti numerosi personaggi: da uno a tre per riquadro, affiancati da un cadavere recante sulle spalle un sudario funebre. Vi compaiono rappresentanti del ceto medio, tranne che per le due coppie esterne - in parte distrutte dagli interventi del Settecento -costituite dal patriarca e dal vescovo a sinistra e da un re a destra.

L' ignoto autore, che non ha utilizzato i sistemi tradizionali per trasferire il disegno dai cartoni all'intonaco, ha composto di getto con grande immediatezza tutta la sua opera in una sola giornata utilizzando il colore tenue dell'ocra, che non avrebbe disturbato la finitura delle figure per definire i volumi, e tracciandone invece i contorni con pennellate fresche e decise di colore bruno» (Ghiroldi, 1998 dattiloscritto).
A nostro giudizio, viste le dimensioni e la composizione di getto, l'affresco è stato esteso in varie "giornate" anche se decisiva nel merito risulterà l'analisi a luce radente.
Nel merito dello stato di conservazione di questo affresco, il Ghiroldi osserva che «vi sono infine tracce di vandalismo: in particolare le orbite degli scheletri sono state profondamente scavate quasi a volerne cancellare lo sguardo penetrante e malefico».
fonte: www.sites.google.com/a/parrocchiasantandreaiseo.it



martedì 5 agosto 2014

MARONE : dal lascito della famiglia Pedrali nasce il progetto anagrafe fotografica delle famiglie maronesi

A seguito del lascito da parte della famiglia Predali, il Comune di Marone è divenuto proprietario di un Archivio Fotografico composto da circa 14.500 negativi su lastra di vetro, realizzati per la maggior parte dai fotografi Lorenzo Antonio (padre) e Antonio Predali (figlio) tra il 1890 ed il 1960.
I negativi sono suddivisi nei formati 6x9 centimetri, 9x12, 10x15 e 13x18.
Nell'anno 1998 è stata costituita l'Associazione "Archivio Predali Fotografo" (di cui il Comune di Marone è socio fondatore) che ha il compito di conservare, ordinare e collezionare, presso la propria sede, lastre, riproduzioni, pubblicazioni e materiali di informazione e di documentazione relativi al lascito Predali.
Ogni settimana, sarà possibile visionare on-line decine e decine di fotografie digitalizzate nell'ARCHIVIO FOTOGRAFICO LORENZO ANTONIO PEDRALI

Un sostegno importante per sviluppare l'attività di trasporto sulle acque anche del nostro Sebino: contributi regionali per la navigazione turistica sui laghi e per la sicurezza

Un contributo di oltre 4,7 milioni di euro per lo sviluppo della navigazione turistica e di linea dei laghi lombardi e ulteriori 150 mila euro per il servizio di sicurezza e vigilanza della circolazione nautica. Sono questi gli stanziamenti deliberati dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alberto Cavalli, per la valorizzazione dei laghi.
"Si tratta di un contributo importante - ha detto l'assessore alle Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia Alberto Cavalli - non solo per migliorare e rendere più sicuro il trasporto e la navigazione lacuale, ma anche per valorizzare la fruizione turistica dei bacini lacuali in una Regione, che con i suoi cinque laghi maggiori e i numerosi laghi minori, offre una varietà di luoghi di interesse unico".
"Gli obiettivi della misura approvata oggi - ha proseguito l'assessore Cavalli - sono il miglioramento del trasporto e la valorizzazione delle sponde, attraverso la riqualificazione di porti e pontili, sia per la navigazione pubblica che da diporto, nonché la realizzazione di passeggiate a lago".
Particolare attenzione si è resa necessaria per attuare un programma di ammodernamento e miglioramento delle condizioni di sicurezza di pontili e moli utilizzati dal servizio pubblico di linea sull'Iseo, unico lago ove la navigazione pubblica è regionale. "Per quanto riguarda i servizi per la sicurezza e la vigilanza della circolazione nautica - ha specificato Cavalli - abbiamo stanziato 150.000 euro in modo che le Autorità di bacino possano garantire ai residenti e ai sempre più numerosi turisti che frequentano i nostri laghi i servizi necessari e la tranquillità che è assicurata, come al solito dalle forze dell'Ordine e dagli Enti territoriali".
I destinatari degli interventi sono i Comuni rivieraschi che, attraverso le Autorità di bacino lacuale dei laghi di Garda, Iseo, Maggiore, Lario e Ceresio, beneficeranno di un finanziamento complessivo di 2.439.431 euro per l'anno 2014 e di 2.334.431 euro per il 2015.